Giovanni Antonio De Pieri (1671-1751). “Pittore di merito” del Settecento a Vicenza

Giovedì 29 ottobre alle 17.30 a Palazzo Chiericati la presentazione del volume di Chiara Bombardini
Data:

23/10/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

Il volume di Chiara Bombardini, Giovanni Antonio De Pieri (1671-1751). “Pittore di merito” del Settecento a Vicenza (Silvana, Cinisello Balsamo 2026), che inaugura la nuova collana “Arte a Vicenza. Profili, studi, monografie” promossa dai Musei Civici di Vicenza, verrà presentato giovedì 29 ottobre alle 17.30 nel Salone di Palazzo Chiericati. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Il volume è promosso dai Musei Civici di Vicenza, l’Ufficio per i Beni Culturali della Diocesi di Vicenza e il Museo Diocesano di Vicenza, e realizzato con il contributo della Fondazione Giuseppe Roi ets e dell’Università di Padova, Dipartimento dei Beni Culturali (dBC).

L’incontro sarà aperto da Ilaria Fantin, Assessore alla Cultura, Turismo e Attrattività del Comune di Vicenza; Francesca Lazzari, Fondazione Giuseppe Roi -Ente Filantropico; Don Enrico Posenato, direttore dell'Ufficio per i Beni Culturali della Diocesi di Vicenza; Mons. Francesco Gasparini, direttore del Museo Diocesano di Vicenza; Andrea Tomezzoli, Università di Padova

Interverranno Chiara Bombardini, ricercatrice dell'Università di Padova, Valeria Cafà, direttrice dei Musei Civici di Vicenza, Alessandro Martoni, conservatore del Museo Civico di Palazzo Chiericati. Sarà presente l'editore Silvana Editoriale

«La pubblicazione di questo volume – spiega Ilaria Fantin, assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città – raccoglie una sfida di cui sentiamo la piena responsabilità: quella di fare dei nostri Musei Civici non solo un luogo accogliente, plurale, aperto alla comunità in tutte le sue stratificazioni, votato alla crescita culturale e civile; ma anche quello di laboratorio di ricerca e studio, che partendo dalle collezioni metta a frutto le competenze interne e sappia intercettare le migliori competenze e professionalità esterne, con un forte radicamento nel rapporto con le Università, gli istituti di ricerca, gli enti di tutela. Contando sulla piena collaborazione con la Diocesi di Vicenza, esso si pone inoltre in quell’ottica di piena concertazione istituzionale e territoriale con l’obbiettivo di valorizzare sempre di più il patrimonio e l’eredità culturale che ci sono stati tramandati e che abbiamo il dovere etico di tramandare alle future generazioni».

«Inaugurare una collana di studi è, oggi, una scelta che richiede una certa dose di coraggio e, soprattutto, di fiducia – racconta la direttrice dei Musei Civici di Vicenza Valeria Cafà – Con “Arte a Vicenza: profili, studi, monografie” abbiamo scelto di accogliere una sfida precisa: superare la convinzione di conoscere già ciò che ci è familiare. La ricerca serve anche a questo: a tornare sulle opere, a osservarle nuovamente, a confrontarle e verificare le fonti, a rivederne la storia e il catalogo. E talvolta a scoprire che ciò che sembrava noto era solo una parte della storia. Il caso di Giovanni Antonio De Pieri è, in questo senso, un esordio particolarmente significativo ed eloquente. Artista vicentino del Settecento, molto attivo nel suo tempo specialmente nel campo della pittura sacra, abile e metodico disegnatore, è stato poi progressivamente dimenticato. Non mancavano le sue opere: mancava, piuttosto, uno studio organico capace di ricomporne la figura, l’ampia produzione, il contesto; e per questo siamo felici di aver dato spazio alle ricerche, oramai ventennali, della studiosa Chiara Bombardini, ricercatrice dell’Università di Padova; siamo particolarmente soddisfatti infine che dal volume sia nata una piccola mostra che inaugurerà il prossimo dicembre a Palazzo Chiericati».

«Il volume vede il contributo e il patrocinio dell'Università di Padova, Dipartimento dei Beni Culturali - cui Chiara Bombardini attualmente afferisce -, e costituisce il frutto di una consolidata collaborazione scientifica tra l'ateneo padovano e il museo vicentino, che nel tempo ha via via trovato traduzione concreta in progetti, tesi, tirocini, imprese editoriali» spiega Andrea Tomezzoli, professore di Storia dell’arte moderna all’Università di Padova.

«La Fondazione Giuseppe Roi ha sostenuto convintamente la pubblicazione di un’opera monografica importante, la prima su De Pieri che offre una visione completa della produzione pittorica e grafica dell’artista, quest’ultima in gran parte conservata nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museo di Palazzo Chiericati. Grazie al rigoroso lavoro di ricerca e studio di Chiara Bombardini, la nostra storia dell’arte vicentina si arricchisce di un significativo approfondimento sul Settecento e ci svela aspetti inediti della vita e della produzione di De Pieri, dei suoi percorsi formativi, delle sue amicizie e relazioni.», afferma Francesca Lazzari, presidente della Fondazione Giuseppe Roi ets.

«La presenza diffusa delle opere dell’artista Antonio De Pieri nella nostra città di Vicenza testimonia in modo eminente quel profondo legame che l’arte ha sempre intessuto con la realtà storica e sociale di un territorio, come espressione di fede e di vita. Come Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Vicenza siamo dunque lieti del lavoro di studio condotto con rigore e competenza dall’autrice, Chiara Bombardini, sulla figura del “pittore di merito” De Pieri, e salutiamo con piacere questa nuova produzione che rappresenta l’inizio di un percorso di approfondimento e ricerca sulle figure della storia dell’arte vicentina attraverso l’indagine della loro produzione, che ci auguriamo possa continuare con altri interessanti contributi», afferma don Enrico Posenato, Direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Vicenza.

«È motivo di gioia vedere la conclusione del progetto editoriale, promosso dai Musei Civici di Vicenza e dedicato alla riscoperta del pittore vicentino Giovanni Antonio De Pieri, per troppo tempo trascurato. Il Museo Diocesano e la Diocesi di Vicenza hanno sostenuto con convinzione questa monografia che raccoglie per la prima volta e in modo sistematico tutta la produzione del pittore, che conta numerosissime testimonianze di pregio nel nostro territorio e una consistente produzione grafica, perlopiù custodita al Museo Civico di Palazzo Chiericati», conclude mons. Francesco Gasparini, direttore del Museo Diocesano di Vicenza.

Il volume - che inaugura la nuova collana “Arte a Vicenza. Profili, studi, monografie”, promossa dai Musei Civici di Vicenza e dedicata alla storia dell’arte in area berica - è la prima monografia dedicata a Giovanni Antonio De Pieri protagonista della pittura a Vicenza nella prima metà del Settecento.

“Pittore di merito” apprezzato dai suoi contemporanei, De Pieri fu abile nel coniugare la tradizione pittorica seicentesca, nel segno di Francesco Maffei e Giulio Carpioni, con le novità giunte a Vicenza da artisti foresti, come Luca Giordano, Giambattista Pittoni, Sebastiano Ricci, Antonio Balestra, e seppe rielaborare i suoi modelli in uno stile originale e chiaramente riconoscibile, disseminando il territorio berico di pale d’altare e dipinti per la devozione privata. Se l’area diocesana di Vicenza è quella che conta il numero più elevato di testimonianze, alcune sue opere si conservano anche a Padova, Treviso, Rovigo, Rovereto, Brescia e in terra bergamasca.

A lungo trascurato dagli studi e riscoperto negli anni cinquanta del secolo scorso dallo studioso Licisco Magagnato, De Pieri torna pienamente in luce grazie a questa monografia, concepita come un catalogo generale e corredata da un ricco apparato illustrativo, frutto di estese campagne fotografiche condotte per l’occasione: accanto a un’ottantina di tele, sono presi in esame oltre centosessanta disegni, tra autografi e dubbi, la maggior parte dei quali riuniti nella cartella Fatiche di me Antonio di Pieri, conservata nel Gabinetto dei Disegni e Stampe del Museo Civico di Palazzo Chiericati.

Approfondimenti

Giovanni Antonio De Pieri vicentino: note biografiche

Giovanni Antonio De Pieri (1671-1751), il più importante pittore vicentino del Settecento, seppe cogliere e fare proprie le novità giunte a Vicenza attraverso le opere, fra gli altri, di Giambattista Pittoni, Sebastiano Ricci, Antonio Balestra e Luca Giordano, stemperandole nel rassicurante ricordo della pittura di Francesco Maffei e di Giulio Carpioni, con un abile equilibrismo fra innovazione e tradizione locale. Questo garantì a Giovanni Antonio la stima e la fiducia di buona parte della nobiltà vicentina, tanto che esponenti delle illustri famiglie Thiene, Valmarana, Garzadori e Caldogno – solo per citarne alcune – gli commissionarono dipinti per le proprie dimore o cappelle private. Anche collezionisti raffinati, come il giureconsulto vicentino Giovanni Maria Bertolo, fondatore della Biblioteca Civica Bertoliana, si affidarono a De Pieri, capace di veri slanci e di opere di notevole livello; fra queste il Martirio di san Giacomo maggiore (1714) oggi a Caprino Veronese, dove traspare l’influenza di Luca Giordano.

Contrariamente a quanto si è creduto fino a pochi anni fa, importanti opere di Giovanni Antonio si trovano al di fuori delle provincie di Vicenza, Verona e Padova, bacino prediletto dall’artista, attestando così una committenza ben più ampia e variegata. Meritano menzione in particolare i due teleri a Grumello de’ Zanchi (BG) e l’Estasi di santa Teresa a Rovereto (TN), nella quale il pittore vicentino dimostrò di aver assimilato la lezione di Sebastiano Ricci che, pochi anni prima, aveva realizzato una pala di analogo soggetto per la chiesa di San Marco a Vicenza, parrocchia di De Pieri. Le più recenti scoperte a Brescia e a Treviso confermano la felicità della pittura di Giovanni Antonio e non è un caso che in passato suoi dipinti o disegni siano stati erroneamente attribuiti ad artisti del calibro di Jacopo Amigoni, Giannantonio Pellegrini, Giulio Carpioni e Francesco Maffei, oltre a Girolamo Brusaferro, Felice Cignaroli e Francesco Capella.

De Pieri, «figura fascinosa» e non certo artista provinciale, come era stato etichettato in passato, sulla base di una ricostruzione parziale della sua produzione, fu anche un abile disegnatore, come attestano centinaia di fogli conservati in musei pubblici e collezioni private, in Italia e all’estero. Di particolare importanza è l’album Fatiche di me Antonio de Pieri, custodito nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museo di Palazzo Chiericati, nel quale sono raccolti 129 fogli contenenti primi studi, disegni preparatori e memorativi, spesso corredati di preziose note manoscritte in grado di rivelarci il nome del committente, la data di esecuzione o il luogo di destinazione della relativa versione pittorica. Una sorta di liber veritatis che continua a restituirci dati utili per identificare dipinti che si credevano perduti o che sono stati assegnati ad altra mano.

Nel catalogo di Giovanni Antonio predominano i soggetti sacri, sempre trattati con grande attenzione e fedeltà al testo evangelico, ma dallo studio dei suoi disegni appare chiaro che egli sovente si cimentò pure nella rappresentazione di temi profani, come attestano le due grandi tele di soggetto mitologico, già collocate in palazzo Caldogno e distrutte durante i bombardamenti del 1945 su Vicenza.

Nuovi apporti permettono oggi di apprezzare inoltre una inedita abilità ritrattistica di De Pieri, preannunciata nei già noti Santi Pietro e Paolo per la chiesa di Santo Stefano e nella Allegoria dell’Inverno ai Musei Civici di Vicenza, ma più chiaramente riscontrabile nei ritratti di Andrea Nicolio (Rovigo, Accademia dei Concordi), Rosa Turra (Vicenza, IPAB), Cristoforo Muzani (collezione privata) o di nobili trevigiani (Treviso, Musei Civici).

Il catalogo ragionato

Il volume che oggi si presenta è il primo catalogo ragionato della produzione grafica e pittorica di Giovanni Antonio De Pieri. In apertura alcuni saggi consentono di ripercorrere la vita e l’attività dell’artista, con particolare attenzione ai rapporti con la committenza e con altri artisti dell’epoca, a partire dal veneziano Giambattista Pittoni, insieme al quale lavorò alla decorazione della cappella Thiene nella chiesa di Santa Corona e del salone di palazzo Caldogno nell’attuale Corso Fogazzaro. Un capitolo è interamente dedicato alla produzione grafica di De Pieri, in massima parte conservata al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museo di Palazzo Chiericati, nella cartella Fatiche di me Antonio di Pieri. Un altro nucleo significativo di disegni di De Pieri si conserva al Museo Civico di Bassano del Grappa, all’interno dell’Album Marinali: prova tangibile della collaborazione con i ben noti scultori bassanesi. De Pieri fu in stretto contatto non solo con i fratelli Angelo e Orazio Marinali, ma anche con Giacomo Cassetti che portò avanti la loro bottega. Seguono saggi sulla fortuna critica e sugli allievi e i seguaci di Giovanni Antonio. Ad oggi l’unica che davvero può vantare il titolo di allieva di De Pieri è la pittrice scledense Rosa Pozzolo che lavorò assiduamente a fianco del maestro soprattutto negli ultimi anni della sua vita, quando la salute malferma lo costrinse ad affidare a lei il compito di completare le sue tele. Altri pittori chiaramente si ispirarono all’arte di De Pieri, ma non è certo un loro alunnato, come nel caso del coetaneo Costantino Pasqualotto.

La seconda parte del volume è dedicata al catalogo dei dipinti e dei disegni di De Pieri, suddivisi in opere autografe, perdute o non rintracciate e di attribuzione dubbia o non condivisa.

Motivo di vanto è l’apparato illustrativo del volume, frutto di campagne fotografiche condotte per l’occasione. Il lettore avrà l’opportunità di apprezzare per la prima volta, e in alta risoluzione, la qualità pittorica delle opere di De Pieri. La scelta infine di pubblicare a colori anche tutti i disegni è certamente un valore aggiunto.

Il volume è frutto di vent’anni di ricerche, facendo il punto su quanto finora noto sull’artista e presentando alcuni inediti, in parte rintracciati grazie all’esistenza di copie grafiche prodotte dallo stesso De Pieri, come nel caso della Madonna con il Bambino ora nei depositi della Galleria d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma, ma proveniente da Montagnana. Altre tele sono state individuate invece sul mercato antiquario, come l’Aruspice, certamente opera della maturità, accostabile alle figure senili tanto care al maestro vicentino.

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Ultimo aggiornamento: 23/10/2026 14:33

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