Descrizione
Vicenza è una città costruita nel tempo da più ondate migratorie, strettamente legate alla sua vocazione industriale e produttiva. È il quadro che emerge dalla ricerca “Luoghi di origine Vicenza”, presentata oggi a Palazzo Trissino e realizzata su dati anagrafici aggiornati al 31 dicembre 2025.
A illustrarla, l’assessore alle politiche giovanili, alla digitalizzazione e all’innovazione Leonardo Nicolai e l’autore della ricerca Stefano Dal Pra Caputo, consigliere comunale delegato alle buone pratiche.
«Questa ricerca, per cui ringrazio il consigliere Dal Pra Caputo e l’Ufficio statistica del nostro Comune, integra il grande lavoro svolto in questi due anni per rendere centrali i dati statistici nell’azione amministrativa – ha dichiarato l’assessore Leonardo Nicolai –. È dalla loro condivisione che possono nascere stimoli e riflessioni. Un dato in particolare fa pensare: poco più del 50% della popolazione residente è nata nella nostra provincia. Significa che Vicenza ha attratto comunità da tutta Italia e dal mondo. Dobbiamo investire per valorizzare questo tessuto dal grandissimo potenziale, evitando il rischio di frammentazioni in micro-comunità e rafforzando coesione e opportunità».
Per la prima volta l’analisi non si limita alla cittadinanza, ma esamina soprattutto i luoghi di nascita delle persone residenti: uno sguardo che restituisce una fotografia demografica più profonda e articolata e che mostra una città più internazionale di quanto sembri.
«Grazie a questo approfondimento abbiamo potuto conoscere in modo più consapevole i luoghi di origine delle persone che oggi vivono Vicenza – afferma Stefano Dal Pra Caputo –. È la prima volta, almeno negli ultimi decenni, che viene realizzata un’analisi di questo tipo, capace di andare oltre il semplice dato sulla cittadinanza e di indagare i percorsi di nascita e di radicamento. Vicenza è storicamente un territorio legato al lavoro: i suoi distretti industriali hanno rappresentato un potente fattore di attrattività, prima per le migrazioni interne e oggi per i flussi internazionali. Molte persone hanno scelto questa città per costruire qui il proprio futuro. La ricerca, realizzata senza costi per l’amministrazione, vuole offrire uno strumento di conoscenza utile per comprendere le trasformazioni in atto e leggere con maggiore consapevolezza il cambiamento della nostra comunità».
Oggi i cittadini stranieri rappresentano il 15,9% dei residenti (17.619 persone), mentre l’84,1% ha cittadinanza italiana (93.408 persone).
Tuttavia, osservando il luogo di nascita, emerge un dato ancora più significativo: il 20,9 per cento dei residenti è nato all’estero. Cinque punti percentuali in più rispetto al dato sulla cittadinanza, che raccontano una città già profondamente trasformata, in cui molte persone nate fuori dall’Italia hanno nel tempo acquisito la cittadinanza italiana.
Complessivamente, il 59,3% dei residenti è nato in provincia di Vicenza, mentre il 40,6% proviene da fuori: il 19,7% da altre province italiane e il 20,9% dall’estero. In altri termini, quattro residenti su dieci non sono nati in provincia.
Per quanto riguarda le migrazioni interne, è rilevante il ruolo storico svolto dall’industria. Tra gli 87.813 residenti nati in Italia, ben 14.737 sono nati fuori dal Veneto, il 59,3% dei residenti è nato in provincia di Vicenza, ma il 40,6% proviene da fuori: il 19,7% da altre province italiane e il 20,9% dall’estero. Spiccano in particolare Campania (2.506 residenti nati), Sicilia (2.503), Puglia (1.830) e Lombardia (1.765). Si tratta di numeri che confermano come Vicenza, nel corso dei decenni, abbia attratto lavoratori e famiglie soprattutto dal Sud Italia, più che dalle regioni limitrofe, grazie allo sviluppo dei distretti industriali e alla forte domanda di lavoro.
Guardando ai singoli comuni di nascita, dopo Vicenza città (51.463 residenti), figurano Arzignano (2.765) e Padova (1.426). Tra le grandi città italiane emergono Napoli (855 residenti), Palermo (690), Milano (591), Roma (575) e Bari (oltre 300). Dati che raccontano prima la storia delle migrazioni interne e oggi anche quella della mobilità internazionale, confermando il ruolo di Vicenza come polo industriale attrattivo.
Altro punto che emerge dalla ricerca riguarda le comunità straniere e le nuove generazioni. Le principali cittadinanze presenti in città sono Romania (2.762 persone), Serbia (1.582), Nigeria (1.116), Pakistan (1.034) e Cina (954).
Tra i 17.619 cittadini stranieri residenti, 2.673 sono nati in Italia e altri 1.484 sono nati in un Paese diverso da quello della cittadinanza. Si tratta di percorsi migratori complessi e multilivello, che includono seconde generazioni e famiglie con traiettorie articolate.
L’analisi evidenzia dinamiche differenti tra le comunità. Tra i cittadini rumeni, il 16,6% è nato in Italia (452 persone), mentre il 37,1% è nato in un Paese diverso dalla Romania. Nella comunità serba l’81,9% è nato nel Paese di origine; in quella nigeriana il 32,5% è già nato in Italia (363 persone). I nati in Italia rappresentano il 25,2% tra i cittadini cinesi e il 12,3% tra i pakistani.
Si tratta di nuove generazioni che nei prossimi anni potrebbero acquisire la cittadinanza italiana, diventando una componente sempre più centrale della comunità cittadina.
E proprio le acquisizioni della cittadinanza italiana sono un segno del radicamento e occupano un capitolo significativo della ricerca. Tra le persone nate all’estero e oggi residenti a Vicenza, 890 nate in Serbia, 669 in Albania e 595 in Moldova hanno acquisito la cittadinanza italiana.
In molti casi l’acquisizione è avvenuta direttamente in città: ad esempio, delle 890 persone nate in Serbia che hanno ottenuto la cittadinanza, 776 l’hanno acquisita proprio a Vicenza. Comunità come quelle provenienti da Pakistan (95,96%) e Bangladesh (94,90%) registrano percentuali molto elevate di acquisizioni avvenute nel Comune, segno di un forte radicamento nel tessuto sociale ed economico locale.
La fotografia che emerge è quella di una Vicenza aperta e dinamica, cresciuta grazie al lavoro e alla capacità di attrarre energie nuove. Una città in trasformazione, in cui le migrazioni interne di ieri e i flussi internazionali di oggi stanno ridefinendo il volto della comunità e il futuro del territorio.