Descrizione
Si è da poco chiusa la mostra “Una curiosità inesauribile” e l’Associazione Vicenza Arte Contemporanea propone una nuova esposizione nelle due grandi sale al piano terra delle Gallerie di Palazzo Thiene, concesse per due anni all’associazione dal Comune di Vicenza e dai Musei civici grazie ad un accordo di partenariato con l’obiettivo di promuovere eventi dedicati all’arte contemporanea.
“L’arte fa vivere” esporrà 20 opere da una collezione veneta di vari autori: Sandro Chia, Roberto Crippa, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis, Nicola De Maria, Tano Festa, Gianmarco Montesano, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Pino Pascali, Alessandro Pessoli, Tom Sachs, Mario Schifano, Cheri Sanba.
L’inaugurazione, aperta a tutti, è in programma oggi, giovedì 24 settembre dalle 16 alle 19. Alle 18 interverranno l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività Ilaria Fantin e per l’Associazione Vicenza Arte Contemporanea il presidente Novelio Furin e Daniele Monarca, componente del direttivo.
Fantin, Furin e Monarca hanno presentato oggi in anteprima l’esposizione.
«Siamo felici di aver sottoscritto un accordo biennale per la gestione delle due sale di Palazzo Thiene – ha sottolineato l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività Ilaria Fantin -. Già con questa seconda mostra possiamo vedere i risultati positivi di una scelta che si sta dimostrando vincente, portando a Palazzo Thiene nomi importanti e nuove occasioni di conoscenza e valorizzazione. Un progetto che nasce anche grazie allo sguardo di un collezionista che desideriamo ringraziare per aver scelto di condividere con la città il proprio patrimonio e la propria passione».
“L’arte fa vivere” è un’affermazione del Collezionista – che desidera restare anonimo – a cui AVAC - Associazione Vicenza Arte Contemporanea ha chiesto di comporre il proprio autoritratto attraverso la selezione di alcune opere della propria collezione: opere significative non tanto, o non solo, per il loro indiscutibile valore estetico o per l’importanza storica ma significative perché segnano momenti salienti della sua vita.
La collezione, molto vasta, si è costituita nell’arco di quarant’anni. Su un nucleo molto forte di opere di artisti italiani attivi dagli anni Sessanta a oggi, si innestano numerose diramazioni “internazionali” che portano verso esiti sorprendenti e consentirebbero l’apertura di molte riflessioni. Tuttavia, questa mostra non intende mettere a fuoco questi aspetti storici o critici: l’intento dell’Associazione Vicenza Arte Contemporanea è ascoltare il discorso che ogni collezionista fa attraverso l’arte del suo tempo.
Un quadro di Roberto Crippa, una bella pagina di pittura astratta piena di vita, segna una sorta di ideale inizio del percorso con artisti e opere in cui il rapporto arte e vita è interpretato nel mondo più diretto, esplicito e senza mediazioni. Le scelte vanno dunque per quei lavori in cui l’immagine si forma a partire dall’esperienza e non è l’esito o la dimostrazione di una attività teorica elaborata ex-ante.
Le opere in mostra sono di artisti che hanno vissuto l’arte nel modo più pieno, tutte hanno una componente esistenziale che parla di immediatezza di esperienza, ricchezza di emozione, in cui l’immagine deve essere afferrata al volo perché le opere sono manifestazioni, eventi che vanno colti con rapidità. Sono esemplari in questo senso le opere di Tano Festa e di Mario Schifano, pittore della rapidità, dell’immediatezza. Schifano è anche l’artista con cui il collezionista ha forse l’affinità più intensa, e non a caso, in Schifano l’esperienza dell’arte è inseparabile dall’esperienza della vita.
Centrale è, quindi, il rapporto diretto, non mediato, tra arte e vita. Si capisce allora la presenza in mostra di tre lavori, tanto rari quanto emozionanti, di Gino De Dominicis, e poi Luigi Ontani e Pino Pascali, il grande giocoliere. È rilevante la presenza di quadri della Transavanguardia. Sono opere che raccontano di un momento vissuto molto vicino ai protagonisti, per prossimità anagrafica e per affinità emotiva e culturale: due quadri di Mimmo Paladino, poi Sandro Chia, Nicola De Maria e Enzo Cucchi. La scena italiana degli anni Ottanta e Novanta non si esaurisce con la Transavanguardia: il quadro di Gianmarco Montesano; i cento disegni di Alessandro Pessoli; opere scelte tra le molte possibili, sono anche il documento e la dimostrazione di una ricchezza che tendiamo a sottostimare. A chiudere il palinsesto troviamo due opere, tra le molte a disposizione, di artisti internazionali che danno segno dell’evoluzione. Una scultura degli anni Novanta di Tom Sachs e un festoso quadro Chéri Samba.
Ecco allora che il titolo, L’arte fa vivere, assume densità di significato, vi si legge un approccio con le opere fondato su un rispecchiamento diretto, come una sorta di agnizione, e nella necessità di trovare nelle opere una simmetria di energia e desiderio. Per il collezionista guardare (che è come fare) l’arte e vivere sono momenti intimamente, inestricabilmente connessi.
La mostra “L’arte fa vivere” si può visitare alle Gallerie di Palazzo Thiene dal 24 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, da giovedì a domenica, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 17.30). Aperture straordinarie: 1 novembre, 8 e 26 dicembre.
Chiuso: 25 dicembre e 1 gennaio.
Ingresso libero. Info: https://www.avacvicenza.art/
La mostra è allestita in due sale, attigue alla loggia inferiore, originariamente adibite ad uffici, che sono state recuperate. Costituiscono un nucleo architettonico in dialogo con il loggiato ma separato dal percorso espositivo e quindi adatte ad una fruizione a sé stante.
L’Associazione Vicenza Arte Contemporanea si prefigge la valorizzazione del patrimonio di conoscenza e bellezza custodito nelle collezioni private di arte contemporanea del territorio vicentino e veneto. L’associazione si è formata nella convinzione che il collezionismo non sia semplicemente un passatempo un po’ snob ma un modalità di pensiero, una vera e propria attività creativa sebbene, spesso, non riconosciuta come tale.