“Ci vuole un Villaggio”, presentato a Villaggio del Sole il progetto sociale ed educativo finanziato da un bando di Cariverona

L’assessore Selmo: «Una preziosa occasione per un accesso equo a opportunità sociali, sportive e culturali gratuite e di qualità»
Data:

02/02/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

È stato presentato oggi, alla scuola primaria “Cristoforo Colombo” di Villaggio del Sole, “Ci vuole un Villaggio”, che vede coinvolti il Comune di Vicenza, assieme a La Piccionaia scs, all’associazione Sintesi APS, all’Istituto comprensivo 10, alla Biblioteca Bertoliana, all’Ipab per i minori di Vicenza, e ad altre realtà del territorio. Il progetto è assegnatario di un bando della Fondazione Cariverona e si propone come un’iniziativa dal forte valore sociale ed educativo per il quartiere.

Il progetto introduce un intervento innovativo nel quartiere Villaggio del Sole, basato sugli strumenti dei Patti educativi di comunità. Coinvolge scuola, famiglie e attori locali in un percorso educativo condiviso. Le azioni principali includono la formazione di tutor territoriali e attività per l’inclusione dei minori con un approccio comunitario e di prossimità. Le attività, che coinvolgeranno i bambini e gli adolescenti (dai 6 ai 17 anni), sono gratuite, realizzate negli spazi rigenerati del quartiere e prevedono anche la partecipazione a spettacoli teatrali e manifestazioni sportive. Un altro aspetto centrale del progetto riguarda la rigenerazione partecipata degli spazi, intesi non solo come luoghi fisici ma come veri e propri dispositivi educativi. L’obiettivo complessivo del progetto è lasciare un’eredità duratura al quartiere: capitale umano formato, spazi educativi rigenerati, relazioni di comunità rafforzate e un modello di Patto Educativo di Comunità replicabile anche in altri contesti della città. Avviato a fine 2025 e della durata di 24 mesi, si concluderà con un momento di festa finale a novembre 2027.

La prima delle azioni previste vedrà il coinvolgimento di giovani, tra i 18 e i 35 anni, attraverso una Open call volta a selezionare giovani tutor. Le candidature possono essere inviate entro il 20 febbraio. La Open Call, rivolta a giovani tra i 18 e i 35 anni, pensata come un’opportunità formativa qualificata, finalizzata a far emergere competenze relazionali e attitudini educative e a offrire strumenti spendibili anche sul piano professionale. Il percorso consentirà ai partecipanti di acquisire competenze utili per operare nei contesti educativi, sociali e comunitari, rafforzando il proprio profilo personale e professionale. Saranno in particolare formati per sostenere nei bambini e nei ragazzi lo sviluppo di quelle competenze non cognitive che oggi risultano fondamentali, come l’empatia, la motivazione, l’autocontrollo e la collaborazione, abilità che consentono a ciascuno studente di stare bene nel contesto scolastico e non solo. Ragazzi e le ragazze, dai 18 ai 35 anni, interessati ai temi educativi, sociali, artistici e sportivi, e desiderosi di intraprendere un percorso di crescita personale e collettiva come tutor all’interno del progetto Ci Vuole un Villaggio, potranno candidarsi alla Open Call, aperta fino al 20 febbraio, compilando il modulo disponibile sul sito de La Piccionaia: https://www.piccionaia.org/ci-vuole-un-villaggio/

All’evento erano presenti l’assessore all’istruzione Giovanni Selmo, la direttrice de La Piccionaia - Centro di Produzione Teatrale Nina Zanotelli, la presidente di Sintesi APS Francesca Carli, la dirigente dell’IC 10 Maria Chiara Porretti, il presidente della Biblioteca Bertoliana Alberto Galla, e i rappresentanti di tutti gli enti coinvolti.

«Il progetto “Ci vuole un Villaggio” - le parole dell’assessore Giovanni Selmo - è particolarmente significativo perché si inserisce pienamente nella direzione, anche politica, che intendiamo dare al mandato sui temi dell’educazione e della coesione sociale. Il contrasto alla povertà educativa e la garanzia di un accesso equo ad opportunità sociali, sportive e culturali gratuite e di qualità per tutte e tutti rappresentano oggi una delle principali sfide per la comunità educante. Il bando di Fondazione Cariverona ha offerto l’occasione di mettere in rete Comune, scuola, Biblioteca, enti culturali, sportivi e realtà associative, dando vita a un progetto che definirei sperimentale e potenzialmente replicabile in altri contesti della città. La scelta di partire dal Villaggio del Sole non è stata casuale: la scuola primaria Colombo, con la sua conformazione unica e i suoi ampi spazi, si integra perfettamente con l’adiacente campo sportivo parrocchiale e con la biblioteca decentrata recentemente rinnovata, all’interno di un quartiere che rappresenta un unicum urbanistico, studiato e riconosciuto a livello nazionale. La logica del patto educativo di comunità va proprio in questa direzione: valorizzare e mettere in relazione gli spazi civici, a partire da quelli scolastici, favorendone un’apertura al territorio complementare alla funzione didattica. È un modello che a Vicenza stiamo costruendo progressivamente attraverso esperienze come il centro pedagogico, i poli per l’infanzia, le casette dei libri di quartiere, la rete dei centri estivi e degli educatori di corridoio e, in prospettiva, con iniziative capaci di rafforzare ulteriormente il legame con il tempo del doposcuola».

«”Ci vuole un Villaggio” nasce ispirandosi a un antico proverbio africano che recita: ci vuole un intero villaggio per crescere un bambino - spiega la direttrice de La Piccionaia, Centro di produzione teatrale e capofila del progetto Nina Zanotelli, -. La volontà è quella di coinvolgere bambini e adolescenti che vivono o frequentano il quartiere Villaggio del Sole, attraverso un percorso basato sulla progettazione condivisa, creando attività e ambienti capaci di rispondere al bisogno di inclusione educativa, sociale, culturale e sportiva, connettendo il tempo e lo spazio scolastico con quello extrascolastico, l’educazione formale con quella non formale, e promuovendo la crescita e la coesione della comunità locale. Per fare questo abbiamo costruito una rete ampia che coinvolge molti enti, associazioni, persone all’interno della comunità del Villaggio del Sole, che, con entusiasmo, condividono queste finalità e si sono messi a disposizione».

«Come presidente di Sintesi APS - dichiara la presidente di Sintesi APS Francesca Carli -, considero questo progetto particolarmente significativo perché rappresenta la messa a terra di un lavoro che Sintesi porta avanti da alcuni anni sul tema dell’educazione come responsabilità condivisa tra scuola, territorio e comunità. In particolare, Sintesi Aps ha maturato una consolidata esperienza nella costruzione e nell’accompagnamento dei Patti Educativi di Comunità, intesi come strumenti capaci di rendere strutturali le alleanze tra scuola, enti locali, terzo settore e cittadinanza. Il ruolo di Sintesi Aps all’interno del progetto è quello di soggetto di raccordo culturale e metodologico, e trova conferma anche nel coinvolgimento attivo di diversi soci dell’associazione, impegnati sia nella progettazione sia nelle azioni formative e di accompagnamento. Ci vuole un villaggio non è un progetto che si limita ad aggiungere attività educative, ma un percorso che punta a costruire un sistema: un’alleanza educativa stabile che mette in connessione scuola, quartiere, istituzioni e terzo settore, nella prospettiva di un Patto Educativo di Comunità capace di durare nel tempo. Un elemento distintivo è l’investimento sulle figure ponte educative, persone formate per abitare il confine tra educazione formale e non formale e per accompagnare bambini e ragazzi nei contesti reali di vita e di apprendimento, attraverso i linguaggi artistici, sociali e sportivi, che diventano essi stessi strumenti educativi».

«L’iniziativa si inserisce nelle direttive fondamentali che l’IC 10 Vicenza ha tracciato nelle direzionalità di Inclusione, Cultura e Sport - commenta la dirigente Maria Chiara Porretti -, fornendo una risposta sistemica attraverso i numerosi progetti PON, PNRR, PN21-27 attivati nei vari plessi dell’Istituto Comprensivo 10 di Vicenza dalla scuola dell’Infanzia, attraverso la Primaria e fino alla Secondaria di Primo Grado. Si richiama al ruolo ricoperto come istituto capofila del “Polo per l’Orientamento Artistico Performativo in Provincia di Vicenza“. Questo percorso, a differenza di altre esperienze analoghe, testimonia la progettualità oculata che punta sul lungo periodo in uno sviluppo complessivo di tre annualità. L’alto profilo dei formatori e l’intenzione di fornire un modello replicabile che non esaurisca la sua forza alla chiusura del bando conduce nel Quartiere 7 di Vicenza l’esperienza dei Patti di collaborazione, recentemente introdotti a Vicenza e i Patti educativi di comunità. La volontà di diffondere la Call per i tutor ai docenti, educatori e allenatori anche all’interno del personale in servizio presso l’IC 10 Vicenza, includendone l’offerta nel “Piano di Formazione”, dimostra la volontà dell’Istituto Comprensivo 10 di Vicenza di sviluppare competenze didattiche educative degli insegnanti e dei professori, potenziando la risposta verso le famiglie e gli studenti che rappresentano il fulcro della comunità scolastica, promuovendo così un movimento di condivisione delle risorse con il territorio».

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Ufficio Stampa e Web

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Ultimo aggiornamento: 02/02/2026 14:11

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