Descrizione
È stato presentato questa mattina a Palazzo Trissino il convegno “Le solitudini del nostro tempo”, promosso dall’Istituto Rezzara con il patrocinio del Comune di Vicenza e il sostegno della Banca delle Terre Venete. L’appuntamento si terrà venerdì 6 novembre alle 15, nella sala Lazzati di Palazzo delle Opere sociali, in piazza Duomo 2.
Alla presentazione sono intervenuti l’assessore alle politiche sociali del Comune di Vicenza Matteo Tosetto, il consigliere delegato al sociale dell’Istituto Rezzara e responsabile del progetto Pierangelo Cangini, e la responsabile dell’area sociale dell’Istituto Rezzara Roberta Grasselli.
«La solitudine è una condizione che può riguardare persone molto diverse tra loro e che non coincide necessariamente con lo stare soli – dichiara l’assessore alle politiche sociali Matteo Tosetto -. Può manifestarsi nelle diverse fasi della vita e diventare, soprattutto quando si protrae nel tempo, una condizione di fragilità che richiede attenzione da parte della comunità. Per questo è importante creare occasioni di confronto come quella proposta dall’Istituto Rezzara, che mette insieme competenze diverse e guarda alla solitudine non soltanto come a una condizione individuale, ma anche come a una questione sociale. Il compito delle istituzioni e delle realtà che operano sul territorio è anche quello di costruire condizioni e opportunità perché le persone possano mantenere e sviluppare relazioni, partecipazione e reti di sostegno. Ringrazio quindi l’Istituto Rezzara e la Banca delle Terre Venete per aver promosso questo momento di approfondimento, che può offrire strumenti utili per comprendere meglio un fenomeno complesso e individuare possibili percorsi di ascolto e di aiuto».
Il convegno nasce dalla volontà dell’Istituto Rezzara di approfondire un tema particolarmente rilevante nella società contemporanea, quello della solitudine, considerata nelle sue diverse manifestazioni e nelle differenti fasi della vita. Secondo i dati richiamati dall’Istituto, in Italia sono più di tre milioni le persone, nella fascia di età dai 14 anni in su, che dichiarano di non avere, al di fuori del proprio nucleo familiare, amici o vicini su cui contare e di non frequentare associazioni di volontariato.
«A distanza di 24 anni da un precedente convegno dedicato alla solitudine e all’incomunicabilità, l’Istituto Rezzara torna ad affrontare un tema che attraversa tutte le età della vita – spiega Pierangelo Cangini, consigliere delegato al sociale dell’Istituto Rezzara e responsabile del progetto –. Abbiamo scelto il plurale, “Le solitudini”, perché questo fenomeno assume forme diverse tra i giovani, gli adulti e gli anziani, ciascuna con caratteristiche e problematiche specifiche. Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia ci permette di essere sempre connessi, ma questo non significa essere meno soli. Con il contributo degli esperti vogliamo approfondire queste diverse realtà e promuovere una riflessione su come ricostruire relazioni e legami di comunità, individuando nuove forme di vicinanza e attenzione verso chi vive una condizione di isolamento».
La riflessione proposta dall’Istituto Rezzara parte dal rapporto tra solitudine e capitale umano, inteso come insieme delle reti di relazione, socializzazione e sostegno che possono svolgere un ruolo importante nella vita delle persone. L’assenza o l’indebolimento di queste reti può infatti intrecciarsi con diverse forme di disagio, economico, psicologico ed esistenziale.
«La solitudine è un fenomeno complesso, che assume forme e significati diversi e non può essere considerato soltanto in termini negativi – spiega Roberta Grasselli, responsabile dell’area sociale dell’Istituto Rezzara –. Dobbiamo distinguere la solitudine subita, che può generare sofferenza e isolamento, da quella scelta, che può rappresentare un’occasione di riflessione, conoscenza di sé e crescita personale. Queste diverse dimensioni possono intrecciarsi e cambiare nelle varie fasi della vita. È quindi importante imparare a riconoscere e comprendere le solitudini, senza dimenticare il valore delle relazioni umane. Educare alla solitudine significa anche sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e, allo stesso tempo, la capacità di riconoscere i bisogni degli altri, costruendo rapporti più autentici e solidali».
Il programma del convegno affronterà il tema attraverso una lettura legata alle diverse età della vita. Rabih Chattat, docente di psicologia clinica all’Università di Bologna, parlerà della solitudine nella popolazione anziana; Ciro Ruggerini, psichiatra e psicoterapeuta e docente all’Università di Modena e Reggio Emilia, approfondirà la condizione dei giovani; mentre Salvo Noè, psicoterapeuta e scrittore, collaboratore dell’Università di Catania, affronterà il tema della solitudine nell’età adulta.
A concludere i lavori sarà monsignor Renzo Pegoraro, vescovo e presidente della Pontificia Accademia per la Vita.
Attraverso il confronto tra prospettive psicologiche, psichiatriche e sociali, l'iniziativa intende offrire un'occasione per comprendere le diverse forme che può assumere la solitudine e per riflettere su possibili percorsi di ascolto e di sostegno alle persone. L’obiettivo dell’Istituto Rezzara è infatti trasformare l’approfondimento del fenomeno in un’occasione per discutere e progettare nuovi itinerari di prossimità e aiuto.
Informazioni dettagliate sul convegno e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito https://eventi.comune.vicenza.it/Eventi/Le-solitudini-del-Nostro-Tempo.