Maxi finanziamento di 2,3 milioni di euro per il restauro dei Portici di Monte Berico

Con i fondi dell’Otto per mille sarà recuperato il tratto dalla città fino a dopo la curva del Cristo
Data:

02/04/2026

© Comune di Vicenza - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Nell’anno del Giubileo Mariano, Vicenza ottiene un maxi finanziamento di quasi 2,3 milioni di euro per il restauro dei Portici di Monte Berico.

La notizia è stata commentata stamane dalla vicesindaca Isabella Sala e dall’assessore ai lavori pubblici Cristiano Spiller che hanno illustrato la tipologia di finanziamento ottenuto, proveniente dai fondi dell’Otto per mille dell’Irpef, e la rimodulazione del progetto presentato a fine 2024.
Erano presenti anche Fioravante Rossi, consigliere esterno delegato ai rapporti con le comunità religiose, e Agata Keran, referente per le attività culturali del Santuario di Monte Berico, in rappresentanza del priore padre Carlo Rossato.

«È una notizia bellissima per la nostra città. – ha detto la vicesindaca Isabella Sala - Da assessora al bilancio e insieme ai rappresentanti del tavolo esecutivo del Giubileo della Rinascita Mariana che presiedo ho creduto fin dall'inizio in questa possibilità importante, di grande valore storico-artistico e impegno economico. Il riconoscimento della nostra proposta da parte del Ministero ci rende orgogliosi e ci impegna nel prosieguo, con l'obiettivo di partecipare al nuovo bando per cercare le risorse per completare l'importante opera di restauro conservativo. È un segno tangibile e importante che parte in questo Anno Giubilare Mariano, con l'auspicio di giungere nel 2028, nell'anniversario della posa della prima pietra del Santuario, a restituire alla città e al mondo la magnifica opera del Muttoni nella sua interezza: un cammino che accompagna da secoli pellegrini, cittadini, turisti verso l'alto, e che ritroveremo grazie a questi restauri in tutta la sua commovente bellezza e spiritualità».

Nei giorni scorsi, infatti, la presidenza del Consiglio dei ministri ha comunicato l’ammissione del progetto “Lavori per la tutela conservazione restauro fruizione valorizzazione e digitalizzazione dei Portici di Monte Berico a Vicenza” al finanziamento che accede alla ripartizione dell’otto per mille dell’Irpef a diretta gestione statale per l’anno 2024. A fronte di un importo complessivo dei lavori pari a 3.792.000 euro, lo Stato ha riconosciuto un finanziamento di 2.284.926,58 euro, chiedendo al Comune di rimodulare il progetto in funzione della somma concessa.

Di qui la decisione dell’amministrazione comunale di concentrare un primo corposo intervento per complessivi 2.654.000 euro, di cui 369.073,42 cofinanziati dal Comune, nella parte più degradata della storica passeggiata, ovvero quella che dalla città sale verso il Santuario, fin poco dopo la curva del Cristo.

«Con il contributo statale di 2.284.000 euro a cui si aggiungono 370 mila euro di risorse comunali - ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Cristiano Spiller - restauriamo circa il 60 per cento dei Portici che soffrono da tanti anni di molteplici problematiche: il tetto è ammalorato in più punti, con coppi rotti e vegetazione infestante che genera infiltrazioni dall’alto; ci sono inoltre l’umidità di risalita e molte scritte vandaliche. L’intervento di restauro conservativo riporterà al loro splendore i Portici, a partire dalla parte bassa che risulta più ammalorata. Ci auguriamo che il resto dell’intervento venga finanziato attarverso il nuovo bando dell’Otto per mille, ma dato che la realizzazione e i successivi restauri dei Portici hanno visto nel passato il contributo diretto di tante realtà, dalle istituzioni alle parrocchie, dalle famiglie ai singoli cittadini di Vicenza e Provincia, sarebbe bello che lo spirito che ha animato la cittadinanza nei secoli scorsi si traducesse anche in contributi concreti per concludere il recupero di quest’opera così cara ai vicentini».

Saranno 11 su 18 le cappelle restaurate in questa tranche, con i relativi portici di collegamento.

Per finanziare il restauro dell’ultimo tratto di Portici verso il Santuario, comprensivo delle ultime sette cappelle, per il quale sono necessari lavori per un valore di circa 1.138.000 euro, il Comune parteciperà al nuovo bando “Otto per mille dell’Irpef”.

Obiettivo principale del restauro è riqualificare il bene storico, altamente simbolico per la città, valorizzandone la fruibilità dal punto di vista religioso, culturale e turistico.

«Saluto con grande gioia – ha fatto sapere il priore padre Carlo Rossato - la notizia dell’avvio di un cantiere di restauro che la nostra comunità dei Servi di Maria ritiene fondamentale per la salvaguardia di un paesaggio culturale d’impronta religiosa che caratterizza la salita al Monte Berico dal lontano 7 marzo 1746, quando iniziò la messa a terra del progetto di Francesco Muttoni, il quale giunse all’attuale dimensione soltanto alla fine dello stesso secolo. Oggigiorno la bellezza di questo cammino del Rosario, articolato in 150 archi che rimembrano altrettante parti del cosiddetto “Salterio della Beata Vergine”, risulta in parte offuscata e deteriorata, ma ancora capace di svolgere pienamente la sua funzione centrale: collegare il centro abitato al suo Santuario mariano. Un restauro di questa portata implica anche la valorizzazione del bene comune restaurato per essere restituito nel suo pieno splendore. Su questo versante, con le nostre attività culturali sempre attive e vigili, daremo di certo un supporto perché si conosca e riconosca il suo messaggio profondo: religioso, sociale, di bellezza».

Procedendo per fasi saranno svolte approfondite indagini conoscitive, per poi concentrarsi sul restauro della copertura, molto degradata e infiltrata, e sul restauro conservativo delle superfici architettoniche e della pavimentazione.

I portici di Monte Berico si trovano infatti in una condizione di degrado diffuso per molteplici cause: la copertura è danneggiata, in parte per la presenza notevole di vegetazione infestante, con conseguente spostamento e rottura dei coppi. Anche la guaina è ammalorata e i canali di gronda sono otturati. L’infiltrazione dell'acqua piovana, inoltre, ha comportato l'erosione dei giunti di malta della muratura e il distacco e l’erosione degli intonaci.

Sono presenti fessurazioni su tutte le pareti interne e sulle volte a cupola e a crociera. Sugli elementi architettonici in pietra di Vicenza (basamenti, capitelli, stemmi, conci in chiave) si manifestano fenomeni di erosione.

Le pareti risultano rovinate anche da numerose scritte vandaliche con vernici spray e pennarelli indelebili.

La pavimentazione in cordonate e masegne di trachite presenta un deposito superficiale e, in un tratto, uno spostamento dei blocchi.

L’intervento di restauro prevede quindi la revisione complessiva della copertura in coppi, il consolidamento e ricostruzione degli elementi strutturali in legno degradati e la posa di una nuova lattoneria in rame e di un nuovo sistema di smaltimento delle acque atmosferiche.

Sono previste anche la disinfestazione da colonie di microrganismi e la pulitura dai graffiti vandalici delle superfici esterne ed interne. L’intervento vedrà la rimozione dell’intonaco degradato, il consolidamento degli elementi lapidei, il trattamento dei giunti di malta, il consolidamento e integrazione dell'intonaco esistente, le stuccature delle superfici interessate da fessurazioni e discontinuità.

Il restauro interesserà anche gli stemmi araldici, con il consolidamento della pellicola pittorica. Attenzione sarà posta inoltre alle decorazioni delle cappelle.

Sono previste infine la pulitura e la sistemazione degli elementi in blocchi della pavimentazione in trachite.

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Ultimo aggiornamento: 02/04/2026 17:02

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