Descrizione
La Regione Veneto non può lasciare che del tema Pfas e dell’inquinamento delle acque si occupino solo i sindaci e i comuni, ma deve dare un aiuto e un supporto concreto. Lo ha auspicato il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai questa mattina quando ha aperto insieme al vescovo di Vicenza Giuliano Brugnotto e alla segretaria dell’Ordine dei Medici Eleonora Benetti, il convegno “Vicenza e inquinamento: prendiamoci cura della nostra città”.
Il convegno, organizzato dalla Diocesi e dal Comune di Vicenza con il patrocinio degli ordini dei Medici, dei Farmacisti e dei Veterinari della provincia di Vicenza, ha offerto alla cittadinanza un incontro importante, a cui hanno partecipato esperti qualificati su temi delicati come Pfas e micropolveri, la loro natura, e gli impatti che possono avere sulle falde acquifere, sugli alimenti, e sulla salute di uomini e animali.
«La Pianura Padana è una delle più inquinate d’Europa e più complicate dal punto di vista dell’inquinamento – ha detto il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai - Per questo, fin dall’inizio del mandato, come amministrazione abbiamo scelto di dotarci di due strumenti specifici, la delega al consigliere Massimiliano Zaramella – che nessun altro comune ha previsto - e dell’Osservatorio ambientale permanente. Ciò perché abbiamo ben chiaro quel che ci aspetta, e pensiamo che anche in mancanza di strumenti reali a nostra disposizione, dobbiamo tenere alta l’attenzione, riuscire a leggere i dati scientifici in modo corretto e a confrontarci con gli enti competenti. Ma non abbiamo altri strumenti né ampi poteri. Per questo abbiamo bisogno che la regione prenda in mano la situazione e non abbandoni gli enti locali al loro destino, perché la partita acqua è complicatissima e non può essere lasciata alla sola cura dei sindaci».
Massimiliano Zaramella, che ha moderato l’incontro di stamane, è presidente del Consiglio comunale di Vicenza e dirigente medico dell’ospedale San Bortolo. A lui il sindaco ha delegato il compito di contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini sul fronte della salute e del benessere.
«Quello di oggi è l’inizio propositivo di un percorso in cui concentrarci non su cosa non ha funzionato ma su cui che tutti cittadini e istituzioni e dovranno fare per affrontare questa situazione – ha detto Zaramella nel suo intervento – Per questo posso annunciare che nel 2026 Vicenza entrerà nella Rete internazionale delle città della salute organizzazione mondiale che ha il patrocinio della Organizzazione mondiale della Sanità. Lo scopo è di indirizzare tutte le attività dell’amministrazione verso la tutela generale della salute dei cittadini sia dal punto di vista fisico che psichico e ambientale».
«Il contributo scientifico che forniscono i relatori – ha detto il vescovo Brugnotto – non è semplicemente un corredo tecnico, ma condizione essenziale per compiere scelte responsabili a favore del bene comune e della salute delle persone, soprattutto dei più fragili. Senza dati seri, ricerche competenti e confronto aperto tra le discipline, il nostro parlare rischierebbe di rimanere astratto ed ideologico. Per questo la Chiesa è grata a tutti coloro che come medici ricercatori operatori sanitari mettono la loro competenza al servizio della comunità ed esercitano questa bellissima forma di carità sociale».