Descrizione
L’amministrazione comunale ha celebrato questa mattina a Villa Guiccioli, sede del Museo del Risorgimento e della Resistenza, il 178° anniversario dell’eroica giornata del 1848 che meritò alla Bandiera del Comune di Vicenza la prima medaglia d’oro al valor militare.
Alla cerimonia istituzionale hanno preso parte i rappresentanti delle istituzioni e delle autorità cittadine, insieme a formazioni delle forze armate e delle associazioni combattentistiche e d’arma, alla presenza della Bandiera della Città di Vicenza scortata da un picchetto di agenti di polizia locale in alta uniforme storica.
Ad aprire la cerimonia l’inno nazionale eseguito dall’Orchestra del liceo Pigafetta “Classe di musica insieme”, diretta dal maestro Roberto De Maio, a cui è seguito il saluto del viceprefetto vicario Maria Teresa Inglese, e quello del vicepresidente dell’Associazione Domenico Cariolato, Luigi Cariolato.
«I combattimenti del 23 e 24 maggio, con la tenace resistenza dei vicentini al primo assalto delle truppe austriache, e la grande battaglia del 10 giugno 1848 rappresentano uno dei momenti fondativi dell’identità civica vicentina. – ha ricordato il sindaco Possamai - Vicenza dimostrò una straordinaria capacità di resistere, di restare unita e di sentirsi comunità. La battaglia del 10 giugno non fu una vittoria militare, ma nella memoria collettiva della città ha assunto il valore di vittoria morale e civile, perché Vicenza ha dimostrato che il coraggio di una comunità si misura nella capacità di affrontare insieme le difficoltà, nel senso di appartenenza, nella disponibilità al sacrificio, nella forza di difendere ciò in cui si crede. Per questo la medaglia d’oro assegnata nel 1866 alla Città di Vicenza premia soprattutto il coraggio civile di un’intera popolazione non spettatrice degli eventi, ma decisa ad assumersi una responsabilità verso la propria città e verso il proprio futuro. In un tempo in cui molte parti del mondo sono ancora attraversate da guerre e conflitti, il ricordo del nostro Risorgimento ci ricorda anche quanto sia preziosa la libertà e quanto sia importante difenderla attraverso il dialogo, il rispetto delle istituzioni democratiche e la promozione di una pace giusta, fondata sulla dignità delle persone e dei popoli. Inoltre Vicenza, prima città italiana a ricevere due medaglie d’oro, le ha avute per il Risorgimento e per la Liberazione: segno indelebile che, nei due momenti in cui l’Italia è risorta e si è liberata, Vicenza c’era, e da protagonista, lavorando e combattendo per la costruzione dell’identità nazionale».
Quei fatti del 1848 e il loro significato sono stati ripercorsi nell’orazione ufficiale di Daniele Pappalardo, conservatore del Museo del Risorgimento e della Resistenza che ha ospitato la cerimonia, che sorge sul colle che ha visto l’epilogo di quegli scontri del 1848 e che conserva straordinarie raccolte materiali e documentarie del Risorgimento italiano.
«Questa giornata è un momento di profonda consapevolezza civile che ogni anno ci chiama ad interrogarci sull’identità e sul valore della comunità vicentina – ha detto il conservatore Pappalardo – ed è anche il momento perfetto per riscoprire le straordinarie raccolte del nostro museo, vero archivio vivente della nostra città. Il testamento morale di una intera generazione ottocentesca non è andato perduto ma è custodito qui in queste carte e in questi cimeli, affinché la loro dignità continui ad essere memoria feconda per il nostro presente».
Dopo le esecuzioni musicali dell’Orchestra, che ha chiuso la cerimonia, il Museo è rimasto aperto per l’intera giornata, per due visite guidate gratuite condotte dallo stesso conservatore, e per la serata, per il concerto Note Risorgimentali, diretto dal maestro Silvio Cavaliere ed eseguito, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini Monte Pasubio, da Orchestra “I Fiati polifonici”, Coro Ana “Il Gramolon”, e Corale “Arrigo Pedrollo”.
La mattinata si era aperta alle 9 in piazza dei Signori, dove l’Associazione nazionale Marinai d’Italia ha eseguito l’Alzabandiera per celebrare la Giornata della Marina Militare e reso gli onori ai marinai vicentini caduti nelle due guerre mondiali. «Le lapidi dedicate ai marinai caduti posate sulla parete della Loggia del Capitaniato – ha detto il sindaco Possamai– sono poste proprio di fianco agli antichi bassorilievi che ricordano il tributo dei vicentini chiamati a combattere per la Repubblica Serenissima nella battaglia di Lepanto. Perché Vicenza non è provincia di mare, ma nei secoli ha dato sempre un contributo straordinario alla Marina italiana. Per questo è bello che questa cerimonia sia la stessa mattina del 10 giugno 1848».