“Premio Città di Vicenza” al Teatro Olimpico, a cittadini e associazioni assegnati otto riconoscimenti

Possamai: «La ricchezza di un luogo sta proprio nell’essere composto da aspetti diversi che emergono in tempi diversi e ritengo che queste diversità siano proprio la forza della città, costituita da persone singole e da associazioni»
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06/09/2026

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  • Comunicato stampa
© Comune di Vicenza - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Nella terza edizione del “Premio Città di Vicenza” che si è tenuta domenica 6 settembre sono stati attribuiti otto riconoscimenti: due medaglie per i cittadini benemeriti e sei targhe.

Prosegue per il terzo anno consecutivo l’iniziativa che valorizza le realtà virtuose del territorio e che era stata istituita per la prima volta negli anni ‘80 - ‘90.

La “Medaglia della Città di Vicenza” è stata conferita a Anna Maria Bertoldo e al Cavaliere Cesare Benedetti.

La “Targa della Città di Vicenza” è stata assegnata alla memoria di Diego Peron e consegnata alla moglie Pinuccia Carollo.

La targa per la diplomazia culturale è stata consegnata all’ambasciatore Massimo Ambrosetti.

La targa per l’arte è stata conferita alla Stamperia d’Arte Busato e ritirata da Giancarlo Busato.

La targa per le donne e i minori è andata ad Acisjf (Association catholique internationale services jeunesse feminine) ed è stata ritirata dalla presidente Acisjf di Vicenza, Maria Luisa Petrella.

La targa per i valori dello sport è stata consegnata al Centro coordinamento Club Biancorossi e alla tifoseria biancorossa e ritirata dal presidente Emanuele Arena e dal vicepresidente Federico Pesavento.

Infine la targa per l’impegno civile è andata agli Alpini della sezione di Vicenza “Monte Pasubio” e ritirata dal presidente della Sezione ANA di Vicenza Lino Marchiori.

I brani musicali sono stati eseguiti dal “Coro Amici Alpini”: l’Inno di Mameli ha aperto la cerimonia che è stata intervallata da “Era sera”, canto popolare, “ Medaglia al valore”, con il testo di R. Bonato e la musica di V. Rigoni, e infine “Amici Alpini correte, correte” di M. Berno e V. Rigoni.

La cerimonia è stata condotta da Sara Pinna e dal giornalista Antonio Di Lorenzo e verrà trasmessa su Tva Vicenza martedì 8 settembre alle 16.10.

Il sindaco Giacomo Possamai ha consegnato i riconoscimenti: «Il Premio Città di Vicenza, giunto alla terza edizione da quando lo abbiamo ripristinato, ha una lunga storia che risale agli anni ‘80 e ‘90. Sfogliando l’albo d’oro della Città di Vicenza incontriamo nomi come Cesare Pavese, Renato Cevese e tante altre personalità che hanno contribuito a costruire la storia della nostra città. Abbiamo quindi deciso di riprendere questa tradizione e di darle continuità ed è per questo che anche oggi, per il terzo anno consecutivo siamo qui al Teatro Olimpico. Questo teatro è stato costruito grazie alla magnanimità delle famiglie del Cinquecento che si dedicavano al commercio di tessuti in tutto il mondo e la ricchezza accumulata l’hanno spesa anche per per rendere migliore Vicenza. L’apertura verso il mondo che ha caratterizzato quest’epoca la possiamo ritrovare oggi negli uomini nelle donne che riceveranno i riconoscimenti. L’identità della nostra città, del resto, è qualcosa di dinamico. Mi piace definirla un’identità “carsica” nel senso che gli elementi che la identificano in certi periodi emergono e in altri rimangono sopiti: l’identità non è unica ma la ricchezza di un luogo sta proprio nell’essere composto da aspetti diversi che emergono in tempi diversi e ritengo che queste diversità siano proprio la forza della città, costituita da persone singole e da associazioni».

Motivazioni premiati 2026
Medaglia d’oro di cittadino benemerito

Medaglia della Città di Vicenza” ad Anna Maria Bertoldo

Non è una suora né una missionaria religiosa. Lei si definisce così: “Sono una donna che ha cercato di non sprecare la propria vita”. E, con questa filosofia, Anna Maria Bertoldo ha realizzato obiettivi importanti. Segretaria amministrativa nelle scuole, vasta esperienza nel sindacato Cisl di Bruno Oboe, quando è andata in pensione ha deciso di aiutare le ragazze della diocesi di Cochabamba, in Bolivia, nella località di Colomi, paese a 3400 metri di altezza. È come, per noi, lavorare in cima all’Adamello: roba da alpini, giusto quando è tempo di guerra.
Partita senza nulla, con l’aiuto del vescovo locale e di tanti amici vicentini, dal sindacato alla parrocchia dei Servi, ha creato la “Casa Estudiantil Pietro Moretto”. In 28 anni di lavoro volontario, volando da Vicenza in Bolivia e viceversa, ha radunato un piccolo gruppo di insegnanti e addetti, ha costruito una casa e ha fatto studiare in cinque lustri circa 250 ragazze. Che si sono diplomate e una trentina di loro anche laureate. Lei è stata il loro riscatto sociale. Adesso qualcuna porta le sue ragazze a lei. E le famiglie hanno cambiato idea: specialmente i padri che non volevano una scuola pr le loro figlie, spesso sono i primi che le portano a scuola.

Medaglia della Città di Vicenza” a Cesare Benedetti

È ingegnere e ha lavorato al primo computer di Adriano Olivetti. È anche industriale farmaceutico, perché ha fondato la “Zeta farmaceutici” a Sandrigo, grazie alla sorella Fanny che in famiglia era la farmacista con laboratorio in via Mentana a San Bortolo, il suo quartiere. Per questo obiettivo ha ricevuto l’onorificenza di cavaliere del Lavoro dal presidente Mattarella.
Ma Cesare Benedetti per la sua comunità è stato molte altre cose. Prima di tutto un alpino nell’animo e nella vita. All’ultima festa del 2 giugno, alle prime note dell’Inno d’Italia s’è alzato in piedi con i suoi 88 anni e ha fatto il saluto militare con il cappello in testa. Cappello che porta sempre in tutte le cerimonie.
Cesare Benedetti ha aiutato tutti. È un appassionato di sport equestri e 44 anni fa ha portato a paro Querini il concorso internazionale d’equitazione. La sua generosità e il suo mecenatismo hanno sostenuto moltissime iniziative, dalla solidarietà alla cultura. Vogliamo ricordare gli “Incontri sulla tastiera”, ma anche la “Lega italiana per la lotta contro i tumori”, la Lilt di cui pure è stato presidente.
È un leader carismatico, dal sorriso coinvolgente: crede davvero che si possano appianare i problemi con il dialogo e il contatto personale. È un innamorato della vita ed è ancora uno scout perché ha fatto proprio nella sua vita il motto dello scoutismo: “Cerca di lasciare il mondo in una situazione migliore di come l’hai trovato”. Tra i suoi gesti di generosità, c’è il recupero della sede scout di Costigiola. Ma ha contribuito anche a rimettere in sesto le vetrate della chiesa di San Bortolo e ha sostenuto un giovane pianista che è un talento della musica.
Capitolo a parte meritano le sue energie per il Rotary, club di cui è stato governatore, che ha conosciuto pure la sua generosità. Ha creato il Premio club service che raduna tutti i club service della provincia e valorizza e sostiene piccole realtà benemerite del territorio vicentine ed è giunto alla 36ª edizione.

Targhe d’argento di riconoscenza a cittadini e associazioni

Targa della Città di Vicenza” alla Memoria a Diego Peron
Ha ritirato il premio Pinuccia Carollo, moglie di Diego Peron

La città di Vicenza vuole fare memoria del professor Diego Peron, morto a marzo di quest’anno a 66 anni dopo una breve malattia. Era insegnante di religione ma da quasi due decenni era vicepreside del liceo scientifico “Quadri”. Era, per molti versi, l’anima della scuola. Chi l’ha conosciuto non può che concordare su una definizione: era una persona straordinaria: credeva nelle persone e sapeva ascoltarle.
«La sua scomparsa lascia un grande vuoto nella comunità educante vicentina e in tutte le persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo lungo il loro percorso. A Diego - ha dichiarato in quei giorni il nostro sindaco - mi legano tanti ricordi: da quando ero un giovane impegnato in politica, poi negli anni da consigliere regionale e oggi nel mio ruolo di sindaco. Era una presenza costante nella vita della città e non solo, perché il suo impegno sapeva andare molto oltre i confini amministrativi di Vicenza. Non si poteva non volergli bene: aveva un’energia contagiosa e una straordinaria capacità di esserci, sempre, soprattutto quando si trattava dei giovani».
Era impegnato sui temi della legalità e dell’antimafia, come aderente a “Libera” e ha organizzato molti viaggi in questa veste con gli studenti.
Con queste parole lo ha ricordato il vescovo, mons. Giuliano Brugnotto: “Il prof. Peron ha incarnato con discrezione e generosità questa urgenza evangelica del bene, mettendo le proprie capacità e il proprio tempo a servizio della Chiesa vicentina, della scuola e della società civile. Nei diversi incarichi che gli sono stati affidati ha offerto un contributo prezioso, distinguendosi per dedizione, senso di responsabilità e attenzione alle persone. Nel mondo della scuola è stato per molti un punto di riferimento autorevole e stimato; nella vita civile ha testimoniato con convinzione il proprio impegno per la giustizia e per la pace”.
Per questi motivi la città di Vicenza vuole conferire con questa targa alla moglie Pinuccia e ai figli Alida e Hassan una testimonianza tangibile dell’apprezzamento e della riconoscenza civica per l’impegno generoso e instabile di Diego in vari campi della vita vicentina.
Per l’amore che ha dimostrato verso la comunità vicentina, per la sua generosità, per la sua inesauribile energia, la città di Vicenza è orgogliosa di conferire a Cesare Benedetti la medaglia d’oro dei cittadini benemeriti.

Targa della Città di Vicenza” per la diplomazia culturale a Massimo Ambrosetti

Massimo Ambrosetti è vicentino, con studi al “Pigafetta” ed è dal 2023 ambasciatore d'Italia nella Repubblica popolare cinese. Diplomatico di rango e insigne studioso, ha conseguito due lauree all’università di Padova, in Giurisprudenza e Scienze Politiche, un Phd, cioè un dottorato di ricerca in politiche internazionali a Cambridge, un dottorato alla Georgetown university negli Usa e un master a Oxford.
Prima dell’incarico a Pechino è stato ambasciatore a Panama, con accreditamento anche ad Haiti, Barbuda e Antigua, in precedenza è stato primo consigliere d’ambasciata negli Usa, a Washingotn, e alto dirigente alla Presidenza del Consiglio.
Oltre l’orgoglio nell’ammirare le doti di un concittadino risplendere a livello internazionale, la comunità vicentina è grata all’ambasciatore Ambrosetti perché, grazie al suo impegno s’è concretizzata un’iniziativa a lungo vagheggiata dagli studiosi vicentini: una mostra su Andrea Palladio in Cina. La mostra s’è svolta prima al Museo nazionale della Cina a Pechino da febbraio ad aprile e ha richiamato 540mila visitatori.
Ma questo è stato solo il primo passo. Da luglio è aperta al Tsinghua art di Pechino un’altra mostra, “Chinese voices on Palladio”, anche questa realizzata dall’ambasciata, dall’Istituto italiano di cultura e, come l’altra, finanziata da sponsor privati italiani e cinesi. La mostra propone un dialogo tra i principi dell’architettura palladiana – armonia, proporzione, simmetria e rapporto con la natura – e la ricerca di dodici tra i più autorevoli studi di architettura cinesi contemporanei, affiancati dalle opere di artisti italiani contemporanei, a testimonianza della straordinaria attualità del pensiero di Palladio.
Per questo impegno, che prosegue il dialogo iniziato tra Italia e Cina per i 700 anni della viaggio di Marco Polo, la comunità vicentina è orgogliosa di conferire la targa “Città di Vicenza” all’ambasciatore Massimo Ambrosetti, a testimonianza della riconoscenza per il suo valore di ambasciatore anche di Vicenza nel mondo.

Targa della Città di Vicenza” per l’arte alla Stamperia d’Arte Busato

Compie ottant’anni in questo 2026 la Stamperia d’arte fondata da Ottorino Busato, nonno di Giancarlo, straordinario personaggio di una Vicenza che si risollevava dalla guerra e che trovò l’energia e il tempo di essere a lungo presidente della società ginnastica Umberto I. Dopo Ottorino la gestione passò a Giuliano, che è ancora vivo, che gestì da solo la stamperia a causa di un incidente che costò la vita a suo fratello Giancarlo, di cui il nipote porta il nome.
Per la raffinata qualità dei risultati e per la generosità dell’impegno quotidiano, la Stamperia – che oggi come allora si trova in contrà Santa Lucia – s’è accreditata come un riferimento sicuro per gli artisti vicentini, veneti e di tutta Italia. Da Guttuso a Murer, da Neri Pozza a Vico Calabrò, da Virgilio Guidi a Tono Zancanaro e Remo Brindisi, qualsiasi ne cerchiate lo trovate nella mostra al primo piano.
Giancarlo Busato ha custodito le antiche tecniche ma ha fatto qualcosa in più: ha aperto le porte della stamperia alla nuova generazione, ha per così dure “allevato” gli artisti, e ce ne sono tanti che affollano la bottega. Riceve i bambini delle scuole, insegna loro le semplici tecniche della litografia: loro si divertono e imparano. È entrato a fare parte, assieme alla compagna Federica e al fido Valerio, collaboratore straordinario di due generazioni di stampatori, di una rete nazionale e internazionale di specialisti. Le università straniere valorizzano il suo lavoro: l’anno scorso ha insegnato all’università di Toronto, in Canada, quest’anno in quella di Vancouver, sempre in Canada ma esattamente dall’altra parte, sull’oceano pacifico.
Per questa sua doppia capacità, di essere legato al territorio, alle sue radici, ma di saper anche esplorare gli orizzonti, perfino internazionali del suo mestiere, la comunità vicentina è orgogliosa di conferire a Giancarlo Busato, idealmente anche al papà Giuliano e a tutti i collaboratori della Bottega, il Premio Cultura della città di Vicenza.

Targa della Città di Vicenza” per le donne e i minori ad Acisjf

Nata nel 1908 a Vicenza grazie a Maria Fogazzaro, l’Acisjf (Association catholique internationale services jeunesse feminine) svolge un’importante attività di volontariato e assistenza verso i bambini e le donne nella zona di Sant’Andrea, in via Groppino. La sua sede è un’isola silenziosa popolata da persone di tutte le età che camminano insieme, sorreggendosi nei momenti di difficoltà e guardando con fiducia e speranza a un proprio futuro migliore. Sono una decina i ragazzi e giovani fino ai 18 anni che a casa hanno una situazione talmente complicata che il giudice preferisce che siano affiancati da operatori dei servizi sociali. Qui trovano spazi e proposte per cinque pomeriggi alla settimana, svolgono i compiti affiancati da insegnanti e puntano a terminare le superiori. Ci sono donne, con o senza figli, che qui trovano un rifugio da mari familiari agitati, dopo quelli che hanno attraversato nei barconi. 
Intorno a tutti loro ci sono splendide figure di volontari. In Italia l’associazione è presente con 12 case di accoglienza: a Vicenza la prima sede fu inaugurata a palazzo Bonaguro, vicino a ponte degli Angeli con il nome più semplice di “Protezione della giovane”, per un servizio di accoglienza verso chi era giunto in treno.
Nel 1989 l’associazione si è spostata nell’attuale sede in via Groppino, in un ampio e articolato immobile dove opera una comunità educativa diurna mista per adolescenti dagli 11 ai 18 anni. Contemporaneamente, sono stati creati gli spazi per dare vita a sei appartamenti dove sono ospitate donne straniere, per un periodo di circa due anni: si punta a far raggiungere loro una certa autosufficienza culturale ed economica, insegnando loro come fare la spesa, oppure avere rapporti con le istituzioni o con un datore di lavoro.
Qualche numero, contenuto nel bilancio sociale: sono 2.500 ore di volontariato ogni anno svolto da una decina di ex insegnanti, una trentina sono i soci e i volontari che si alternano anche nella manutenzione della casa. E non mancano collaboratori, una cuoca, addetti alle pulizie e alla segreteria La presidente è Maria Luisa Petrella, la vicepresidente vicaria Marilisa Cirella, l’altra vicepresidente è Loredana Zanella, Piero Piazza completa il Consiglio direttivo.
All’associazione la città di Vicenza consegna questa targa come segno del vivo apprezzamento per il suo lavoro accanto a due categorie di vicentini, bambini e donne, più fragili.

Targa della Città di Vicenza” per i valori della sport al Centro di Coordinamento Club Biancorossi e alla tifoseria biancorossa

Un punto di forza decisivo, strategico, per una squadra di calcio sono sicuramente i suoi tifosi. A Vicenza di questo principio abbiamo una dimostrazione straordinario.
I tifosi vicentini sono davvero un pozzo di energie inesauribile al quale la società, la dirigenza e i giocatori possono attingere. Con i tifosi discutono anche, per qualche scelta non condivisa, ma questo fa parte del gioco, come si dice.
I tifosi biancorossi sono stati un’arma vincente nella recente promozione, dopo sei anni, del Lanerossi in serie B. “Imprendibili” è stato intitolato giustamente un libro su questo campionato, per sintetizza la lunga marcia trionfale dei biancorossi. Ed è proprio così. Sono fuggiti avanti e nessuno li ha più acciuffati.
Un merito che va alla società, alla dirigenza, ai giocatori ma anche ai tifosi.
E proprio a loro – a questi ottomila che esauriscono quasi il “Menti” in prevendite e abbinamenti – desideriamo pensare, ringraziarli a nome di tutta la città.
Abbiamo scelto di premiare il Centro di coordinamento dei Clubs biancorossi che da anni svolge il compito di unire i club: sono 65 (con 4500 tifosi iscritti) quelli che fanno riferimento al Centro presieduto da due anni da Emanuele Arena, che potremmo definire “figlio d’arte” ricordando il papà Luigi che svolse dal 1998 per una decina d’anni lo stesso incarico, con Federico Pesavento vicepresidente del Centro di coordinamento. Anche questo è un impegno che nasce da una passione e si trasforma in un valore aggiunto per la società, la squadra e la città.
Per questi motivi la comunità vicentina desidera ringraziare – attraverso il Centro coordinamento dei clubs biancorossi – tutti i tifosi che hanno sostenuto il Lane in questo anno e sicuramente lo sosteranno durante il prossimo campionato di serie B, con ogni affetto possibile.

Targa della Città di Vicenza” per l’impegno sociale agli Alpini della Sezione di Vicenza “Monte Pasubio”

Abbiamo ancora negli occhi la sfilata record di 100 mila alpini, durata 13 ore, alla 95a Adunata nazionale degli Alpini che ha portato a Vicenza centinaia di migliaia di persone.
È stata una grande festa, sorretta dai valori degli alpini che sono condivisi da tutti i vicentini, anzi, da tutti gli italiani.
Al momento della chiusura della manifestazione il sindaco ha ricordato l’emozione che stava vivendo. «Sono stati tre giorni straordinari – ha dichiarato - In molti in queste ore hanno detto che questa è stata una delle adunate più belle per l’ottima organizzazione. Per me la cosa più bella è stato il sentimento con cui i vicentini hanno vissuto questa manifestazione. Sia con i tricolori esposti ovunque in città, sia con l’accoglienza straordinaria che i Vicentini hanno dimostrato. Ringrazio tutti coloro che si sono prodigati per rendere magici questi giorni che vorremmo non finissero mai».
La generosità e l’impegno con cui gli alpini si sono prodigati per l’ottima riuscita dell’adunata non sono una sorpresa per nessuno: si tratta di valori scritti nel profondo del cuore di ciascun alpino, sin dalla costituzione dell’Associazione il cui primo raduno, ricordo, avvenne sul Monte Ortigara nel 1920.
È stato condotto un calcolo traducendo in cifre e numeri questa generosità: il volontariato costante degli alpini di Vicenza si concretizza in quasi 160mila ora all’anno dedicate ad attività di servizi, assistenza e supporto locale. C’è la sezione dedicata alle emergenze e alla protezione civile, con interventi rapidi in caso di calamità naturali e aiuto alle popolazioni colpite. Infine esiste la categoria delle opere benefiche, cioè la manutenzione di monumenti, l’aiuto agli anziani e la collaborazione gli enti locali per la salvaguardia del territorio.
Per questi motivi, desideriamo consegnare questa targa nelle mani del presidente della sezione “Monte Pasubio”, Lino Marchiori, per sottolineare il ringraziamento e la riconoscenza della città di Vicenza agli alpini per il loro continuo e generoso impegno a favore della comunità.

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Ultimo aggiornamento: 06/09/2026 16:09

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