Descrizione
Domenica 25 ottobre le Gallerie di Palazzo Thiene ospitano la prima di una serie di mostre effimere, della durata di un giorno, organizzate dall’Associazione Vicenza Arte
Contemporanea: “Troppo bello per essere vero. Un quadro di Jacopo Bassano e Eric Hebborn dalla collezione di Roberta e Enrico Mitrovich”. L’esposizione effimera accompagna la mostra in corso “L’arte fa vivere” dedicata alla raccolta di arte contemporanea di un grande collezionista veneto, allestita nelle sale concesse dal Comune di Vicenza fino al 10 gennaio 2027.
Nell’arco della giornata, dalle 10 alle 18 (ingresso libero) sarà visibile solamente un quadro, ma dalla natura davvero eccezionale: dipinto metà da Jacopo Bassano, maestro veneto del XVI secolo e metà da Eric Hebborn, uno dei più celebri falsari della storia, vissuto lungamente in Italia e legato alla città di Vicenza da un rapporto speciale.
La mostra, possibile grazie alla generosità di Enrico e Roberta Mitrovich, artisti, raffinati collezionisti e proprietari dell’opera, è accompagnata dalla pubblicazione di un quaderno che raccoglie contributi di Daniele Monarca e Giovanna Grossato, un testo di Eric Hebborn, un racconto di Serena Giordano e una conversazione con Enrico Mitrovich.
Alle 11 si potrà assistere alla presentazione dell’opera. Intervengono Enrico Mitrovich, Novelio Furin, Giovanni Sala e Serena Giordano.
L’opera è un frammento di un dipinto di Jacopo Bassano completato da Hebborn in una specie di sfida dimostrativa per un documentario della BBC. Hebborn, di cui ricorre quest’anno il trentennale della morte, è ormai un personaggio leggendario: grande disegnatore, capace di replicare, e falsificare, lo stile degli antichi maestri; conoscitore attento e profondo della storia dell’arte; saggista e maestro, conosciuto (e temuto) da tutti gli studiosi di arte antica, ha segnato con ironia e sagacia la cultura artistica e accademica del secondo Novecento grazie a un’opera capace di mettere in crisi le convenzioni critiche e i valori consolidati.
Il quadro esposto è un oggetto unico: vero e falso; presente e passato; con due autori chesono uno; un’opera che permette l’apertura di molte riflessioni su temi centrali nel nostro rapporto con l’arte e gli oggetti estetici in generale – il presente e la storia, la verità e la mistificazione, il talento dell’artista e l’autorità dello storico.
Eric Hebborn è stato anche un acuto saggista, i suoi libri sono stati tradotti in Italia dalle edizioni Neri Pozza, esauriti da tempo sono diventate rarità molto ricercate dai collezionisti e dai bibliofili. Oggi fortunatamente sono tornate disponibili grazie all’editore vicentino Angelo Colla. La pubblicazione più recente è “Il linguaggio della linea”: la mostra è anche l’occasione per tornare a parlarne e dare a questo lavoro il risalto che merita.
La mostra “L’arte fa vivere” si può visitare alle Gallerie di Palazzo Thiene fino al 10 gennaio 2027, da giovedì a domenica, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 17.30). Aperture straordinarie: 1 novembre, 8 e 26 dicembre. Chiuso: 25 dicembre e 1 gennaio.
Ingresso libero. Info: https://www.avacvicenza.art/