Descrizione
Il Comune di Vicenza, in collaborazione con la Biblioteca civica Bertoliana e l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd), propone un calendario di eventi per commemorare il Giorno del Ricordo 2026, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, che si celebra il 10 febbraio.
Le iniziative sono state presentate oggi a Palazzo Trissino dalla vicesindaca Isabella Sala, dal presidente della Biblioteca Civica Bertoliana Alberto Galla e dalla presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) Maria Cristina Sponza.
«Ricordare non significa solo guardare al passato, significa assumersi una responsabilità nel presente; la memoria non è mai neutra: è una scelta e un impegno – dichiara la vicesindaca Isabella Sala -. Per questo l’Amministrazione comunale di Vicenza, insieme alla Biblioteca civica Bertoliana e all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ha promosso un articolato calendario di iniziative in occasione del Giorno del Ricordo: occasioni preziose per tutta la cittadinanza, con una attenzione particolare rivolta alle giovani generazioni. È necessario e doveroso continuare indefessamente a costruire ogni anno, insieme, una memoria comune di una delle pagine più dolorose della nostra storia, troppo a lungo dimenticata. È una storia che riguarda tutte e tutti noi; una memoria che dobbiamo alle centinaia di migliaia di esuli costretti a lasciare la propria terra e a chi, fra loro, ha iniziato una nuova vita nella nostra città, con enormi fatiche, strazianti ricordi e una grande, grandissima forza».
«Per anni gli stessi esuli non hanno rivelato i dettagli della sofferenza che ha generato l’abbandono delle loro terre, per una forma di protezione nei confronti dei figli – ha spiegato la presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) Maria Cristina Sponza – a testimonianza del fatto che essere stati sradicati dai luoghi in cui avevano creato la loro rete di conoscenze, amicizie e affetti ha provocato in loro un dolore profondo. Partiti dalle loro case con un bagaglio minimo si sono rifugiati in campi profughi, spesso ricoveri non certo confortevoli, dove le famiglie si trovavano a condividere gli spazi e queste situazioni spesso si protraevano per anni. Queste vicende verranno raccontate in una mostra all’ex Collegio Cordellina che aprirà subito dopo la cerimonia del 3 febbraio e che ricostruirà con pannelli interattivi la storia dei territori dell’Adriatico orientale fino all’esilio».
«Il Giorno del Ricordo ci aiuta a riflette sulle conseguenze folli e perverse delle guerre in cui, purtroppo, anche oggi ci troviamo totalmente immersi. Quello giuliano dalmata è stato un esodo particolarmente doloroso di cui dobbiamo parlare sempre – sottolinea il presidente della Biblioteca Civica Bertoliana Alberto Galla -. In Bertoliana abbiamo dedicato una vetrina a volumi che parlano del Giorno del Ricordo e di quello della Memoria, invitando alla riflessione su due momenti storici che hanno generato sofferenza e dolore immensi. Il programma prevede poi la presentazione del libro della 94enne Erminia Dionis Bernobi “Una vita appesa ad un filo” che ha un doppio significato: fa riferimento infatti ad una vita da esodata, cambiando città e perdendo appunto ogni riferimento, e poi perché l’autrice era una sarta e quindi il filo inteso come strumento per cucire».
Il programma si apre martedì 3 febbraio alle 10 all'ex Collegio Cordellina in contra’ Santa Maria Nova 7, con una cerimonia in memoria degli esuli italiani che il 3 febbraio 1947 trovarono rifugio nell'ex convento. L’evento si terrà alla presenza della vicesindaca Isabella Sala, del viceprefetto vicario Teresa Inglese e della presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) Maria Cristina Sponza.
A seguire verrà inaugurata la mostra espositiva storica e documentale dal titolo "Dedicata al ricordo", aperta nei giorni 3, 4, 5, 6, 9 e 10 febbraio dalle 15 alle 17.30 ad ingresso libero, nel chiostro della scuola secondaria Giuriolo in contra’ Mure San Rocco 41. La mostra, a cura di Emanuele Bugli, consigliere nazionale ANVGD - Comitato provinciale di Vicenza, è organizzata dal Comitato di Vicenza dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.
Il percorso espositivo prende avvio dalla presenza storica delle comunità italiane sull’Adriatico orientale, ricostruendone le radici culturali e linguistiche. Il cuore della mostra è dedicato agli avvenimenti che seguirono la fine della Seconda guerra mondiale: le violenze, le uccisioni nelle foibe, i bombardamenti, le stragi, la perdita dei territori italiani passati alla Jugoslavia e la conseguente scelta, spesso obbligata, dell’esilio da parte di circa 350.000 persone. Attraverso documenti, immagini e testimonianze, la mostra racconta cosa significò abbandonare la propria casa, i propri affetti e la propria terra per ricominciare altrove una nuova vita.
La cerimonia istituzionale si terrà martedì 10 febbraio alle 10.30 al Cimitero Maggiore in viale Trieste, al Monumento vittime delle foibe, con la cerimonia ufficiale nel Giorno del Ricordo, alla presenza del sindaco Giacomo Possamai, del prefetto Filippo Romano e la presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) Maria Cristina Sponza.
Venerdì 13 febbraio alle 17.30 nella Sala Stucchi di Palazzo Trissino, in corso Palladio 98, si terrà l’incontro “Giorno del Ricordo: dalle tragedie del Novecento al recupero di una identità oltre i confini” con Davide Rossi, docente all’Università di Trieste e vice Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati.
Giovedì 19 febbraio alle 17 a Palazzo Cordellina, in contra’ Riale 12, la Biblioteca civica Bertoliana, in collaborazione con l’associazione Anvgd, presenterà il libro curato da Rossana Mondoni “Una vita appesa a un filo” alla presenza dell’autrice, Erminia Dionis Bernobi.
Il programma prevede anche lo spettacolo “11° Non dimenticare”, organizzato dal Comune di Vicenza sempre in collaborazione con l’associazione Anvgd, che si terrà all’Odeo del Teatro Olimpico, stradella del Teatro Olimpico 8: domenica 1 marzo alle 16 per i cittadini (ingresso libero, prenotazioni e informazioni infocultura@comune.vicenza.it) e lunedì 2 marzo alle 9.30 e alle 11.30 per le scolaresche. Un viaggio teatrale nel Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, dove le masserizie dell’esodo istriano-fiumano-dalmata tornano a parlare e, guidati da Giovanna Penna, trasformano la memoria delle foibe, dell’esilio e della strage di Vergarolla in un’esperienza di profonda coscienza civile.
Infine fino al 10 febbraio Palazzo San Giacomo (contra' Riale 5) ospita la vetrina espositiva "Ricordare nella complessità: memoria, storia e responsabilità", curata dalla Biblioteca civica Bertoliana. L'esposizione presenta alcuni volumi dei più accreditati studiosi dell'argomento, promuovendo una riflessione approfondita e rigorosa sul rapporto tra storia, memoria e responsabilità civile nel Novecento. La vetrina è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19 e il sabato dalle 8 alle 12.30 (info: consulenza.bertoliana@comune.vicenza.it, 0444 578211).
Tutti gli eventi sono a ingresso libero e rappresentano un’importante occasione per la comunità vicentina di riflettere su una pagina dolorosa della nostra storia e di onorare la memoria di chi ha vissuto le tragedie del confine orientale.
Approfondimenti
Mostra "Dedicata al Ricordo"
La mostra espositiva storica e documentaria affronta una delle vicende più complesse e dolorose della storia italiana del Novecento: l’esodo forzato delle popolazioni italiane dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia nel secondo dopoguerra.
Come la precedente “Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente. L’esilio dei giuliano-dalmati alla fine del Secondo Conflitto Mondiale” dell’edizione 2015 del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, la mostra è pensata per accompagnare il visitatore, anche privo di conoscenze preliminari, nella comprensione del contesto storico, geografico e umano in cui si svilupparono questi eventi. Tale imponente rassegna è stata ospitata in formato ridotto dal 5 all’8 febbraio 2019 nella sede del Parlamento europeo di Bruxelles. Il percorso espositivo prende avvio dalla presenza storica delle comunità italiane sull’Adriatico orientale, ricostruendone le radici culturali e linguistiche, e prosegue attraverso le profonde trasformazioni politiche del Novecento, segnate da guerre mondiali, ideologie contrapposte e cambiamenti dei confini nazionali.
Il cuore dell’esposizione è dedicato agli avvenimenti che seguirono la fine della Seconda guerra mondiale: le violenze, le uccisioni nelle foibe, i bombardamenti, le stragi, la perdita dei territori italiani passati alla Jugoslavia e la conseguente scelta – spesso obbligata – dell’esilio da parte di circa 350.000 persone. Attraverso documenti, immagini e testimonianze, la mostra racconta cosa significò abbandonare la propria casa, i propri affetti e la propria terra per ricominciare altrove una nuova vita.
L’esposizione è strutturata mediante una serie di pannelli espositivi per rendere più immediata la comprensione degli eventi. Sono esposti i vari momenti delle vicende del Confine Orientale, come quelli dei campi profughi, che consentono di cogliere non solo i fatti storici, ma anche le emozioni, le difficoltà e la dignità delle persone coinvolte. Una particolare attenzione è riservata anche a chi rimase nei territori ceduti, nonché al ruolo svolto dalle associazioni degli esuli nel mantenere viva la memoria di queste vicende.
La mostra non ha finalità polemiche o revisioniste, ma si propone come strumento di conoscenza, memoria e riflessione civile. Il suo obiettivo è aiutare i più giovani a comprendere come le decisioni politiche e i conflitti possano incidere profondamente sulla vita delle persone e delle comunità, e perché il rispetto dei diritti umani, della convivenza tra i popoli e della memoria storica siano valori fondamentali.
Questa esposizione riveste un’importanza particolare perché contribuisce a colmare un vuoto nella conoscenza storica, offrendo un racconto documentato e accessibile di eventi che per lungo tempo sono rimasti ai margini della coscienza collettiva. Inserita oggi in un contesto europeo fondato sulla cooperazione e sul dialogo tra Stati, la mostra invita a guardare al passato con consapevolezza, per costruire un futuro basato sulla pace, sulla comprensione reciproca e sul rispetto delle identità culturali.
Il calendario completo è pubblicato in Viva https://eventi.comune.vicenza.it/Eventi/Giorno-del-ricordo-2026