Descrizione
È tempo di bilanci per “FACT! Fashion”, iniziativa organizzata in collaborazione con il Comune di Vicenza da Arci Servizio Civile Vicenza e Insieme Cooperativa Sociale che promuove in città modelli alternativi di consumo a favore della sostenibilità. I numeri dell’iniziativa, sostenuta da Fondazione Cariverona e che tra ottobre e dicembre ha fatto tappa nei locali all’interno del Mercato Ortofrutticolo, sono stati presentati questa mattina a Palazzo Trissino dall’assessore all’ambiente Sara Baldinato e dall’assessore al commercio Cristina Balbi.
«Un esperimento interessante quello che abbiamo voluto realizzare insieme a Arci Servizio Civile Vicenza, nell'ambito del progetto FACT! Fashion di cui siamo partner e che focalizza l'attenzione sull'impatto che le nostre scelte in fatto di abbigliamento e tessile comportano a livello ambientale - le parole dell’assessore Baldinato - Una scelta che abbiamo perseguito per aumentare la consapevolezza delle nostre e dei nostri cittadini sulla fast fashion che, originando l'acquisto in grandi quantità di abbigliamento a cui spesso corrisponde un basso livello qualitativo, impatta pesantemente sulla nostra società e impedisce di destinare ciò che viene accantonato dal primo utilizzatore ad un modello di consumo alternativo e reale, quale è appunto il riuso. L'abbinamento con il Mercato della Terra di Slow Food, che focalizza l'attenzione su una tipologia di "cibo buono, pulito e sano per tutti" ha avuto la funzione di sensibilizzare tante persone anche su questo tema».
«Ho accolto con favore la proposta di ospitare l'attività "Capogiro" del progetto Fact! Fashion all'interno del Mercato Ortofrutticolo di Vicenza - commenta l’assessore Balbi - . Come noto, da tempo con il settore sviluppo economico sto lavorando per il rilancio e la rivitalizzazione degli spazi del mercato in un’ottica di rigenerazione di tutto il quartiere. Nei due mesi di attività, in particolare tutti i sabati mattina, lo swap party ha saputo intercettare un'utenza trasversale per età, genere, provenienza. È l'utenza che si reca al mercato per l'acquisto diretto e che lo rende un luogo di una vivacità unica e affascinante. Il progetto ci ha dato l'occasione di rimettere in funzione una parte di edificio, ma anche di ampliare l'offerta dall'alimentare al tessile e - al contempo - diffondere un messaggio educativo rivolto a tutti: l'attenzione agli stili di vita sostenibili non riguarda solo il cibo o la salute, ma anche le scelte che compiamo negli acquisti quotidiani. L'ottimo risultato dell'iniziativa ci porta ad accogliere con favore la proposta di proseguire la collaborazione anche in altri momenti dell'anno, ovvero dal 2 maggio al 6 giugno e dal 7 novembre al 19 dicembre, certi che anche attraverso queste iniziative l’area mercatale potrà diventare un nodo urbano multifunzionale, capace di integrare funzioni commerciali, logistiche, educative e culturali».
«Le persone non hanno bisogno solo di messaggi - commenta la presidente di Arci servizio civile Vicenza Alessia Fortunato -, ma di esperienze reali in cui poter sperimentare un altro modo di consumare. Capogiro funziona perché offre una pratica concreta e immediata: non acquistare, ma scambiare. È una pratica semplice, replicabile in tanti contesti, che costruisce consapevolezza attraverso l’azione e non attraverso la retorica».
Un progetto dedicato alla moda sostenibile e alla cultura del riuso che, dal 25 ottobre fino al 20 dicembre 2025, ha visto la realizzazione del “Capogiro - Temporary (Not) Shop”, ovvero l’evoluzione in forma continuativa dei singoli eventi di swap party già sperimentati dal progetto FACT! in città. L’azione si è svolta all’interno del Mercato Ortofrutticolo, negli stand 6-7, trasformando lo scambio di abiti e accessori usati da evento occasionale a presidio settimanale stabile.
Uno stand dedicato al baratto, dunque, aperto tutti i sabati di mercato e in concomitanza con le due domeniche del Mercato della Terra di Slow Food, che ha trasformato il Mercato Ortofrutticolo in uno spazio attivo di economia circolare e partecipazione.
Nel periodo di apertura, chiunque ha potuto portare direttamente al mercato fino a cinque capi o accessori adatti alla stagione e in buone condizioni. In cambio, ha ricevuto dei gettoni corrispondenti al valore dei capi conferiti, con i quali ha potuto “acquistare” in modo sostenibile, scegliendo tra tutti i vestiti e gli accessori messi a disposizione da altri partecipanti. La gestione operativa è stata affidata a volontari e volontarie che hanno accompagnato i partecipanti nelle fasi di conferimento e scambio, supportati dallo staff di Asc Vicenza.
I numeri parlano di dieci giornate svolte, con 2000 accessi stimati, per una media del 70 per cento il sabato e il 30 per cento la domenica. Ai circa 200 capi (in stock da eventi precedenti di swap party) proposti come base per lo scambio il primo giorno dell’iniziativa, si sono aggiunti 6750 capi conferiti, di cui 4470 scambiati (75 per cento abbigliamento donna, 15 per cento uomo e 10 per cento accessori). Per quel che riguarda la ripartizione per qualità, i dati parlano di un 11 per cento con valore di scambio maggiore (ad esempio lana, cachemire, seta, ecc.), 21 per cento con valore di scambio medio (ad esempio misto lana/acrilico, denim, ecc.) e 68 per cento con valore di scambio basso (ad esempio cotone, fibre sintetiche, ecc.).
I capi non idonei e quindi scartati in fase di accettazione perché macchiati, o troppo usurati, o non idonei al riuso, sono stati 1235, per un peso totale di 216 chilogrammi di capi avviati allo smaltimento. I capi recuperati e riutilizzabili a fine sperimentazione sono stati 1045, per un peso di 189 chilogrammi.
Il pubblico intercettato è stato prevalentemente femminile (circa il 90 per cento) e caratterizzato da una forte trasversalità generazionale, con una distribuzione significativa tra i 20 e i 40 anni e una presenza rilevante anche nelle fasce over 40. L’iniziativa ha coinvolto inoltre 18 volontari e ha fatto registrare un più 80 per cento di nuovi partecipanti rispetto ai precedenti eventi “Capogiro”, confermando la capacità del format di intercettare pubblici nuovi e non abituali.