Descrizione
Si è tenuta oggi la riunione della Consulta dei Comuni capoluogo di Provincia di Anci, che ha avviato il percorso per la costruzione di un Nuovo Patto nazionale per la sicurezza delle città, da sottoporre al Governo e al Ministero dell’Interno.
All’incontro hanno partecipato i sindaci delle città capoluogo, insieme al presidente di Anci Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, e al delegato Anci alla sicurezza Vito Leccese, sindaco di Bari.
La riunione è stata convocata e coordinata dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, coordinatore delle città capoluogo in Anci, che ha sottolineato come il tema della sicurezza rappresenti una priorità concreta e richieda un confronto costante tra i sindaci italiani.
«Ho ritenuto importante convocare e coordinare questo momento di confronto – ha dichiarato Possamai – perché la sicurezza è una priorità per le nostre comunità. Il dibattito sulla sicurezza oggi è centrale in tutte le città italiane, e solo attraverso un lavoro comune possiamo portare al Governo proposte serie e strutturali».
Durante la riunione, il sindaco ha sottolineato la necessità di risposte concrete sul territorio: «Serve garantire sicurezza reale ai cittadini, partendo da una presenza costante delle Forze dell’Ordine e della Polizia locale. È importante stabilire con chiarezza quali siano i dispositivi in uso agli operatori: a partire dal bastone estensibile e dalla mazzetta di segnalazione, gli strumenti devono essere definiti, regolamentati e disponibili per lavorare in sicurezza».
Nel corso dell’incontro è emerso con forza un principio condiviso: la sicurezza dei cittadini è prima di tutto una responsabilità dello Stato. I Comuni sono pronti a collaborare, ma servono risorse adeguate e una strategia nazionale chiara.
Il sindaco Possamai ha anche richiamato l’attenzione sulla situazione di Vicenza, dove la Questura è classificata di seconda fascia nonostante carichi e complessità che richiederebbero un livello superiore. Negli ultimi anni, a fronte di circa 30 pensionamenti, sono stati assegnati solo 6 nuovi agenti, evidenziando le difficoltà concrete nel presidio del territorio.
A livello nazionale, i sindaci hanno ricordato come dal 2009 a oggi il personale della Polizia locale sia sceso da circa 60 mila a 48 mila unità. Per tornare a livelli adeguati e garantire risposte misurabili ai cittadini, servono almeno 500 milioni di euro di investimenti. Tra le priorità anche una maggiore presenza sul territorio, soprattutto nelle ore notturne, con l’obiettivo minimo di una volante o radiomobile ogni 25 mila abitanti.
Il Nuovo Patto nazionale per la sicurezza delle città prevede l’istituzione di un Fondo unico nazionale stabile per le assunzioni e la formazione della polizia locale, il presidio del territorio, la videosorveglianza – comprese le bodycam – le attività di prevenzione, il contrasto alla devianza giovanile e alla cosiddetta “mala movida”, oltre ad azioni sulle marginalità sociali, sulle dipendenze e sul disagio psichico.
Il percorso avviato oggi proseguirà nei prossimi mesi con un appuntamento nazionale che riunirà tutti i sindaci italiani, nel quale Anci presenterà al Governo la proposta definitiva del Patto nazionale per la sicurezza delle città.