“Ci sto? Affare fatica”, conclusa l’edizione 2026 con 120 giovani coinvolti in attività di volontariato

L’assessore Nicolai: «Esperienza di crescita per i ragazzi e le ragazze a favore della città»
Data:

29/07/2026

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  • Comunicato stampa
© Comune di Vicenza - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

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Si avvia verso la conclusione l’edizione 2026, l’ottava, di “Ci sto? Affare fatica!”. Positivo il bilancio del progetto di volontariato che a Vicenza, quest’anno, ha coinvolto 120 tra ragazzi e ragazze. Questa mattina l’assessore alle politiche giovanili Leonardo Nicolai ha incontrato un gruppo di giovani volontari occupati a ridipingere le mura esterne del Pattinodromo di Vicenza, in viale Arturo Ferrarin. Presenti anche l’amministratore unico di Amcps Angelo Guzzo e i rappresentanti della cooperativa Tangram.

«Il “Ci sto? Affare fatica” continua a cambiare il volto della città - le parole dell’assessore Nicolai - e questo è il messaggio più forte che possiamo dare ai nostri ragazzi, perché sentano propria la Vicenza di oggi e quella di domani. Un risultato importante, ottenuto lavorando nei luoghi che loro stessi vivono, come il Pattinodromo e le aree sportive. Visto il rilievo che l’iniziativa sta ottenendo, siamo felici di aver reso il “Ci sto? Affare fatica” annuale, integrandolo con la gestione dei centri giovanili nella coprogettazione lanciata recentemente».

«"Ci sto? Affare fatica” - spiega Guzzo - è la prova concreta di come sia possibile coinvolgere in modo positivo i giovani in progetti che portano a prendersi cura della città, ad appropriarsi di spazi altrimenti anonimi, a rigenerare pezzi di quartiere che altrimenti potrebbero sembrare abbandonati. E nel fare questo i ragazzi sviluppano un protagonismo che diventa un segnale di speranza e apertura al futuro che fa bene anche a noi adulti. Questo esempio, tutto sommato semplice ma coraggioso, è la risposta migliore - prosegue - a certo preoccupante approccio securitario presente anche nel nostro Paese che vede nei giovani un pericolo e invece di aiutare le giovani generazioni ad alimentare i sogni giovanili in modo positivo, si preoccupa di etichettarli, di minacciarli, di escluderli. Con “Ci sto? Affare fatica”, diciamo che crediamo che questi ragazzi sono davvero il nostro futuro affidando loro spazi di libertà e creatività».

Il progetto ha coinvolto 12 squadre distribuite sul territorio, grazie al sostegno economico della stessa Amcps, della Fondazione Gabaldo e del Comune di Vicenza. Protagonisti i giovani i giovani dai 14 ai 19 anni residenti nei Comuni aderenti al progetto. Durante l’estate, i partecipanti hanno potuto prendersi cura della loro città, mettendo alla prova le loro capacità, sviluppando nuove competenze e vivendo un’esperienza di cittadinanza attiva.

Tra le attività settimanali non sono mancate: la pulizia dei centri abitati e delle vie dei quartieri, la manutenzione dei parchi gioco, l’impregnatura e la tinteggiatura di giostre, staccionate, aule di scuole materne, elementari e medie. I ragazzi hanno lavorato divisi in squadre miste di dieci componenti, guidati da un giovane tutor e da un handyman/handywomen, ovvero un/a volontario/a adulto/a con competenze tecniche e artigianali.

I luoghi dove i giovani volontari hanno lavorato sono stati: la Casa della Pace in via Porto Godi, il parco giochi di via Riello, il parco giochi di via Istria, la piazza Guglielmo Marconi (davanti alla scuola Elementare "Da Porto"), la piastra ai Pomari, via Zanecchin, il centro Zona 3 in via Toaldo, il parco giochi a Setteca’ in strada Paradiso, e l’Aster 3 a San Pio X.

A ciascun ragazzo e ragazza partecipante saranno consegnati un “buono fatica” settimanale del valore di 50 euro, da spendere in abbigliamento, libri scolastici, cartoleria, libri di lettura, tempo libero, proposte culturali. I buoni saranno spendibili nei numerosi negozi e dalle aziende del territorio che hanno aderito al progetto.

Anche quest’anno il progetto ha confermato la propria attenzione all’inclusione, grazie alla collaborazione consolidata con i partner Gav e Abaut, che da anni affiancano l’iniziativa nel coinvolgimento di ragazzi e ragazze con autismo. Il sostegno della Fondazione Gabaldo è stato infatti orientato proprio a questa possibilità di inclusione, con risorse destinate ad operatori dedicati all’affiancamento delle situazioni più delicate.

Grazie inoltre alla compartecipazione di Amcps è stato possibile attivare una progettualità che non si esaurisce nel periodo estivo, ma che proseguirà durante tutto l’anno attraverso laboratori e occasioni formative dedicate ai giovani. L’obiettivo è creare spazi di confronto e sensibilizzazione sulla cura del territorio e degli ambienti di vita quotidiana, raggiungendo ragazze e ragazzi nei luoghi che frequentano maggiormente, come scuole e spazi giovanili. Sarà inoltre possibile l’attivazione “a chiamata” di micro squadre di lavoro, al servizio della città su richieste ad hoc di cura e possibili ripristini a seguito di atti vandalici o bisogni specifici che dovessero emergere.

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Ultimo aggiornamento: 29/07/2026 15:48

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