Tav, il no del consiglio comunale di Vicenza al “salto del montone” sul tavolo di RFI e del ministro Salvini

Trasmesso a Roma l’ordine del giorno approvato all’unanimità. L’amministrazione Vicenza conferma la propria contrarietà alla realizzazione del salto del montone a Setteca’ e chiede che vengano trovate soluzioni alternative
Data:

10/06/2026

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L’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale sul “salto del montone” è stato trasmesso nei giorni scorsi al ministro delle Infrastrutture, al presidente della Regione del Veneto e al commissario straordinario per la linea AV/AC Brescia-Padova. Vicenza conferma la propria contrarietà alla sua realizzazione a Setteca’ e chiede che vengano trovate soluzioni alternative.
L’incontro svoltosi ieri tra RFI, Provincia e Comuni interessati dal terzo lotto della linea AV/AC ha inoltre confermato quanto era già emerso negli anni e quanto ricostruito nei giorni scorsi anche dal sindaco di Grumolo delle Abbadesse Andrea Turetta: il percorso che ha portato all’attuale progetto nasce dalle scelte compiute nel 2021, quando non vi fu un’opposizione alla soluzione dello scavalco a Settecà e si consentì quindi alla progettazione di proseguire in quella direzione.
«Ieri – dichiara il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai - abbiamo sentito ribadire pubblicamente una realtà che l'ex sindaco Francesco Rucco ha inutilmente cercato di negare. Se oggi RFI presenta un progetto che prevede il salto del montone a Setteca’ non è perché quella soluzione sia comparsa all’improvviso. È perché nel 2021 si scelse di non fermarla e di consentire che la progettazione andasse avanti su quel tracciato. Questo è il dato politico che emerge con chiarezza dalle dichiarazioni degli altri amministratori e dalla ricostruzione degli ultimi giorni».
Il Comune di Vicenza ha invece assunto una posizione diversa e l’ha formalizzata negli ultimi anni con lettere formali a RFI e con il voto unanime del consiglio comunale del 26 maggio. L’ordine del giorno approvato dall’aula è stato trasmesso dal sindaco Giacomo Possamai al ministro Matteo Salvini, al presidente della Regione del Veneto e all’amministratore delegato di RFI Aldo Isi, commissario straordinario per la realizzazione della linea.
Nel documento si richiama quanto previsto dal decreto regionale del gennaio 2015, che individuava per il salto del montone una localizzazione diversa da quella oggi prevista a Setteca’. Il consiglio comunale ha evidenziato inoltre come, dal 2015 ad oggi, non siano stati sottoscritti accordi tra gli enti locali che abbiano formalmente modificato quell’impostazione.
«Noi abbiamo scelto la strada della chiarezza. - prosegue il sindaco Possamai - Siamo contrari al salto del montone a Setteca’ perché riteniamo che abbia un impatto troppo pesante sul territorio e sulla qualità della vita dei cittadini. Lo abbiamo detto pubblicamente, lo abbiamo votato in consiglio comunale e siamo pronti a sostenere questa posizione in tutte le sedi istituzionali competenti».
L’amministrazione comunale ribadisce al tempo stesso la volontà di mantenere un confronto costruttivo con gli altri Comuni coinvolti dal progetto.
«Non abbiamo mai pensato – conclude il sindaco - di scaricare i problemi su altri territori e non intendiamo farlo oggi. Con Grumolo, Torri e Grisignano continueremo a dialogare e a collaborare come abbiamo sempre fatto. Il tema non è spostare un problema da un Comune all’altro, ma chiedere a RFI uno sforzo ulteriore per individuare una soluzione diversa, meno impattante e più sostenibile. Su questo continueremo a confrontarci con tutti gli enti coinvolti, nella convinzione che le grandi opere debbano essere realizzate ascoltando i territori e cercando le soluzioni migliori per le comunità interessate».

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Ultimo aggiornamento: 10/06/2026 15:41

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