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20/06/2009

Vicenza, la cittadinanza onoraria al 2° Reggimento di Artiglieria. Variati: "Un atto d'amore della città verso gli Alpini"

Il maltempo non ha scoraggiato le centinaia di vicentini e di Alpini accorsi da tutta Italia a Vicenza in piazza dei Signori per la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria del Comune di Vicenza al 2° Reggimento di Artiglieria del Corpo degli Alpini: conferimento votato all'unanimità dal consiglio comunale, e definito dal sindaco Achille Variati, nel corso della cerimonia, "un atto d'amore della città verso gli Alpini". Il reggimento, che porta il nome "Vicenza" e che proprio nel capoluogo berico è nato, nella caserma poi dedicata al generale Chinotto, celebra quest'anno il centenario della propria storia. L'occasione, quindi, è stata di duplice festa, e ha visto la presenza del Reggimento "Vicenza", del suo comandante colonnello Buffa, del generale Gelao comandante della Brigata Artiglieria di cui il Reggimento fa parte, oltre che delle bandiere, dei labari e dei gagliardetti di decine di gruppi alpini da tutta Italia e dell'Associazione Nazionale Alpini.

Nel suo discorso, il sindaco di Vicenza Achille Variati ha ricordato la gloriosa storia del Reggimento alpino "Vicenza", distintosi sui teatri di montagna della prima guerra mondiale e poi, durante il secondo conflitto, nella campagna di Russia: a Nikolajewka, nel corso dell'ultima sanguinosa battaglia dell'Armir, il reparto alpino si guadagnò la Medaglia d'Oro al Valore Militare. Non poteva mancare un riferimento, applaudito calorosamente dalla folla, a Mario Rigoni Stern, il grande scrittore dell'Altopiano scomparso proprio un anno fa, che fu Alpino e tra i pochi reduci della battaglia di Nikolajewka. Il sindaco Variati, spiegando le ragioni del conferimento della cittadinanza onoraria da parte della città di Vicenza, due volte decorata con la Medaglia d'Oro al Valore Militare, ha sottolineato il legame profondo tra la terra berica e gli Alpini, definendola "un’affinità spirituale, di popolo. Penso - ha detto Variati - a uno dei vostri moltissimi motti: "Tira e tasi". Che è quasi un motto della nostra terra, il Veneto, e di noi veneti: abituati a lavorare, e a lavorare duro, a confrontarci con le difficoltà e le asprezze della vita, a non piegarci di fronte alle sfide ma a continuare, sempre, ad andare avanti con ostinata determinazione. Cari Alpini - ha concluso il sindaco - Vicenza vi vuole bene. E ogni Alpino può davvero sentirsi, in questa nostra città, a casa".

Dopo l'allocuzione del colonnello Buffa e il saluto del generale Gelao, da piazza dei Signori è partito lo sfilamento delle diverse rappresentanze alpine e delle autorità civili e militari attraverso corso Palladio e verso Campo Marzo, dove è stato reso omaggio alla bandiera di guerra del Reggimento, al labaro nazionale degli Alpini e alla bandiera della città di Vicenza.

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