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14/06/2006

Le sculture del brasiliano Bruno Pedrosa

Le sculture del brasiliano Bruno Pedrosa
in mostra al Salone degli Zavatteri da venerdì 16
(inaugurazione giovedì 15, alle 18)

Giovedì 15 giugno, alle 18, nella Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino, si inaugura la personale di scultura dell'artista brasiliano Bruno Pedrosa.
La rassegna, promossa dall'Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Vicenza e curata da Marica Rossi, sarà allestita nel Salone degli Zavatteri (piano terreno della Basilica Palladiana) e resterà aperta dal 16 giugno al 23 luglio, dal martedì alla domenica, dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 19; ingresso libero. Informazioni ai numeri 0444/222114, 222101; e-mail: uffmostre@comune.vicenza.it.
Bruno Pedrosa nasce nel 1950 da una famiglia di origini portoghesi. Si laurea in storia dell'arte, filosofia e archeologia a Rio de Janeiro, quindi, dal 1969, inizia ad allestire le sue prime esposizioni internazionali, avviando una carriera che oggi conta più di cento mostre personali in diversi paesi, sia in America che in Europa. Suoi lavori sono presenti in importanti musei e collezioni private del mondo.
L'essere eletto custode della memoria della sua famiglia, in qualità di depositario dell'archivio, ha rafforzato i suoi legami con l'Europa, al punto da scegliere di stabilirsi a S. Eusebio, frazione di Bassano del Grappa, dove vive e lavora ormai da tre lustri. L'esposizione in Basilica Palladiana presenta una rassegna di circa quaranta pezzi della produzione italiana di Pedrosa, che il visitatore potrà conoscere attraverso variopinti manufatti muranesi, sculture in vetro lucente, totem in cartone e bronzi.
Le creazioni dell'artista sono caratterizzate da sinergie con la pittura, l'incisione, l'oreficeria - le altre arti da lui praticate -, e nello stesso tempo vivificano le conoscenze artistiche dell'autore: dalla pittura veneta, all'espressionismo europeo, all'arte veneziana del vetro, elemento che egli modella come materia viva e fonte lucente di creatività.
Accanto ai pezzi vitrei dal variopinto cromatismo, in altre sezioni della mostra saranno esposte le opere scultoree più vicine allo stile consueto dell'artista: strutture in metallo brunito, enigmatiche come sfingi; minicostruzioni di cattedrali, misteriosi totem con inserzioni cartacee.
Con queste opere, Bruno Pedrosa, come afferma la curatrice, "sospinto da urgenze intellettuali sempre nuove, traduce il suo sogno di libertà e le fantasie in un fare artistico mai monocorde, praticando un meraviglioso rapporto di sudditanza, come l'esposizione vuole evidenziare, con più muse. Una molteplicità di espressioni che la profondità del suo sentire, la vastità del suo operare, e la sua storia personale gli consentono da gran tempo".

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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