Descrizione
È stata presentata al Teatro Comunale di Vicenza la nona edizione di Danza in Rete Festival “Architetture del presente”, l’evento diffuso che anima Vicenza e il suo territorio con una serie di spettacoli, performances, collaborazioni, approfondimenti e occasioni di incontro tra i protagonisti del Festival e la comunità, dedicato alla danza, alle sue molteplici evoluzioni e alla capacità di quest’arte di contaminare le altre forme espressive del contemporaneo ma anche la vita dei cittadini.
Il Festival, promosso dalla Fondazione Teatro Comunale di Vicenza in collaborazione con una rete di soggetti istituzionali e operatori culturali del territorio e nazionali, si svolgerà dal 13 febbraio al 24 maggio 2026, nei teatri (Teatro Comunale, Teatro Astra, Teatro Olimpico, Teatro Civico di Schio), nei luoghi monumentali e storici della città (i palladiani Palazzo Chiericati e la Chiesa di Santa Maria Nova) e negli spazi urbani (Piazza dei Signori, il piazzale d’ingresso del Comunale); è sostenuto dal Ministero della Cultura fin dalla prima edizione.
La direzione artistica di Danza in Rete Festival è curata da Pier Giacomo Cirella in collaborazione con Loredana Bernardi per la stagione di danza e da Alessandro Bevilacqua per la sezione Off, i progetti di scouting, le masterclass.
Durante la presentazione si sono succeduti gli interventi del presidente della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Luca Trivellato, dell’Assessore alla cultura, turismo e attrattività della Città di Vicenza, Ilaria Fantin, del vicesegretario generale della Fondazione, Marianna Giollo, del codirettore artistico di Danza in Rete Festival, Alessandro Bevilacqua e di Stefano Tomassini, docente di studi coreografici e di danza all’Università Iuav di Venezia, oltre ai saluti del vice presidente di Bvr Banca Veneto Centrale, Flavio Stecca e del vice presidente di Fondazione Bvr Banca Veneto Centrale, Edo Boldrin.
“Architetture del presente” si presenta come una creatura dinamica, in costante espansione sia in termini di partecipazione che di struttura progettuale, fortemente orientata alla costruzione di una cultura di danza diffusa e consapevole. Il progetto artistico si configura come un sistema organico, costruito su scelte di alto profilo con una curatela di squadra volta a valorizzare la ricerca, l’innovazione e l’eccellenza creativa.
Una forte attenzione è riservata agli artisti italiani e alle loro esigenze, modulate a livello generazionale, e alle poetiche che il loro lavoro esprime; inoltre, accanto alla programmazione degli esiti performativi, il Festival mette in atto in modo sistematico azioni di sostegno fondamentali per la crescita e lo sviluppo dei linguaggi della danza contemporanea.
La visione progettuale complessiva innesca un dialogo importante tra tradizione e contemporaneità, valorizzando organismi di riconosciuto standing nazionale e internazionale, riconoscendo loro il peso storico ed estetico nei contesti che li hanno generati e per essere stati fondati da grandi maestri; i nomi celebri della danza internazionale sono affiancati da coreografi e compagnie emergenti che, con il loro apporto, contribuiscono a presentare gli orientamenti dei nuovi e nuovissimi linguaggi coreografici.
E i nomi degli artisti in programma lo evidenziano: la canadese Compagnie Marie Chouinard, Francesco Marilungo, la Compagnia Virgilio Sieni, la Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala, la Compagnia Déjà Donné, la francese Compagnie Accrorap, Andrea Costanzo Martini, l’ungherese Szeged Contemporary Dance Company, la compagine sloveno-croata En-Knap Productions & Zagreb Dance Company, lo Spellbound Contemporary Ballet, i Momix cittadini del mondo con base negli Stati Uniti, la britannica Hofesh Shechter Company - Shechter II, Mvula Sungani Physical Dance, protagonisti degli spettacoli di Danza in Rete, mentre le performance di Danza in Rete Off saranno portate in scena da Collettivo Jennifer Rosa, Matteo Maffesanti/Collettivo Elevator Bunker, Davide Tagliavini, Vidavé Company, Teodora Grano, Paola Bianchi/Valentina Bravetti, lo sloveno Jaz Roznam, Adriano Bolognino, Vittorio Pagani, i taiwanesi Shi-Hao Huang e Chih-Chia Huang, solo per citare i protagonisti delle principali sezioni del Festival.
Inoltre, se da un lato Danza in Rete testimonia la sua vocazione allo scouting, all’emersione di nuove tendenze e alla volontà di proporre innovazione, dall’altro conferma la sua peculiarità di ecosistema in grado di creare occasioni reali di incontro con la danza, come testimoniano le esperienze di formazione che hanno generato fatti artistici o le attività di audience development ed engagement, tramutate in arte partecipata. Ma ribadisce anche la sua capacità di generare occasioni concrete per gli artisti e di essere volano per nuove e inedite opportunità, grazie alle molteplici esperienze di rete. L’esempio più significativo è quello della felice esperienza della NID Platform (la nuova piattaforma della danza contemporanea italiana), ospitata per la prima volta a Vicenza nell’autunno 2024.
A confermare l’impatto sono i dati: nel 2025 l’attività di danza prodotta, con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza capofila, ha realizzato 52 messe in scena (41 in Italia e 11 all’estero), 3 residenze, 3 laboratori, 2 workshop, un risultato impensabile fino a qualche anno fa.
La Rete del Festival non è solo l’insieme delle collaborazioni di un network virtuoso in costante espansione, ma un sistema a servizio dell’intera comunità (artisti, creatori, operatori, pubblico) e contribuisce ad accreditare il valore sociale dell’esperienza artistica.
Danza in Rete continua ad essere quindi uno straordinario attivatore di connessioni, il generatore di una rete attiva costruita nel tempo grazie alle numerose partnership con istituzioni del territorio, ma anche con prestigiose realtà nazionali e internazionali di produzione della danza contemporanea e, ancora, con centri universitari di ricerca di alta specializzazione, per tessere una molteplicità di relazioni e costruire progetti condivisi con una ricaduta positiva sull'intera filiera produttiva, dalla dimensione locale a quella nazionale.
I Partner dell’edizione 2026 di Danza in Rete sono: Fondazione Teatro Civico di Schio, La Piccionaia-Centro di Produzione Teatrale, OperaEstate Festival Veneto, Arteven-Circuito Multidisciplinare Regionale, Theama Teatro, Orbita Spellbound-Centro Nazionale di Produzione della Danza, C.L.A.P.Spettacolodalvivo-Circuito Lombardia Arti Pluridisciplinari, DanceHauspiù-Centro Nazionale di Produzione della Danza, Dance Well-Ricerca e movimento per il Parkinson, Università IUAV di Venezia, Beirut Physical Lab-Beirut, Belgrade Dance Festival, Live Arts Cultures, Fondazione San Bortolo Onlus, Vicenza È Convention & Visitors Bureau, New Conversations Vicenza Jazz.
Le Reti inoltre a cui il Festival partecipa, formate da operatori della danza e dello spettacolo dal vivo, consentono attraverso lo scambio di best practices e con l’attività comune, di consolidare l’intera filiera della produzione artistica e la formazione dei pubblici senza limiti generazionali. Sono: Pan-Adria, Area Pubblica (Rete Italiana dei festival e delle attività di danza e arti performative nello spazio pubblico, nel paesaggio e con le comunità), Move on, Solidarity in Motion, Rete Teatri Vi.Vi. il Network Anticorpi XL.
“Architetture del presente” diventa un titolo emblematico in quanto il Festival intende costruire un futuro per la danza contemporanea italiana attraverso solide fondamenta e una forte vocazione all’internazionalizzazione, come dimostrano le numerose collaborazioni e i prestigiosi artisti stranieri presenti in cartellone; inoltre per presidiare questo obiettivo, entra nella squadra organizzativa del Festival Dominique Martin, consulente artistica per i progetti internazionali. Ma il titolo della nuova edizione si addentra anche nei contenuti, celebrando la danza come costruzione viva e collettiva: corpi e movimenti che modellano lo spazio, creano reti di significato e raccontano il nostro tempo.
La nuova programmazione
L’ edizione 2026 del Festival presenta un programma estremamente articolato, con spettacoli ed eventi in programma dal 13 febbraio al 24 maggio: 3 mesi di attività on e off stage, circa 80 appuntamenti di cui 31 spettacoli e performance - con 9 prime nazionali, 2 anteprime nazionali e 8 prime regionali - eventi di spettacolo che comprendono anche 3 appuntamenti per le scuole, 3 momenti site-specific (Danza Urbana) e 3 brevi esibizioni di giovani artisti (Progetto Supporter). Le attività di approfondimento e sostegno alla cultura di danza si articolano in 19 incontri con gli artisti e di approfondimento con i critici di danza e gli studiosi, 7 masterclass con i giovani e talentuosi coreografi italiani, 3 percorsi di audience development ed engagement differenziati a livello generazionale (Teatro con Vista, Spettatori Danzanti e Spettatori Danzanti Young), il laboratorio di welfare community di ricerca e movimento per il Parkinson Dance Well, le lezioni di danza classica per i pazienti oncologici e non solo del progetto “I dance the way i feel”.
Inoltre, entra nel vivo in questa edizione l’attività dell’Artista in Rete (per il triennio 2025-2027 il pluripremiato Adriano Bolognino, scelto per essere uno dei coreografi della Cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026), che presenterà al Festival due lavori in prima e in anteprima nazionale; Last movement of hope - II capitolo - organi e Nella neve nascono all’interno del percorso di residenza creativa di Adriano Bolognino al Teatro Comunale di Vicenza e rappresentano il risultato concreto di un sostegno produttivo che ha offerto tempo, spazio e risorse alla ricerca coreografica, accompagnando lo sviluppo delle opere dalle prime fasi di studio fino alla loro piena realizzazione scenica e confermando l’impegno del Festival nella promozione e nel sostegno delle nuove creazioni.
I protagonisti
Gli interpreti del Festival, nella sezione mainstream (Danza in Rete) sono prestigiosi compagini internazionali e italiane, le compagnie dei grandi maestri che hanno segnato in modo indelebile la scena di danza contemporanea (Compagnie Marie Chouinard, Compagnia Virgilio Sieni, Hofesh Shechter Company-Shechter II), ma anche le scuole della grande tradizione come la Scuola di ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala; gruppi stranieri con matrici e connotazioni di forte originalità (Compagnie Accrorap per l’hip hop, Szeged Contemporary Dance Company per il teatro-danza, En-Knap Productions & Zagreb Dance Company con la riproposizione di un maestoso capolavoro come il Bolero di Ravel).
Ma anche compagnie ed interpreti italiani in sicura ascesa come l’immaginifico Francesco Marilungo con le sue produzioni di ricerca in ambito folklorico e l’irriverente Andrea Costanzo Martini con le sue creazioni orientate al new pop, la Compagnia Déjà Donné impegnata su Ravel in un’inedita relazione con le sonorità della musica rave, l’acclamato Spellbound Contemporary Ballet diretto da Mauro Astolfi, con una versione contemporanea della Bella Addormentata a rappresentare le tendenze autodistruttive del potere e la compagnia Mvula Sungani Physical Dance che presenterà una celebrazione del mood partenopeo e della cultura mediterranea. E ancora gli evergreen Momix, con una rutilante versione di Botanica, decennale cult di ispirazione ambientalista.
Il dialogo incessante tra espressioni e linguaggi coreografici anche molto diversi, cifra “abituale” del Festival, prosegue nella sezione Danza in Rete Off in cui si confrontano giovani artisti e realtà italiane, grazie all’originalità dei loro lavori, perlopiù in prima nazionale; i loro nomi sono Collettivo Jennifer Rosa, Matteo Maffesanti/Collettivo Elevator Bunker, Davide Tagliavini, Vidavé Company, Teodora Grano, Paola Bianchi/Valentina Bravetti, Vittorio Pagani, oltre naturalmente all’Artista in Rete Adriano Bolognino. Ma lo sguardo alle nuove tendenze del contemporaneo si amplia a livello internazionale, presentando in prima nazionale i lavori di artisti emergenti di altri paesi come lo sloveno Jaz Roznam e i taiwanesi Huang Shi-Hao, Chih-Chia Huang, progetti nati grazie alle residenze internazionali della Nid Platform 2024, realizzati in collaborazione con il Shinehouse Theatre / Want To Dance Festival di Taipei.
Nomi significativi nel cartellone di Danza in Rete Festival sono anche quelli degli interpreti delle performance di Danza Urbana, con la Compagnie Marie Chouinard impegnata in un site-specific a Palazzo Chiericati, l’artista multidisciplinare Gaetano Palermo e il Collettivo Parini Secondo che utilizza la coreografia per sublimare tendenze pop. Gli interpreti del Progetto Supporter sono invece il neonato Balletto di Vicenza, il danz’autore catanese Claudio Scalia e il vincitore della borsa di studio Roi, Davide Cancelliero.
Il palinsesto
A rappresentare questa dimensione plurale dei linguaggi artistici e di sperimentazione contribuiscono tutte, a diverso titolo, le sezioni che compongono il cartellone del Festival. Danza in Rete, con i nomi più conosciuti di artisti e coreografi e la vocazione internazionale del Festival, una fisiologica evoluzione dello spin-off della Stagione di Danza del Comunale da cui prende vita; Danza in Rete Off che dà voce alle diverse espressioni del contemporaneo, spesso presentando la danza in contaminazione con altre arti, proponendo estetiche “fuori-luogo”; I primi passi a teatro, uno spazio rivolto alle giovani e giovanissime generazioni, con spettacoli per le scuole e le famiglie, portati in scena da compagnie e artisti di riconosciuto livello; Danza Urbana, ovvero lo sconfinamento del palcoscenico di danza in luoghi monumentali o spazi alternativi della città; le Masterclass, sempre più numerose, con i protagonisti della scena di danza italiana; l’esperienza di Dance Well, che consente la pratica della danza contemporanea e l’incontro con la comunità delle persone con il Parkinson; il progetto I dance the way i feel, una pratica artistica di danza rivolta prevalentemente, ma non esclusivamente, a pazienti ed ex pazienti oncologici; gli Incontri con gli Artisti dopo le performances di Danza in Rete Off e al Ridotto del Tcvi; gli Incontri con la Danza che precedono gli appuntamenti della stagione, tenuti da critici, studiosi, giornalisti, per avvicinare anche i non addetti ai lavori alle diverse esperienze coreutiche; i percorsi guidati di Audience Development ed Engagement, un progetto di partecipazione attiva alla creazione, personalizzato per fasce generazionali (Teatro con Vista 14-18 anni, Spettatori Danzanti over 20, Spettatori Danzanti Young 14-19 anni) guidato da esperti.
I numeri e i sostenitori
La nuova edizione di Danza in Rete Festival conferma la vocazione del Teatro Comunale di Vicenza come palcoscenico di eccellenza della danza contemporanea in Italia e il ruolo della Fondazione come promotore accreditato: una rete di esperienze e competenze cresciuto costantemente, con un know how consolidato anche grazie alla felice esperienza della NID Platform. I dati dell’edizione 2025 del Festival indicano questa tendenza, con un’audience molto fidelizzata di oltre 10.000 spettatori e partecipanti alle performance e ai progetti di avvicinamento, un pubblico giovane in costante crescita, 22 compagnie presenti in cartellone, 150 artisti in scena.
Si tratta di un’operazione importante anche in termini economici (un investimento complessivo di circa 400.000 euro), che può essere portata a compimento grazie alla fitta rete di interventi pubblici e privati, di sostegno al Festival. A vario titolo, contribuiscono alla realizzazione di Danza in Rete, i sostenitori istituzionali, ovvero i soci della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza (il Comune di Vicenza, la Regione del Veneto, Fondazione Cariverona e Intesa Sanpaolo) e il Ministero della Cultura; i sostenitori corporate BVR Banca Veneto Centrale, Mecc Alte, Rigoni Franceschetti e Emisfero del Gruppo Unicomm, in particolare per il sostegno al progetto Spettatori Danzanti Young. Sono media partnership il Giornale di Vicenza e TVA Vicenza. Ma, oltre a partner istituzionali e aziendali, anche gli spettatori sono coinvolti nel sostegno economico al Festival; Danza in Rete può infatti essere sostenuto con l’Art Bonus, l’incentivo fiscale previsto dal Ministero della Cultura per favorire il mecenatismo culturale, attraverso il quale il donatore, azienda o privato, può recuperare in 3 anni il 65% della cifra destinata al progetto.
Le contaminazioni
Il Festival si è confermato, nei suoi nove anni di attività, non solo come un fatto artistico e un evento culturale riconosciuto, ma un generatore di connessioni che ha prodotto una rete reale attraverso originali progetti di partnership e collaborazioni attivate per sostenere, indagare e praticare la danza ma anche il welfare dei cittadini, promuovendo logiche di inclusione e di superamento delle barriere in diversi ambiti (generazionale, di ruolo, di genere, contro lo svantaggio fisico, psichico e psicologico). Sicuramente una buona pratica e un esempio virtuoso di contaminazione tra arte e realtà. E questa connessione, diventa anche un invito al cambiamento, ad una presa in carico di istanze artistiche per cercare di migliorare il mondo in cui viviamo. Sono illuminanti a questo proposito le parole del Direttore della Biennale Danza, il coreografo e regista britannico Wayne Mc Gregor: La creazione è una genesi; suggerisce e presenta una versione della realtà̀ attraverso l’attenzione, la percezione, la cognizione, l’emozione e le tecniche di comunicazione. Questo processo consente agli individui di lasciarsi alle spalle il loro sé attuale per esplorare nuovi campi. Per il pubblico, cʼè la speranza che l’impatto della creazione possa provocare un cambiamento, proponendo nuovi modi di vedere, essere e comprendere, avviando così un viaggio personale L’arte invita spettatori, ascoltatori, lettori e attori - ognuno un cosmo creativo a sé stante - a sperimentare, sentire, interpretare e rispondere.
Ed è questo l’augurio degli organizzatori per la nuova edizione di Danza in Rete che prenderà vita tra qualche giorno.
Biglietti e abbonamenti per Danza in Rete Festival sono in vendita da oggi, giovedì 5 febbraio 2026, online e alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza, anche per gli eventi in programma a Schio.