Descrizione
È stata inaugurata oggi nel cortile di Palazzo Trissino la mostra “Sacrario del Pasubio 1926-2026. Memoria di un secolo” organizzata dal Comune di Vicenza e dalla Fondazione 3 novembre 1918 per ricordare il centenario dall'inaugurazione del sacello – ossario.
La mostra ripercorre la storia del monumento - inaugurato il 29 agosto del 1926 alla presenza del re Vittorio Emanuele III per rendere omaggio ai Caduti della 1^ Armata del generale Guglielmo Pecori Giraldi - attraverso un itinerario fotografico e la riproduzione delle pagine dedicate da Il Giornale di Vicenza alla ricorrenza.
Sono interventi il sindaco Giacomo Possamai, il prefetto Filippo Romano e il presidente della Fondazione 3 novembre 1918 Gianni Periz.
«Allestire la mostra dedicata al centenario dell’Ossario del Pasubio nel cortile di Palazzo Trissino ha un profondo significato perché la città e in particolare questo luogo sono legati alla figura di Pecori Giraldi, generale della prima armata, che aveva sede proprio qui e l’ufficio del sindaco è stato quello del generale – ha detto il sindaco Giacomo Possamai rivolgendosi l numeroso pubblico -. Da qualche tempo abbiamo scelto di trasformare il cortile in uno spazio culturale perché un luogo di passaggio per chi frequenta gli uffici comunali ma anche per chi passeggia per il centro. Quindi ci è sembrato il luogo migliore per ospitare una mostra come questa che fa conoscere un pezzo di storia fondamentale per il nostro territorio e per il nostro Paese».
Gianni Periz ha invitato a «guardare al passato con rispetto affinché la memoria diventi consapevolezza e responsabilità del futuro. L’ossario quest’anno è stato inserito tra i luoghi del cuore del Fai, quei luoghi da non dimenticare, che è possibile votare per ottenere un contributo che vorremmo utilizzare per il restauro dei dipinti all’interno dell’ossario».
Per votare collegarsi a link https://fondoambiente.it/luoghi/sacello-ossario-del-pasubio?ldc
La mostra espone gli articoli de Il Giornale di Vicenza pubblicati mensilmente dal giugno 2025, un percorso di avvicinamento agli eventi che hanno preso il via nella primavera del 2026 in onore dei 100 anni del Sacrario. Gli articoli sono firmati dalla giornalista Isabella Bertozzo.
Le foto esposte ripercorrono i momenti salienti della vita dell’Ossario, dal cantiere all’inaugurazione, e poi alcuni eventi significativi e fanno parte dell’archivio di Gianni Periz.
L’edificio è stato progettato dall’architetto Ferruccio Chemello in memoria del figlio Guido, tenente degli Alpini caduto nella battaglia dell’Ortigara del 1917, sepolto nella cripta. Gli interni del monumento sono stati dipinti dal pittore Tito Chini, autore anche delle vetrate; gli elementi in ferro sono di Umberto Bellotto, la statua della Madonna è dello sculture di Giuseppe Zanetti.
L’imponente torre in pietra locale, alta 35 metri, ospita nell’Ossario i resti di circa 5 mila soldati italiani, in gran parte ignoti, e di 60 soldati austro-ungarici ignoti. Dal 1953 accoglie anche la salma del comandante Pecori Giraldi.
La mostra si può visitare dal 30 luglio fino al 7 settembre, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19 e il sabato dalle 8 alle 12.30. Ingresso libero