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10/12/2010

Borgo Scroffa, il pioppo abbattuto ieri sera si è rivelato più pericoloso del previsto. Il sindaco Variati: “Preferisco avere sulla coscienza una pianta vecchia piuttosto che una persona morta”

Il pioppo era vecchio, malato e fragile. Il fusto, ancora in discrete condizioni per un certo spessore, nascondeva in realtà nella parte centrale un grave sfaldamento per circa 40 centimetri: un’alterazione di cui non si era a conoscenza, che non comprometteva la vegetazione, ma senz’altro la tenuta statica. A rivelarlo, ieri sera, è stato lo stesso abbattimento. Una volta tagliata, inoltre, la pianta - protagonista delle accese contestazioni da parte di alcuni cittadini che volevano impedirne l’abbattimento necessario, invece, secondo l’amministrazione per rendere più spazioso e quindi più sicuro il nodo di Borgo Scrofa -, ha rivelato nella ceppaia un notevole danneggiamento delle radici che si è accumulato nel tempo.

“La situazione era ben più precaria di quello che si poteva capire dai controlli strumentali possibili – ha spiegato questa mattina a palazzo Trissino il sindaco Achille Variati -, tanto da poter affermare con sicurezza che quella pianta rappresentava un potenziale pericolo pubblico, specie con i temporali estivi sempre più violenti. Per questo ho ritenuto di dar seguito ad un’operazione che era comunque già stata decisa lo scorso settembre e che non è stata assolutamente eseguita in modo carbonaro. Si è operato di sera perché di giorno in un posto così trafficato non si poteva lavorare, in secondo luogo questo è il periodo giusto per farlo, così da poter poi procedere con la sistemazione del nodo e la piantumazione delle altre alberature. Infine, del taglio ne ho parlato ampiamente, persino in consiglio comunale, così come ho ricevuto le associazioni che si opponevano all’abbattimento, tant’è vero che mi hanno presentato un progetto alternativo, che abbiamo analizzato con i tecnici comunali, ma che non è risultato realizzabile perché parte da premesse sbagliate, in quanto calato su uno stato di fatto sbagliato”.

“La pianta non è un monumento – ha aggiunto Variati -: è una cosa viva e in quanto tale ha un ciclo di vita, che in questo caso era arrivato al termine. Lo aveva decretato oltre un anno fa l’ultima indagine strumentale da parte dei tecnici, che aveva classificato il pioppo in classe C/D, cioè come pianta che va abbattuta o conservata previa potatura di riduzione per ridurre i rischi di sbrancamento, cioè di apertura”.

“La rotatoria realizzata nel 2008 per salvare il pioppo, impostata così, purtroppo, ha prodotto problemi, certificati dal numero di incidenti – ha spiegato il sindaco -: prima, con il semaforo, non ce n’erano, dal 2008 invece se ne registrano 6-7 all’anno, di cui almeno 2-3 gravi e con il coinvolgimento di biciclette. L’ultimo incidente si è verificato giusto lunedì, con una moto a terra. Tutto questo perché la rotatoria non è a norma e perché non sono minimamente in sicurezza né i pedoni né i ciclisti. Sacrificando la pianta, invece, guadagniamo spazio e quindi sicurezza, con nuove alberature. E francamente preferisco avere sulla coscienza una pianta vecchia piuttosto che una persona morta”.

Quello di Borgo Scrofa, in effetti, è un punto di traffico importante: nelle ore di punta passano 2600 veicoli all’ora ed essendo la circonvallazione al di fuori delle mura, manterrà anche in futuro una pressione di traffico notevole.

“Il pioppo è un albero tradizionalmente fragile, che ha una vita media di 80 anni – ha analizzato l’assessore ai lavori attinenti al verde pubblico, Ennio Tosetto -, ma quando supera i 50, diventa pericoloso per le sue dimensioni e per la fragilità che lo contraddistingue. In quella posizione dunque un albero di quelle dimensioni poteva procurare disgrazie. Va inoltre ricordato che a Vicenza si interviene ogni anno mediamente su 150-200 alberi, o con tagli perché ‘morti in piedi’ o perché finiscono a terra a causa di fortunali: però in questo caso nessuno se ne accorge, perché accade nei parchi. A Borgo Scroffa, infine, pianteremo minimo sette alberi adatti alla posizione”.

“Il saldo ambientale di anidride carbonica che verrà mangiata dagli alberi che andremo a impiantare sarà ampiamente positivo – ha aggiunto l’assessore al verde urbano, Antonio Dalla Pozza -. Ma va tenuto presente che abbiamo un patrimonio arboreo che risale agli anni ’60 e che sta arrivando a fine vita, specie lungo le strade. Tutte queste piante vengono però sostituite, tant’è che in questo momento il saldo tra alberi abbattuti e alberi reimpiantati è positivo. Basti pensare ai grandi interventi fatti nel 2009 e nel 2010, come l’area della Carpaneda con 7000 nuovi alberi, e l’area dei Pomari dove ne abbiamo impiantati altri 700. Importanti cifre poi ci sono state donate appositamente da privati, e in questi giorni siamo in contatto con un vivaista per l’alberatura della pista ciclabile Casarotto”.

“Stiamo inoltre lavorando per ripristinare una tradizione che si era persa – ha annunciato infine Dalla Pozza -, quella di ‘un albero per ogni nuovo nato’, che deriva tra l’altro da un obbligo di legge, anche se disatteso da molte amministrazioni: vogliamo infatti far crescere una cultura ambientale a partire dai bambini”.

 

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