Descrizione
Cinque grandi murales realizzati da 32 studenti del Liceo Artistico “Antonio Canova” sono entrati a far parte degli spazi del Centro polifunzionale Lagorà di Laghetto. Le opere, dedicate ai temi dell’accoglienza, della fragilità e della coesione sociale, sono il risultato del progetto “Lagorà Project: Murales artistici per l’inclusione e la protezione”, realizzato nell’ambito dei percorsi di Formazione scuola lavoro e sostenuto dall’assessorato alla partecipazione del Comune di Vicenza.
Il progetto è stato presentato al Centro Lagorà dall’assessore alla partecipazione Matteo Tosetto, da Chiara Carta, presidente della cooperativa sociale La Casetta e responsabile del Centro polifunzionale Lagorà, da Carmela Mancuso, dirigente dell’Iis “A. Canova”, dalle docenti che hanno coordinato il progetto, Eleonora Pucci, Giovanna Benella e Milena Capogreco, insieme agli studenti del Liceo artistico Canova che hanno partecipato al percorso e a Manuela Gastaldello e Alessandra Retis, prispettivamente past president e presidente in carica del Lions Club Vicenza La Rotonda.
Protagonisti del lavoro sono stati infatti gli studenti delle classi 4AL e 4DL, indirizzo Arti figurative, impegnati dal 10 al 26 giugno, sotto la guida delle loro docenti, in un percorso intensivo di progettazione e realizzazione delle opere.
«Portare l’arte e la creatività dei ragazzi all’interno di un luogo della comunità significa creare un legame concreto tra scuola, territorio e partecipazione. Questi murales non sono soltanto un intervento di riqualificazione degli spazi: attraverso il loro linguaggio raccontano valori importanti come accoglienza, cura e inclusione. È significativo che siano stati gli studenti a interpretare questi temi e a trasformarli in opere che resteranno a disposizione di chi frequenta il centro», dichiara l’assessore alla partecipazione Matteo Tosetto.
I cinque pannelli sono accomunati dalla raffigurazione di un grande animale che protegge piccoli esseri umani, immagine pensata per rappresentare il Centro Lagorà come luogo di accoglienza, sicurezza e sostegno per le persone che vivono condizioni di vulnerabilità.
«Sono profondamente orgogliosa delle mie studentesse e dei miei studenti: con i loro cinque murales hanno dimostrato che l’arte non si limita ad impreziosire i luoghi, ma può renderli ancor più accoglienti, più umani e capaci di parlare alle persone. – ha dichiarato la dirigente dell’Iis Canova, Carmela Mancuso - I 32 ragazzi coinvolti nel progetto hanno trasformato le pareti del Centro Lagorà in un grande racconto fatto di colori, forme e simboli. Immagini che accolgono chi entra nel Centro quasi come un abbraccio: lo circondano di bellezza e gli affidano un messaggio semplice e potente di inclusione, armonia, serenità, gioia e rispetto. Questa esperienza dimostra che talento, creatività e sensibilità possano diventare strumenti concreti di partecipazione e cittadinanza. I ragazzi hanno imparato a confrontarsi con un contesto reale, e hanno avuto la possibilità di riflettere su temi importanti, sviluppando una maggiore consapevolezza verso la diversità, l’inclusione e la tutela delle persone più vulnerabili. È anche la dimostrazione del prezioso rapporto tra scuola e territorio. Quando la scuola esce dalle proprie mura e incontra la comunità, diventa non soltanto luogo di apprendimento, ma spazio aperto, vivo e partecipato, capace di lasciare un segno concreto nella comunità. In questo caso, studentesse e studenti hanno lasciato alla comunità un messaggio colorato: la diversità è ricchezza, la fragilità merita cura e l’inclusione è una forma di bellezza».
Ogni murale affronta un diverso aspetto dell’inclusione. Il pappagallo, con le sue piume multicolori, rappresenta il dialogo e la diversità, richiamando la ricchezza delle differenti culture, personalità e caratteristiche delle persone. La giraffa è invece associata alla vigilanza e alla cura, grazie alla sua capacità di osservare il mondo da una prospettiva ampia e di rappresentare simbolicamente una presenza attenta alla sicurezza degli altri. La balena affronta il tema dell’accoglienza e dell’autismo: le bolle che la circondano richiamano lo spazio personale e la complessità della dimensione emotiva, sottolineando l’importanza dell’ascolto e dell’empatia. Il camaleonte rappresenta l’adattamento e l’inclusione, come simbolo della capacità della società di trasformarsi per rispondere ai bisogni delle persone più fragili. Infine, l’orso polare, accompagnato da una clessidra, richiama la tutela della terza età e il valore della memoria, dell’esperienza e della saggezza delle persone anziane.
«L’opportunità che ci è stata data possiede un valore sociale non da poco, data la raffigurazione di valori come l’inclusione, l’accettazione e l’accoglienza. – ha detto Tommaso Bedin, uno degli studenti che hanno progettato e realizzato i murales - Tutto questo è stato realizzato sotto forma di cinque animali: la giraffa, simbolo di guida e protezione; il camaleonte, simbolo di accoglienza e di coraggio; il pappagallo, simbolo di inclusione delle differenze; la balena, simbolo che l’autismo è un mondo da comprendere; l’orso polare, simbolo che l’età non è un limite da nascondere, ma qualcosa da rispettare.
Ci tengo dunque a ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo progetto: le due classi del Liceo artistico Canova, le professoresse Milena Capogreco e Eleonora Pucci ed i membri del Lions Club, che ci hanno commissionato l’opera».
La realizzazione dei murales è stata resa possibile grazie al contributo del Lions Club Vicenza La Rotonda, che ha finanziato il progetto, e alla collaborazione dell’assessorato alla Partecipazione del Comune di Vicenza. La ditta Massimo De Tomasi e Novacolor hanno inoltre fornito gratuitamente le vernici utilizzate per la realizzazione delle opere.
«Lagorà è per sua natura uno spazio generativo e di aggregazione, animato da cittadini e associazioni. Abbiamo voluto dare vita, insieme all’Istituto Canova e ai suoi studenti, a un progetto che mettesse al centro le nuove generazioni e la loro capacità di tradurre in immagini i concetti di protezione e inclusione. Queste opere accoglieranno chi entra nel Centro trasmettendo gioia e calore e rappresentano bene i valori che i Lions portano avanti ogni giorno attraverso il proprio impegno per il bene comune, la collaborazione, il coinvolgimento dei giovani, l’accoglienza e la protezione. Siamo felici della sinergia costruita con il Comune di Vicenza e con l’Istituto Canova», dichiara Manuela Gastaldello, che durante il suo mandato da presidente del Lions Club Vicenza La Rotonda ha sostenuto il progetto.
Anche per chi gestisce quotidianamente il Centro, i murales rappresentano un intervento che va oltre la semplice decorazione degli spazi. «Sono molto emozionata, soprattutto nel vedere qui tutti questi ragazzi, ai quali va il ringraziamento mio e di tutte le realtà che operano a Lagorà. Questo luogo può sembrare dall’esterno una vecchia scuola, ma in realtà è un progetto vivo, animato da tantissimi cittadini e associazioni: ogni giorno qui entrano circa 200 persone. Grazie al lavoro degli studenti del Canova, il nostro ingresso ha cambiato volto. La bellezza non è un lusso superficiale: è benessere, è una forma di cura. Un luogo curato e pieno di colore ci fa stare meglio, ci fa sentire accolti e ci spinge a prenderci maggiore cura degli altri e dello spazio che ci circonda. Con le loro opere, questi ragazzi hanno trasformato muri grigi in emozioni e storie, dando anche un esempio concreto di cittadinanza attiva e di cura del bene comune. Tutto questo è stato possibile grazie a una grande squadra, a partire dai Lions e dal Comune di Vicenza, e naturalmente agli studenti e ai docenti del Canova», dichiara Chiara Carta, presidente della Cooperativa sociale La Casetta e responsabile del Centro polifunzionale Lagorà.