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25/05/2011

Il Comune prepara il piano contro l’inquinamento luminoso. Dalla Pozza: “Partiamo da quaranta punti luce che disturbano l’osservatorio astronomico di Arcugnano”

Guerra all’inquinamento luminoso, a partire da 40 punti luce cittadini che disturbano l’osservatorio astronomico di Arcugnano. Se ne occuperà l’assessorato all’ambiente che la giunta comunale ha nominato regista della redazione del PICIL, il piano dell’illuminazione per il contenimento dell’inquinamento luminoso di cui devono dotarsi i Comuni secondo quanto previsto da una legge regionale del 2009.

“Come l’acustico – ha detto oggi l’assessore all’ambiente Antonio Marco Dalla Pozza - anche quello luminoso è un inquinamento che crea minore allarme di altri, ma che produce ugualmente grande disturbo. Nello specifico, può ostacolare la navigazione aerea, gli osservatori astronomici, la fauna, e anche la stessa sicurezza stradale in caso di abbagliamento degli automobilisti. Si tratta tra l’altro di un inquinamento molto diffuso, dato che sono moltissimi gli impianti non a norma. Per quanto ci riguarda, partiremo con l’occuparci della quarantina di punti luce che disturbano in particolare l’osservatorio astronomico di Arcugnano: assieme ad Arpav e con la preziosa collaborazione dell’associazione “Veneto stellato” li abbiamo già monitorati ed abbiamo invitato i proprietari a mettersi a norma per evitare il fenomeno dell’abbagliamento”.

Gli impianti da sistemare sono in gran parte insegne pubblicitarie e fari alogeni per la sicurezza delle fabbriche, mentre sono già da tempo fuori legge i fasci di luce dei locali notturni che puntano verso il cielo, interferendo con la navigazione aerea.

Tra i 40 punti luce mappati ci sono anche tre impianti di Aim che dovranno ovviamente adeguarsi, come gli altri, alla normativa. Ma l’illuminazione pubblica sarà oggetto di una più specifica attività ricognitiva per la messa a norma generale. “L’operazione di revisione dell’illuminazione pubblica – ha aggiunto Dalla Pozza – consentirà tra l’altro un risparmio energetico che vogliamo raggiungere in tempi rapidi. Per mettersi in regola con la legge regionale sull’inquinamento luminoso ci sarebbe tempo fino al 2025, ma poiché il Comune di Vicenza ha aderito al Patto dei sindaci, ragion per cui entro il 2020 dovrà raggiungere l’obiettivo 20/20/20 di Kyoto, cioè ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili, l’amministrazione ha deciso che entro quella data anche gli impianti di illuminazione pubblica dovranno essere tutti a norma, contribuendo anche su questo fronte alla riduzione dell’emissione di anidride carbonica in atmosfera”.

“La redazione del piano per il contenimento luminoso – ha concluso l’assessore - è un’altra delle attività pianificatorie avviate dal settore ambiente per colmare il gap con altre città già dotate di strumenti che consentono non solo un miglioramento dell’ambiente in cui viviamo, ma anche, in alcuni casi, delle condizioni di sicurezza”.

 

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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