Descrizione
Martedì 3 febbraio si è aperto il calendario di iniziative in occasione del Giorno del Ricordo, che ricorre il 10 febbraio. Oggi alle 10, nell'ex convento in contra’ Santa Maria Nova 7, dove il 3 febbraio 1947 hanno trovato rifugio gli esuli italiani, si è tenuta la prima delle cerimonie in programma.
Sono intervenuti la vicesindaca Isabella Sala, il viceprefetto vicario Teresa Inglese, la presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) Maria Cristina Sponza e la dirigente dell'Istituto Comprensivo 5 Bianca Maria Lerro. Era presente anche Enrico Hüllweck, sindaco nel 2006 quando è stata collocata la targa all’esterno dell’ex collegio che recita: “In questo luogo trovarono sicuro e duraturo rifugio il 3 febbraio 1947 mille esuli giunti con la nave “Toscana” dalle lontane e amate terre perdute istriano – dalmate”.
Alla cerimonia, inoltre erano presenti le associazioni combattentistiche e d’arma e gli studenti della scuola secondaria di primo grado “Giuriolo”.
«Ci ritroviamo oggi in questo luogo carico di memoria – l’ex Collegio Cordellina – per rendere omaggio a donne, uomini e bambini che il 3 febbraio 1947 trovarono qui un primo rifugio sicuro, dopo essere sopravvissuti a una delle pagine più tragiche e dolorose della nostra storia: l’orrore delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata – ha dichiarato la vicesindaca Isabella Sala -. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, decine di migliaia di italiani furono costretti ad abbandonare le proprie terre, le proprie case, la propria identità. Un esodo forzato, segnato dalla paura, dalla violenza e dall’incertezza, che colpì in modo particolare i più fragili: le donne e i bambini. Le donne furono madri e figlie chiamate a ricostruire la vita dalle macerie, affrontando l’esilio con una forza silenziosa e straordinaria, cercando di preservare il senso della famiglia e della comunità anche in condizioni difficilissime. I bambini, privati troppo presto dell’infanzia, conobbero il dolore della perdita, della discriminazione, della nostalgia. Ma furono anche portatori di speranza, di futuro, di possibilità nuove. Questo ex convento fu per molti di loro un approdo, un luogo di accoglienza e di sollievo dopo la sofferenza. Vicenza seppe tendere una mano a chi aveva perso tutto, dimostrando che la solidarietà e l’umanità possono essere più forti dell’odio e della divisione. Ricordare oggi non significa solo guardare al passato. Significa assumersi una responsabilità nel presente. La memoria non è mai neutra: è una scelta, è un impegno. È il fondamento su cui costruiamo una società più giusta, capace di riconoscere il dolore dell’altro, di rifiutare l’indifferenza, di dire con chiarezza che l’esilio, ieri come oggi, è una ferita che riguarda tutti».
I presenti hanno visitato la mostra espositiva storica e documentaria dal titolo "Dedicata al ricordo" nel chiostro della scuola accompagnati dal curatore Emanuele Bugli consigliere nazionale ANVGD - Comitato provinciale di Vicenza.
La mostra, organizzata dal Comitato di Vicenza dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, è aperta nei giorni 3, 4, 5, 6, 9 e 10 febbraio dalle 15 alle 17.30 ad ingresso libero.
La mostra affronta una delle vicende più complesse e dolorose della storia italiana del Novecento: l’esodo forzato delle popolazioni italiane dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia nel secondo dopoguerra.
Come la precedente “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente. L’esilio dei giuliano-dalmati alla fine del Secondo Conflitto Mondiale” dell’edizione 2015 del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, la mostra è pensata per accompagnare il visitatore, anche privo di conoscenze preliminari, nella comprensione del contesto storico, geografico e umano in cui si svilupparono questi eventi. Tale imponente rassegna è stata ospitata in formato ridotto dal 5 all’8 febbraio 2019 nella sede del Parlamento europeo di Bruxelles. Il percorso espositivo prende avvio dalla presenza storica delle comunità italiane sull’Adriatico orientale, ricostruendone le radici culturali e linguistiche, e prosegue attraverso le profonde trasformazioni politiche del Novecento, segnate da guerre mondiali, ideologie contrapposte e cambiamenti dei confini nazionali.
L’esposizione è strutturata mediante una serie di pannelli espositivi per rendere più immediata la comprensione degli eventi. Sono esposti i vari momenti delle vicende del Confine Orientale, come quelli dei campi profughi, che consentono di cogliere non solo i fatti storici, ma anche le emozioni, le difficoltà e la dignità delle persone coinvolte. Una particolare attenzione è riservata anche a chi rimase nei territori ceduti, nonché al ruolo svolto dalle associazioni degli esuli nel mantenere viva la memoria di queste vicende.
La mostra non ha finalità polemiche o revisioniste, ma si propone come strumento di conoscenza, memoria e riflessione civile. Il suo obiettivo è aiutare i più giovani a comprendere come le decisioni politiche e i conflitti possano incidere profondamente sulla vita delle persone e delle comunità, e perché il rispetto dei diritti umani, della convivenza tra i popoli e della memoria storica siano valori fondamentali.
Questa esposizione riveste un’importanza particolare perché contribuisce a colmare un vuoto nella conoscenza storica, offrendo un racconto documentato e accessibile di eventi che per lungo tempo sono rimasti ai margini della coscienza collettiva. Inserita oggi in un contesto europeo fondato sulla cooperazione e sul dialogo tra Stati, la mostra invita a guardare al passato con consapevolezza, per costruire un futuro basato sulla pace, sulla comprensione reciproca e sul rispetto delle identità culturali.
Il prossimo appuntamento si terrà martedì 10 febbraio alle 10.30 al Cimitero Maggiore in viale Trieste, al Monumento vittime delle foibe: la cerimonia ufficiale nel Giorno del Ricordo vedrà la presenza del sindaco Giacomo Possamai, del prefetto Filippo Romano e della presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) Maria Cristina Sponza.
Il calendario di iniziative – dal 3 febbraio al 2 marzo - in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale - è organizzato dal Comune di Vicenza, in collaborazione con la Biblioteca civica Bertoliana e l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd).
Il calendario completo è pubblicato in Viva https://eventi.comune.vicenza.it/Eventi/Giorno-del-ricordo-2026