Neanche con un fiore: una targa in ricordo di Lidija, Gabriela e tutte le vittime di femminicidio

In collaborazione con Leodari Pubblicità e AMCPS, è stata collocata dall’amministrazione comunale in prossimità del parco di Villa Bedin Aldighieri, dove è stata uccisa nel 2022 Lidija Miljkovic
Data:

28/03/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

Una targa come memoriale per ricordare le donne vittime di violenza e in particolare la tragica vicenda che ha visto due donne uccise a Vicenza il 8 giugno del 2022 ad opera dello stesso uomo.

Una cerimonia partecipata ha svelato, all'ingresso del parco di Villa Bedin Aldighieri in via Vigolo, la targa in memoria di Lidija Miljkovic e Gabriela Serrano, entrambe uccise lo stesso giorno e ricordate oggi, 28 marzo 2026, nell’ambito del programma di iniziative “L’otto sempre”, promosso dal Comune di Vicenza con la Consulta per le politiche di genere in occasione della giornata internazionale per i diritti delle donne.

Il semplice memoriale in ricordo di Lidija, Gabriela e tutte le donne vittime di violenza è stato svelato alla presenza del sindaco Giacomo Possamai, della vicesindaca con delega alle pari opportunità Isabella Sala, di Daniele Mondello, compagno di Lidija, di Lena e Nikola, figli di Lidija, dei rappresentanti della Consulta di genere fra cui Donna chiama Donna - che gestisce il Centro comunale antiviolenza - , dei rappresentanti dell’amministrazione comunale e regionale, del consiglio di quartiere 5 e della comunità utta.

La cerimonia “Neanche con un fiore”, a ricordare lo slogan che la città di Vicenza rinnova ogni anno in occasione del 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è stata accompagnata da momenti di meditazione a cura di alcuni coristi del coro Città di Vicenza diretto dal maestro Giuliano Fracasso, con la partecipazione del soprano Alessandra Borin.

La targa ha avuto la benedizione del parroco dell’unità pastorale S. Agostino – S. Antonio ai Ferrovieri – S. Giorgio don Andrea Dani.

A sostenere l’iniziativa la ditta Leodari Pubblicità che ha offerto la targa e AMCPS che ha contribuito alla messa in opera della stessa.

La targa contiene – insieme al ricordo delle vittime -, il numero antiviolenza e stalking 1522 e Signal for help, il segnale internazionale che, con l’utilizzo delle dita della mano, significa richiesta di aiuto.

Il supporto in cui è stata affissa la targa è stato decorato con una installazione di “Come un Incantesimo”.

«Come accade per le pietre d’inciampo, questa targa collocata lungo il percorso di una delle più belle passeggiate in un luogo immerso nella natura come il parco di Villa Bedin Aldighieri attirerà l’attenzione e ricorderà che quanto accaduto non si deve più ripetere – così si è espresso il sindaco Giacomo Possamai -. Sta crescendo sempre di più la consapevolezza che i femminicidi non devono più avvenire ma questo deve corrispondere a un cambiamento vero negli uomini. La cerimonia di oggi, la nuova targa è solo un episodio che non conclude la battaglia contro la violenza alle donne. Certamente è un gesto significativo ma spetta a ciascuno di noi portare avanti un pezzetto del percorso. Ringrazio Daniele che, con grande forza, ha saputo trasformare il dolore in un messaggio positivo».

«Sono davvero grata a tutte le persone e realtà che hanno consentito di arrivare a lasciare oggi questo segno. Un segno che intende essere un ricordo delle nostre sorelle uccise, insieme un impegno a non smettere mai di contrastare la cultura del possesso e ancora uno spazio di ‘servizio’, di informazione, con le modalità per chiedere sostegno e aiuto – ha affermato la vicesindaca Sala –. Insieme alla Consulta abbiamo cercato le parole più adatte; insieme alla generosità di sostenitori siamo arrivati a inciderle in una targa disegnata da Michele Mistrorigo, e ‘piantarle’ in un luogo di passaggio, molto frequentato da chi cammina nei nostri magnifici percorsi nel verde della città. Un luogo funestato da una pagina tragica della nostra storia civica, contro la quale vogliamo lottare ogni giorno, portando cultura, educazione, bellezza, collaborazione, speranza».

«Oggi ci ritroviamo qui per onorare la memoria di Lidija e di tutte le donne innocenti vittime di femminicidio – ha detto Daniele Mondello -. Questa targa è un segno per tutte loro: per i sogni spezzati, per la luce spenta nei loro occhi per mano di chi diceva di amarle. Lidija era una donna forte e piena di vita, che ha lottato contro tutti per la sua libertà di donna e di madre pagando tutto ciò con la propria vita. Oggi vorrei ricordare il suo sorriso contagioso che non è mai mancato nei momenti peggiori, un sorriso che non deve mai mancare nel viso di ogni donna. Spero che questa targa sia d’aiuto a tutti coloro che sono in difficoltà, che possano avere il coraggio di denunciare come ha fatto lei. Credo oggi più che mai che l’amore vero vinca su tutto e che la nostra famiglia possa esserne l’esempio: quel sorriso speciale ha unito me, Lena e Nikola e ci accompagnerà per sempre».

«Denunciare non deve mai significare esporsi a nuovi rischi, ma poter contare su una protezione reale e immediata per le donne e per i loro figli – ha commentato Cristina Rossi di Donna Chiama Donna - Ricordare oggi significa dare voce a chi non c’è più e trasformare il dolore in un impegno concreto per il futuro».

Lidija Miljkovic è stata uccisa in via Vigolo dall'ex marito Zlatan Vasiljevic, fuggito portando con sé l’attuale compagna, Gabriela Serrano, uccisa anch’essa lo stesso giorno, l’8 giugno 2022. L’uomo si è suicidato con la stessa arma.

Una targa dedicata a Lidija era stata apposta a fine 2022 dal compagno Daniele Mondello.

La targa è stata oggi posta, con una nuova versione grafica e di contenuti, in un terreno pubblico nelle vicinanze del luogo del femminicidio, come segno di ricordo, di impegno, di informazione sulla rete di servizi e le modalità per chiedere aiuto.

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Ultimo aggiornamento: 28/03/2026 15:39

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