Descrizione
L’amministrazione comunale di Vicenza pubblicherà nei prossimi giorni un invito rivolto agli enti del Terzo settore per partecipare alla procedura di coprogettazione finalizzata alla creazione e alla valorizzazione degli spazi di aggregazione giovanile presenti sul territorio comunale e del servizio Informagiovani, per il periodo 2026–2031.
L’iniziativa, illustrata oggi dall’assessore alle politiche giovanili Leonardo Nicolai, rappresenta un punto di svolta per le politiche giovanili cittadine. Gli spazi aggregativi, attualmente caratterizzati da modalità di affidamento differenti, verranno infatti messi in rete nel nuovo sistema coordinato denominato “CENTRI DI GRAVITÀ”.
La procedura porterà alla selezione di soggetti partner con cui sviluppare un percorso di coprogettazione e successivamente programmare e realizzare attività culturali, sociali, educative e aggregative, inclusive e di qualità, capaci di favorire l’attivazione e il coinvolgimento diretto delle ragazze e dei ragazzi.
«Quando ci siamo insediati, in città c’erano tre spazi aggregativi giovanili, ognuno con una propria gestione. Oggi promuoviamo una rete coesa di cinque centri, a cui si affianca il servizio Informagiovani che viene diffuso a tutta la città: insieme al lavoro avviato in Centrale, a nord della città, abbiamo di fatto raddoppiato gli spazi aggregativi a guida giovanile, coprendo tutte le aree geografiche del territorio, dando vita a veri e propri presidi di comunità con servizi di prossimità – ha spiegato l’assessore Nicolai –. È una scelta politica precisa, che punta su una attivazione intergenerazionale dei quartieri, guidata però dai giovani, che sono il futuro della nostra comunità».
I partner selezionati parteciperanno al Tavolo di coprogettazione, chiamato a elaborare il progetto complessivo dei “CENTRI DI GRAVITÀ”, la rete degli spazi di aggregazione socioculturale a guida giovanile del Comune di Vicenza. La rete comprenderà spazi distribuiti sull’intero territorio cittadino: in centro il Polo giovani B55 e il centro culturale Porto Burci; a ovest il centro giovanile Tecchio; a sud il Santa Cruz; a est il centro giovanile Zona 3 e in centro storico gli spazi di Leva’ degli Angeli, oggi unica sede dell’Informagiovani.
Il Comune metterà a disposizione gli spazi con le dotazioni mobili e le attrezzature necessarie allo svolgimento delle attività, e risorse economiche per la coprogettazione, l’organizzazione e la gestione condivisa dei centri pari a 210.000 euro per ciascun anno di durata della convenzione. Gli enti del Terzo settore partner dovranno contribuire con risorse proprie, in particolare per beni mobili e immobili, arredi, attrezzature, beni strumentali e risorse umane aggiuntive.
«Una scelta precisa poi è legata alla durata delle nuove gestioni - aggiunge Nicolai - I centri saranno infatti affidati per cinque anni, più che raddoppiando le durate attuali, che viaggiavano tra uno e tre anni di base. Una richiesta emersa in coprogrammazione, ma soprattutto dettata dalla volontà di permettere una progettazione nel tempo di attività e di servizi, oltre che delle modalità migliori per agganciare la popolazione giovanile e insieme strutturare un ricambio generazionale dei gestori».
Ogni centro manterrà la propria identità e specificità, ma sarà inserito in una visione comune, riconoscibile e comunicata in modo coordinato, con l’obiettivo di garantire una presenza diffusa e capillare di spazi aggregativi socio-culturali a guida giovanile.
Il percorso di coprogettazione si inserisce nel quadro dell’amministrazione condivisa: un modello innovativo che consente di valorizzare competenze, professionalità e saperi differenti, rispondendo in modo più flessibile ed efficace ai bisogni delle giovani generazioni. In questo senso, il Comune di Vicenza si colloca tra le prime amministrazioni in Veneto a scegliere la coprogettazione come modalità di affidamento di spazi pubblici.
L’avviso rappresenta il naturale sviluppo della coprogrammazione “SOL(I) ARDENT(I)”, che ha coinvolto oltre quaranta enti del Terzo settore, insieme a ragazze e ragazzi, in un ampio percorso di ascolto e confronto. Da questo lavoro sono emersi nove punti chiave, presentati oggi proprio per lanciare la coprogettazione, che costituiranno la base per la costruzione di un’offerta di servizi diffusi, innovativa e radicata nei territori.
«La coprogettazione è lo strumento con cui vogliamo costruire questi spazi: non calati dall’alto, ma nati dal confronto con il Terzo settore, con chi già lavora nei territori e con ragazze e ragazzi – conclude Nicolai –. I nove punti emersi dalla coprogrammazione saranno la linea guida per strutturare i servizi proposti dai centri a guida giovanile, per capire su quali attività puntare e come rapportarsi poi con il territorio in cui sono inseriti. Sono punti che parlano di trasversalità, flessibilità, partecipazione attiva e comunicazione: rappresenteranno un faro, sia per gli Ets che per l'amministrazione, per muoversi in un mondo di cui dobbiamo imparare a far parte per poter dare risposte davvero efficaci».