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11/03/2009

A Vicenza arriva il “Nido in famiglia”. Moretti: “Un servizio alternativo, che punta sulla flessibilità”

Si chiama “Nido in famiglia”. E’ un progetto sperimentale promosso dalla Regione Veneto che il Comune di Vicenza, unico tra i capoluoghi, adotta e rilancia in città. La giunta comunale, infatti, su proposta dell’assessore all’istruzione Alessandra Moretti, ha approvato lo schema di convenzione che i soggetti interessati ad attivare questo servizio dovranno sottoscrivere con il Comune.

In sostanza, una famiglia potrà ospitare in casa fino a 6 bambini da 0 a 3 anni (compresi i propri, se hanno meno di 10 anni), diventando protagonista di un nuovo progetto educativo e fornendo un servizio oggi inesistente.

L’abitazione dovrà ovviamente essere a norma, si dovranno prendere tutti gli accorgimenti per eliminare i pericoli domestici, ci dovranno essere almeno 4 metri quadrati di superficie per ogni bambino ospitato, meglio se si potrà mettere a disposizione anche uno spazio all’aperto.

A vegliare e a garantire sulla serietà dei “Nidi in famiglia” che si saranno convenzionati, ci sarà il Comune di Vicenza, che ricopre il ruolo di organizzatore con il compito di verificare il mantenimento dei requisiti previsti dalla Regione e di quelli aggiunti dallo stesso Comune.  “Quello che andiamo a sostenere – spiega l’assessore Alessandra Moretti – non è un servizio in concorrenza con i nidi comunali e privati della città, ma un’offerta totalmente differente, che va incontro a chi ha particolari esigenze di flessibilità dell’orario giornaliero e settimanale o ha necessità di trovare soluzioni totalmente personalizzate. L’avevamo annunciato in campagna elettorale e ora partiamo con quest’iniziativa, non solo recependo il progetto della Regione, ma ponendo ulteriori requisiti per migliorare la qualità del servizio. Chi si convenzionerà con noi dovrà garantire un maggior standard di qualità,  ma noi in cambio rinunceremo al 10% dei suoi profitti che, secondo le disposizioni regionali, dovremmo pretendere come ente organizzatore”.

Il progetto regionale, infatti, prevede per l’ente che si occupa del monitoraggio un introito pari al 10% di quanto incassa il Nido in famiglia, ma il Comune di Vicenza, interessato soprattutto a potenziare gli aspetti qualitativi dell’iniziativa, rinuncerà a riscuotere tale cifra in cambio della sottoscrizione di requisiti aggiuntivi: dalla presentazione di un progetto educativo alla presenza al nido del personale incaricato dal Comune, dalla frequenza di uno stage formativo alla supervisione della psicopedagogista comunale, fino all’impegno di utilizzare soltanto materiali ludici e didattici a norma.

Quanto alle famiglie che decideranno di portare i propri figli in queste realtà, la Regione riconoscerà un rimborso di 70 euro al mese per chi avrà usufruito di almeno 80 ore mensili di servizio e 100 euro al mese per chi ne avrà richieste almeno100. Il costo orario, invece, andrà contrattato direttamente con la famiglia ospitante.

Chi è interessato ad aprire un “Nido in famiglia” in città o in provincia può partecipare al primo corso gratuito organizzato da Comune di Vicenza e Regione del Veneto che comincia venerdì 27 marzo nei locali dell’Informagiovani, all’ex Gil di contrà delle Barche 55. Per informazioni: Settore Attività Educative del Comune di Vicenza - Ufficio Servizi alla Prima Infanzia - Via Levà degli Angeli,11 - tel.0444/222129-222117.

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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