Cinque murales dei ragazzi del Liceo Canova trasformano il Centro Lagorà

Presentate le opere realizzate con il progetto di Formazione scuola lavoro che ha coinvolto 32 studenti in un percorso dedicato ad arte, inclusione e comunità
Data:

21/09/2026

Presentate le opere realizzate con il progetto di Formazione scuola lavoro che ha coinvolto 32 studenti in un percorso dedicato ad arte, inclusione e comunità
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Descrizione

Cinque grandi murales realizzati da 32 studenti del Liceo Artistico “Antonio Canova” sono entrati a far parte degli spazi del Centro polifunzionale Lagorà di Laghetto. Le opere, dedicate ai temi dell’accoglienza, della fragilità e della coesione sociale, sono il risultato del progetto “Lagorà Project: Murales artistici per l’inclusione e la protezione”, realizzato nell’ambito dei percorsi di Formazione scuola lavoro e sostenuto dall’assessorato alla partecipazione del Comune di Vicenza.

Il progetto è stato presentato al Centro Lagorà dall’assessore alla partecipazione Matteo Tosetto, da Chiara Carta, presidente della cooperativa sociale La Casetta e responsabile del Centro polifunzionale Lagorà, da Carmela Mancuso, dirigente dell’Iis “A. Canova”, dalle docenti che hanno coordinato il progetto, Eleonora Pucci, Giovanna Benella e Milena Capogreco, insieme agli studenti del Liceo artistico Canova che hanno partecipato al percorso e a Manuela Gastaldello e Alessandra Retis, prispettivamente past president e presidente in carica del Lions Club Vicenza La Rotonda.

Protagonisti del lavoro sono stati infatti gli studenti delle classi 4AL e 4DL, indirizzo Arti figurative, impegnati dal 10 al 26 giugno, sotto la guida delle loro docenti, in un percorso intensivo di progettazione e realizzazione delle opere.

«Portare l’arte e la creatività dei ragazzi all’interno di un luogo della comunità significa creare un legame concreto tra scuola, territorio e partecipazione. Questi murales non sono soltanto un intervento di riqualificazione degli spazi: attraverso il loro linguaggio raccontano valori importanti come accoglienza, cura e inclusione. È significativo che siano stati gli studenti a interpretare questi temi e a trasformarli in opere che resteranno a disposizione di chi frequenta il centro», dichiara l’assessore alla partecipazione Matteo Tosetto.

I cinque pannelli sono accomunati dalla raffigurazione di un grande animale che protegge piccoli esseri umani, immagine pensata per rappresentare il Centro Lagorà come luogo di accoglienza, sicurezza e sostegno per le persone che vivono condizioni di vulnerabilità.

«Sono profondamente orgogliosa delle mie studentesse e dei miei studenti: con i loro cinque murales hanno dimostrato che l’arte non si limita ad impreziosire i luoghi, ma può renderli ancor più accoglienti, più umani e capaci di parlare alle persone. – ha dichiarato la dirigente dell’Iis Canova, Carmela Mancuso - I 32 ragazzi coinvolti nel progetto hanno trasformato le pareti del Centro Lagorà in un grande racconto fatto di colori, forme e simboli. Immagini che accolgono chi entra nel Centro quasi come un abbraccio: lo circondano di bellezza e gli affidano un messaggio semplice e potente di inclusione, armonia, serenità, gioia e rispetto. Questa esperienza dimostra che talento, creatività e sensibilità possano diventare strumenti concreti di partecipazione e cittadinanza. I ragazzi hanno imparato a confrontarsi con un contesto reale, e hanno avuto la possibilità di riflettere su temi importanti, sviluppando una maggiore consapevolezza verso la diversità, l’inclusione e la tutela delle persone più vulnerabili. È anche la dimostrazione del prezioso rapporto tra scuola e territorio. Quando la scuola esce dalle proprie mura e incontra la comunità, diventa non soltanto luogo di apprendimento, ma spazio aperto, vivo e partecipato, capace di lasciare un segno concreto nella comunità. In questo caso, studentesse e studenti hanno lasciato alla comunità un messaggio colorato: la diversità è ricchezza, la fragilità merita cura e l’inclusione è una forma di bellezza».

Ogni murale affronta un diverso aspetto dell’inclusione. Il pappagallo, con le sue piume multicolori, rappresenta il dialogo e la diversità, richiamando la ricchezza delle differenti culture, personalità e caratteristiche delle persone. La giraffa è invece associata alla vigilanza e alla cura, grazie alla sua capacità di osservare il mondo da una prospettiva ampia e di rappresentare simbolicamente una presenza attenta alla sicurezza degli altri. La balena affronta il tema dell’accoglienza e dell’autismo: le bolle che la circondano richiamano lo spazio personale e la complessità della dimensione emotiva, sottolineando l’importanza dell’ascolto e dell’empatia. Il camaleonte rappresenta l’adattamento e l’inclusione, come simbolo della capacità della società di trasformarsi per rispondere ai bisogni delle persone più fragili. Infine, l’orso polare, accompagnato da una clessidra, richiama la tutela della terza età e il valore della memoria, dell’esperienza e della saggezza delle persone anziane.

«L’opportunità che ci è stata data possiede un valore sociale non da poco, data la raffigurazione di valori come l’inclusione, l’accettazione e l’accoglienza. – ha detto Tommaso Bedin, uno degli studenti che hanno progettato e realizzato i murales - Tutto questo è stato realizzato sotto forma di cinque animali: la giraffa, simbolo di guida e protezione; il camaleonte, simbolo di accoglienza e di coraggio; il pappagallo, simbolo di inclusione delle differenze; la balena, simbolo che l’autismo è un mondo da comprendere; l’orso polare, simbolo che l’età non è un limite da nascondere, ma qualcosa da rispettare.
Ci tengo dunque a ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo progetto: le due classi del Liceo artistico Canova, le professoresse Milena Capogreco e Eleonora Pucci ed i membri del Lions Club, che ci hanno commissionato l’opera».

La realizzazione dei murales è stata resa possibile grazie al contributo del Lions Club Vicenza La Rotonda, che ha finanziato il progetto, e alla collaborazione dell’assessorato alla Partecipazione del Comune di Vicenza. La ditta Massimo De Tomasi e Novacolor hanno inoltre fornito gratuitamente le vernici utilizzate per la realizzazione delle opere.

«Lagorà è per sua natura uno spazio generativo e di aggregazione, animato da cittadini e associazioni. Abbiamo voluto dare vita, insieme all’Istituto Canova e ai suoi studenti, a un progetto che mettesse al centro le nuove generazioni e la loro capacità di tradurre in immagini i concetti di protezione e inclusione. Queste opere accoglieranno chi entra nel Centro trasmettendo gioia e calore e rappresentano bene i valori che i Lions portano avanti ogni giorno attraverso il proprio impegno per il bene comune, la collaborazione, il coinvolgimento dei giovani, l’accoglienza e la protezione. Siamo felici della sinergia costruita con il Comune di Vicenza e con l’Istituto Canova», dichiara Manuela Gastaldello, che durante il suo mandato da presidente del Lions Club Vicenza La Rotonda ha sostenuto il progetto.

Anche per chi gestisce quotidianamente il Centro, i murales rappresentano un intervento che va oltre la semplice decorazione degli spazi. «Sono molto emozionata, soprattutto nel vedere qui tutti questi ragazzi, ai quali va il ringraziamento mio e di tutte le realtà che operano a Lagorà. Questo luogo può sembrare dall’esterno una vecchia scuola, ma in realtà è un progetto vivo, animato da tantissimi cittadini e associazioni: ogni giorno qui entrano circa 200 persone. Grazie al lavoro degli studenti del Canova, il nostro ingresso ha cambiato volto. La bellezza non è un lusso superficiale: è benessere, è una forma di cura. Un luogo curato e pieno di colore ci fa stare meglio, ci fa sentire accolti e ci spinge a prenderci maggiore cura degli altri e dello spazio che ci circonda. Con le loro opere, questi ragazzi hanno trasformato muri grigi in emozioni e storie, dando anche un esempio concreto di cittadinanza attiva e di cura del bene comune. Tutto questo è stato possibile grazie a una grande squadra, a partire dai Lions e dal Comune di Vicenza, e naturalmente agli studenti e ai docenti del Canova», dichiara Chiara Carta, presidente della Cooperativa sociale La Casetta e responsabile del Centro polifunzionale Lagorà.

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Ultimo aggiornamento: 21/09/2026 15:24

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