Il Comune di Vicenza aderisce all’Ipad, l’Indice di parità domestica

La vicesindaca Sala: «Un’opportunità per riflettere sui ruoli all’interno della coppia»
Data:

26/06/2026

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  • Comunicato stampa
© Comune di Vicenza - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

È stata presentata oggi a Palazzo Trissino l’adesione del Comune di Vicenza all’iniziativa Ipad (Indice di parità domestica). Presenti la vicesindaca e assessora alle pari opportunità Isabella Sala, con la consigliera comunale delegata alla prevenzione e contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro Ida Grimaldi, il coordinatore del gruppo EquiDom – Towards Social Justice Paolo Groppo, le rappresentanti sindacali CGIL CISL e UIL presenti e alcune rappresentanti della Consulta per le politiche di genere.

«Siamo felici di dare avvio a Vicenza - le parole della vicesindaca e assessora alle pari opportunità Isabella Sala - alla sperimentazione dell'Indice di parità domestica, e di essere fra le prime città a cogliere questa opportunità di riflettere sui ruoli all'interno della coppia partendo da un nuovo indicatore preciso e misurabile. Invitiamo tante cittadine e cittadini a cogliere l'occasione di questa "autoriflessione", anonima, libera, non giudicante. Ringrazio le organizzazioni sindacali che hanno scelto di avviare insieme in città questa sperimentazione, e la Consulta per le Politiche di genere che ha accolto lo scorso anno Paolo Groppo, coordinatore Gruppo Equidom, vicentino che ha operato nel mondo sui temi delle disparità sociali e promuove ora questo strumento nella sua città natale e in molte altre, fra cui i Comuni della rete di Città delle Donne cui abbiamo di recente aderito».

«Il punto centrale dell’approccio che EquiDom propone – spiega Groppo - è quello del dialogo. Come ricorda lo specialista della filosofia ermeneutica, Hans-Georg Gadamer, il valore ermeneutico del dialogo risiede nella sua capacità di essere il luogo in cui avviene la comprensione, non intesa come semplice scambio di informazioni, ma come interpretazione condivisa della realtà. La sfera domestica è il luogo centrale dove l’asimmetria di potere tra donne e uomini prende molte delle sue forme, dalla semplice incomprensione fino ai livelli peggiori di violenza, economica, psicologica e fisica. Noi siamo convinti che provare a (ri)aprire un dialogo al suo interno, inteso come accettazione dell’altro/a, pur nelle ovvie difficoltà di mettere la parola al centro, invece del rapporto di forza, sia un cammino obbligato quando si voglia impegnarsi per costruire un mondo diverso, migliore. Rimodellare i rapporti nella sfera domestica richiede un impegno personale ma anche un aiuto, e noi siamo qui, assieme ai partner con cui iniziamo questo lavoro, in un rapporto dialettico ed aperto ad altre forze».

Lo squilibrio nei ruoli domestici è stato portato all’attenzione mondiale da un gruppo di femministe padovane, agli inizi degli anni 70. Rimasto un po’ periferico nei dibattiti degli anni seguenti, è stato ripreso alcuni anni fa da un gruppo di specialiste e specialisti, riuniti nel gruppo EquiDom - Towards Social Justice, rappresentato dal suo coordinatore, Paolo Groppo.

EquiDom è un gruppo misto, informale e aperto, senza scopo di lucro, con l’obiettivo di promuovere l'uguaglianza di genere a partire dalla sfera domestica. A questo fine, hanno elaborato Ipad (Indice di parità domestica), per misurare chi fa cosa in casa rispetto al lavoro domestico, di cura e al carico mentale, tutte attività non retribuite da realizzarsi quotidianamente all'interno delle coppie.

L’iniziativa Ipad è supportata dalla rete delle “Città delle Donne”, promosso dagli Stati Generali delle Donne, cui ha aderito di recente anche la Città di Vicenza, su delibera della consigliera Grimaldi, che ha sposato la proposta anche attribuendo a Paolo Groppo il titolo di “Uomo Illuminato 2025”, con ciò dimostrando il valore dell’intuizione e del lavoro in corso.

L’iniziativa Ipad si articola attraverso tre pilastri principali: identificare e rendere visibile l'asimmetria di potere nella sfera domestica e il suo costo socio-economico (misura iniziale di Ipad); promuovere un processo di dialogo e negoziazione all’intero delle coppie in vista di riequilibrare i compiti, questo attraverso una maggiore partecipazione maschile in vista di liberare tempo femminile; supportare la sensibilizzazione e formazione per fare in modo che questi nuovi equilibri diventino stabili nel medio-lungo periodo (future misurazioni Ipad all’anno 1, 2 e seguenti) e per portare queste istanze a livello istituzionale, cittadino, regionale e nazionale.

L’iniziativa Ipad è stata presentata a Vicenza alla Consulta per le Politiche di Genere e ha trovato in particolare l’attenzione delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil presenti all’interno della Consulta stessa. Oltre a Vicenza, questa iniziativa ha avuto un primo test in Sardegna, uno attualmente in corso a Bergamo e, fuori dall’Italia e all’estero sono in corso dei test in Cile, con l’amministrazione della città Quinta Normal, in Paraguay, con un movimento contadino e discussioni sono in corso in Argentina e in Brasile.

La discussione sullo squilibrio nella sfera domestica promossa da EquiDom è entrata negli ambiti accademici della sociologia e dell’economia italiana, anche grazie a vari articoli sono stati pubblicati su diversi giornali come Noi Donne (13.X.2024) e LaVoce.info (9.V.2025). Da ultimo, discussioni sono in corso per un adattamento di Ipad anche alla prassi di riferimento per la certificazione di genere del mondo impresariale.

Il questionario offre un aiuto concreto alle coppie per discernere, attraverso il dialogo, la suddivisione dei compiti di cura oltre che degli impegni domestici, redistribuzione che se vissuta equamente permetterebbe alle donne migliori possibilità e opportunità di occupazione a tempo pieno e stabile oltre che percorsi di carriera oggi raramente disponibili nel nostro territorio. Le organizzazioni sindacali di Vicenza si impegnano a diffondere il questionario presso le proprie strutture.

Secondo i dati del Centro Studi Cisl Vicenza, dal 2014 al 2024 l'occupazione femminile in provincia di Vicenza è passata da 171.192 a 189.710 unità. Nonostante questa crescita, il divario rispetto ai colleghi maschi resta profondo: nel 2024 si registra una differenza di 54.168 occupati in favore degli uomini. In termini percentuali, la quota di donne sul totale degli occupati è salita solo marginalmente, passando dal 42,81% del 2014 al 43,75% del 2024. Anche le nuove assunzioni registrate nei primi 9 mesi del 2025 (i più recenti disponibili) confermano un forte divario di genere: il 63,40% delle assunzioni part-time ha riguardato le donne, contro il 36,60% degli uomini; al contrario le assunzioni full-time sono a netta prevalenza maschile (63,51% contro il 36,49% femminile) e per quanto riguarda questa voce addirittura il 2025 ha visto un allargamento della forbice (le donne assunte a tempo pieno erano state il 65,34% nel 2024, il 67,27% nel 2023 e il 69,92% nel 2022).

Anche esaminando le qualifiche nel settore privato (dati 2024), emergono chiaramente evidenti disparità: su 1.824 dirigenti totali, solo 228 sono donne (appena il 12,5%), mentre 1.596 sono uomini, mentre tra i quadri le donne sono 2.120 a fronte di 5.419 uomini.

Questo si traduce in una evidente disparità di reddito, che significa anche una minore capacità di indipendenza: nel Vicentino un uomo guadagna in media 31.232,74 €, mentre una donna si ferma a 20.440,18 €. Il picco del divario si registra nella fascia 50-54 anni, dove gli uomini percepiscono oltre 38.500 € contro i 24.232 € delle donne. Naturalmente la combinazione di carriere più discontinue e minor accesso a ruoli apicali si riflette pesantemente sul futuro previdenziale: la pensione media complessiva per gli uomini è di 1.612,28 €, mentre per le donne è di soli 884,79 €. Particolarmente marcata è la differenza nelle pensioni di vecchiaia: 1.889,68 € per i maschi contro 1.036,94 € per le femmine.

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Ultimo aggiornamento: 26/06/2026 14:04

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