Descrizione
Parte da Vicenza l’allarme contro la possibile soppressione delle consigliere di parità regionali e territoriali prevista da un recente schema di decreto legislativo che il Governo ha predisposto per recepire le direttive europee sulla parità di trattamento (UE 2024/1499 e 2024/1500), e che ipotizza il trasferimento delle loro funzioni – oggi legate alla tutela contro le discriminazioni di genere nel lavoro e al supporto diretto a lavoratrici e lavoratori – a un unico organismo nazionale con sede a Roma.
A lanciarlo è Ida Grimaldi, avvocatessa e consigliera comunale delegata alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro, che ha presentato oggi l’appello di cui si è fatta promotrice per chiedere al Governo di non mettere a rischio la tutela delle lavoratrici contro le discriminazioni.
L’appello, presentato oggi a Palazzo Trissino, è stato immediatamente firmato dal sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, dalla vicesindaca Isabella Sala, dall’assessore alle politiche sociali Matteo Tosetto, dalla consigliera regionale Chiara Luisetto, dai consiglieri comunali Massimiliano Zaramella, Cecilia Bassanello e Luisa Consolaro, nonché da diversi rappresentanti di enti che operano nel contrasto alle discriminazioni di genere e che hanno assistito alla presentazione dell’iniziativa.
«Un presidio fondamentale di libertà, equità e giustizia sociale rischia di essere smantellato – ha detto la consigliera Grimaldi – perché una simile riforma rappresenterebbe un arretramento significativo rispetto al sistema di tutela costruito negli anni, che ha consentito di contrastare con efficacia discriminazioni, molestie e disuguaglianze nel mondo del lavoro».
Le Consigliere di Parità operano infatti a livello locale – nelle Regioni e nelle Città metropolitane – e costituiscono spesso il primo presidio accessibile per le lavoratrici che intendono segnalare situazioni di disparità o abuso, garantendo ascolto, supporto e orientamento anche in collaborazione con istituzioni e parti sociali.
«Parliamo di figure fondamentali per garantire una tutela concreta, accessibile e tempestiva alle lavoratrici che subiscono discriminazioni, molestie o disparità nei luoghi di lavoro – ha detto la vicesindaca e assessora alle pari opportunità Isabella Sala - La forza di questo sistema sta proprio nella sua presenza capillare sul territorio, nella capacità di ascolto diretto e nella collaborazione con istituzioni e parti sociali locali. Come amministrazione comunale riteniamo indispensabile difendere e rafforzare questi presìdi di prossimità, anche alla luce delle criticità già presenti nel nostro territorio. La consigliera di parità è una figura che opera a titolo volontario portando avanti la tutela gratuita di singole posizioni, così come una verifica importante rispetto alle azioni positive delle pubbliche amministrazioni, l'educazione nelle scuole e nella comunità tutta. La ministra Roccella ha incontrato le consigliere di parità regionali e vogliamo pensare che vi sia una apertura che non sarebbe un passo indietro, ma un passo avanti comune».
A sostegno dell'iniziativa è intervenuta Isa Maggi, coordinatrice nazionale degli Stati generali delle Donne, che sottolinea la gravità di un eventuale accentramento: «Le Consigliere di Parità rappresentano la "sentinella" dei diritti sul territorio. – Ha dichiarato - Smantellare questa rete capillare significa rendere il diritto al lavoro e alla dignità un privilegio per poche, lasciando sole migliaia di donne che oggi trovano nelle sedi locali un interlocutore diretto e competente. Non si può governare la complessità del mercato del lavoro e delle discriminazioni di genere da una stanza a Roma: la prossimità non è un costo, ma una garanzia di democrazia».
Il fenomeno delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro resta tuttora rilevante anche nel territorio vicentino. A dimostrarlo sono i dati e i casi segnalati alla Consigliera di Parità della Provincia di Vicenza, come emerge dalle relazioni annuali redatte dalla dottoressa Francesca Lazzari nel corso del suo mandato (2020–2024). Si tratta di episodi che spaziano dalle disparità salariali alle difficoltà di conciliazione tra vita professionale e familiare, fino a casi di molestie sessuali e penalizzazioni legate alla maternità.
E proprio a Vicenza si registra un caso particolarmente critico e simbolico: nonostante la designazione a Consigliera di Parità effettiva della Provincia di Vicenza di Ketty Marra, la nomina ufficiale non è mai stata formalizzata a livello ministeriale, lasciando l’ufficio vacante dal dicembre 2024. Un vuoto che rischia di tradursi in una concreta assenza di tutela per le lavoratrici del territorio.
«Temiamo che questo stallo sia il preludio di una riforma più ampia – ha dichiarato ancora Ida Grimaldi - Se venissero eliminate le figure territoriali delle Consigliere di Parità, verrebbe meno un punto di riferimento essenziale. Centralizzare tutto a Roma significherebbe rendere queste tutele più distanti, meno accessibili e, di fatto, meno efficaci, soprattutto per chi vive e lavora lontano dai grandi centri decisionali».
Dopo aver depositato una interpellanza urgente che sarà discussa nel Consiglio comunale di oggi martedì 24 marzo, la consigliera Grimaldi ha lanciato un appello all’indirizzo del Governo, immediatamente sottoscritto dai rappresentanti dell’amministrazione comunale intervenuti, tra cui il sindaco Giacomo Possamai, e che sarà ora sottoposto anche ad altre rappresentanti istituzionali ed associative nonché a tutta la cittadinanza interessata a questo tema. «L’obiettivo - ha concluso Grimaldi - è lottare tutte e tutti uniti per preservare un modello di tutela basato sulla prossimità e sull’ascolto diretto dei territori».