“Monte Berico. Un popolo di statue”: lo sguardo inedito di Fabio Zonta sulle opere di Marinali

Nell'Anno Giubilare Mariano, il Comune e i Musei Civici di Vicenza presentano il volume edito da Marsilio Arte: un'operazione culturale che unisce arte, valorizzazione territoriale e monitoraggio conservativo
Data:

04/11/2026

© Comune di Vicenza - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

È stato presentato oggi a Palazzo Trissino il nuovo volume "Monte Berico. Un popolo di statue. Arte e devozione dei Marinali a Vicenza", edito da Marsilio Arte. Il libro celebra lo straordinario patrimonio scultoreo del Santuario di Monte Berico attraverso la sensibilità del fotografo Fabio Zonta, capace di restituire dettagli e visioni delle opere di Orazio Marinali che altrimenti non potrebbero essere osservati da vicino.

Erano presenti il sindaco Giacomo Possamai, l’assessore a cultura, turismo e attrattività della città Ilaria Fantin, Francesca Meneghetti per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, Agata Keran del Museo d'arte sacra di Monte Berico per la Comunità dei Frati di Monte Berico, il fotografo Fabio Zonta e la direttrice dei Musei Civici Valeria Cafà.

L'iniziativa si inserisce nel cuore delle celebrazioni dell’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita, a seicento anni dalle apparizioni della Vergine a Vincenza Pasini (1426-2026), e sigilla il profondo legame storico, civico e spirituale che unisce la città al suo Santuario sul colle.

La novità dell'operazione risiede nella sua duplice natura, capace di unire visione artistica e rigore scientifico. Da un lato, il volume d'arte raccoglie una raffinata selezione di scatti realizzati "ad alta quota", offrendo punti di vista inediti e di grande impatto estetico. Dall'altro, l'ampia campagna fotografica ha generato un corpus monumentale di immagini documentarie. Questa seconda e più cospicua parte di fotografie, nata grazie al lavoro ravvicinato sulle facciate del Santuario, si configura come un patrimonio di memoria importantissimo e uno strumento concreto di studio. Gli scatti di Zonta, realizzati senza artifici ma affidandosi esclusivamente alla forza della tecnica e della luce, non solo valorizzano quasi cinquanta sculture esterne, ma offrono una risorsa fondamentale per la catalogazione, il monitoraggio e la conoscenza dello stato di conservazione delle opere, gettando le basi per le future attività di tutela e salvaguardia di un patrimonio fragile, esposto al tempo e agli agenti atmosferici.

«È un volume che saprà sorprendere i vicentini: consentirà di apprezzare ancora di più il patrimonio artistico del Santuario, scoprendone anche nuovi aspetti – ha commentato il sindaco Giacomo Possamai -. Le foto di Fabio Zonta restituiscono infatti uno sguardo inedito su un luogo che conosciamo da sempre e viviamo quotidianamente. Indagare, inoltre, il Santuario di Monte Berico nell’Anno Giubilare Mariano ha un valore aggiunto. Il volume potrà accompagnare i numerosi pellegrini e visitatori, offrendo loro la possibilità di portare con sé una conoscenza più profonda del nostro patrimonio culturale».

«Dopo la presentazione del libro su De Pieri, proponiamo oggi un’altra pubblicazione di grande valore – ha sottolineato l’assessore Ilaria Fantin -. Si tratta di due opere, a cura o in collaborazione con i Musei Civici, che rappresentano degli strumenti permanenti di conoscenza e approfondimento della nostra città. Un lavoro di studio e ricerca a cura dei Musei Civici non banale che rimarrà nel tempo a disposizione dei cittadini. Nello specifico il libro di Fabio Zonta si concentra su un luogo identitario come Monte Berico proponendo un nuovo racconto sulle statue di Orazio Marinali. Ringrazio quindi Musei, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, la Comunità dei Frati di Monte Berico, il fotografo Fabio Zonta e Valeria Franco che ha collaborato con i Musei per la produzione di un video documentario sul progetto».

«La facciata barocca, con le sue statue, svela allo sguardo non soltanto un percorso storico, ma fa scoprire un messaggio profondo che non ha tempo e che si apre verso il futuro – ha fatto sapere padre Carlo Maria Rossato della Comunità dei Frati di Monte Berico -. Condividere grazie all'arte fotografica le immagini che permettono di cogliere figure e dettagli, fin dove l'occhio non arriva, è uno dei segni importanti dell'Anno Giubiliare, straordinariamente ricco di presenze e di iniziative, all'insegna di una memoria che unisce il territorio e richiama i pellegrini anche da lontano».

Il bassanese Orazio Marinali fu il grande interprete del barocco vicentino sul colle, realizzando con la propria bottega un vero e proprio "teatro del sacro": 44 sculture e 3 altorilievi all'esterno. Figure come San Sebastiano, San Vincenzo e la stessa Vincenza Pasini ritrovano oggi una precisa identità visiva, uscendo dalla distanza dell'altezza monumentale per farsi vicine all'osservatore. Il progetto dà inoltre continuità al percorso scientifico dei Musei Civici, collegandosi idealmente allo studio dei bozzetti di Marinali esposti nell'Ala Roi di Palazzo Chiericati e riscoprendo qui le opere compiute nel loro dialogo con il paesaggio urbano. Oltre al ricco apparato fotografico di Fabio Zonta, sono presenti i contributi di Valeria Cafà, di Agata Keran e di Monica De Vincenti, massima esperta dei Marinali.

Il progetto ha ricevuto il patrocinio della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e rientra nella programmazione delle iniziative condivise con il Comitato per l'Anno Giubilare Mariano 1426-2026 e vede come sponsor tecnico VENPA.

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Ultimo aggiornamento: 04/11/2026 14:08

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