“Un attacco da Roma al Nordest cuore produttivo del paese”. Così il sindaco di Vicenza, Achille Variati, commenta la decisione del CIPE di escludere dai finanziamenti la tratta di TAV Brescia-Verona-Padova, che interessa anche il capoluogo berico. “Francamente – continua Variati – trovo ormai incomprensibile e insopportabile il disinteresse e la miopia, non privi di un certo disprezzo, con cui Roma guarda alla nostra terra. Un intero tessuto di imprese piccole, medie e grandi, già provato dalla crisi, rischia di non poter costruire il futuro con fiducia: che prospettive ci saranno per la locomotiva economica del paese se i grandi assi di collegamento europeo verranno interrotti proprio nella nostra regione? Che senso ha per l’impresa investire se poi arrivano schiaffi come questo?”.
“La TAV è un progetto nodale per il Veneto – sottolinea il sindaco di Vicenza, che alcuni mesi fa aveva avuto l’incarico di coordinare la posizione dei sindaci delle sette città capoluogo del Veneto proprio su questo tema – anche perché si lega inesorabilmente ad altri grandi progetti infrastrutturali, come la metropolitana regionale di superficie. Tutti i territori, Vicenza compresa, erano e sono disposti a fare sacrifici anche in termini individuali per assicurare il più grande beneficio che arriverebbe da questa opera. Ma ancora una volta, da Roma arrivano soldi per tutti tranne che per i veneti e in genere per il Nordest. L’abbiamo detto tante volte: se si ferma il Nordest, si ferma l’Italia. Con questa sciagurata decisione, purtroppo, la metafora rischia di diventare realtà. Mi auguro che la voce del Veneto e del Nordest si faccia sentire unitaria e chiarissima: è ora di far capire a Roma che non siamo più disposti a subire in silenzio”.