4 novembre, il sindaco Possamai ad Asiago per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Alla celebrazione sull’Altopiano anche gli onori alla bandiera di Vicenza. In piazza dei Signori allestimento commemorativo della Fondazione 3 novembre 1918
Data:

04/11/2026

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  • Comunicato stampa
4 novembre, il sindaco Possamai ad Asiago per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate Alla celebrazione sull’Altopiano anche gli onori alla bandiera di Vicenza
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Descrizione

Il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, in rappresentanza della città capoluogo, ha partecipato ad Asiago alle celebrazioni provinciali della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ricorrenza che il 4 novembre richiama il valore dell’unità nazionale, il ruolo delle Forze Armate e la memoria dei Caduti nella Prima guerra mondiale.

La cerimonia, promossa dalla Città di Asiago, dalla Prefettura di Vicenza e dal Center of Excellence for Stability Police Units (CoESPU), ha riunito autorità civili e militari, con la partecipazione anche della Città di Vicenza e della Provincia di Vicenza. La scelta dell’Altopiano dei Sette Comuni assume un particolare significato per un territorio profondamente segnato dai combattimenti della Prima guerra mondiale e custode di una memoria storica che continua a caratterizzare profondamente la sua identità.

«Essere oggi ad Asiago, nella Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate, significa rendere omaggio ai Caduti in una terra che porta ancora profondamente impressi i segni della Grande guerra e alla quale Vicenza è legata da una storia comune – dichiara il sindaco Giacomo Possamai - Il 4 novembre ci ricorda quanto sia preziosa l’unità del nostro Paese e quanto sia grande la responsabilità di custodire la pace, attraverso il dialogo, la cooperazione e il rispetto tra i popoli. In questa giornata esprimiamo anche la nostra riconoscenza alle donne e agli uomini delle Forze Armate per il servizio che svolgono ogni giorno, in Italia e nelle missioni internazionali, a tutela della sicurezza e delle istituzioni democratiche. Fare memoria significa consegnare alle nuove generazioni la consapevolezza di ciò che è accaduto e l’impegno a costruire un futuro di pace».

Il programma si è aperto con gli onori ai Caduti presso la Loggia dei Caduti del Palazzo municipale. Da piazza Carli è poi partito il corteo diretto al piazzale degli Eroi, dove si è svolta la cerimonia istituzionale, aperta dagli onori alla bandiera della Città di Vicenza, decorata con due Medaglie d’Oro al Valor Militare. Sono seguiti gli onori alla massima autorità presente, il momento dedicato ai Caduti e gli interventi delle autorità. La commemorazione si è conclusa con gli onori finali e la Santa Messa in suffragio dei Caduti di tutte le guerre, celebrata nel Duomo di San Matteo. Ad accompagnare i diversi momenti sono state le esecuzioni del Corpo bandistico “Vincenzo Bellini” di Povolaro.

La giornata si è svolta nel segno della memoria della Grande guerra, che sull’Altopiano ebbe uno dei suoi principali scenari. A dominare Asiago è il Sacrario Militare del Leiten, uno dei più importanti ossari della Prima guerra mondiale in Italia, che custodisce i resti di circa 54 mila soldati italiani e austro-ungarici provenienti da oltre 40 cimiteri di guerra provvisori allestiti sull’Altopiano durante il conflitto: un luogo di raccoglimento che testimonia oggi anche una memoria condivisa e pacificata.

La memoria del 4 novembre anche a Vicenza

Anche a Vicenza la ricorrenza del 4 novembre è ricordata attraverso un allestimento promosso dalla Fondazione 3 novembre 1918, in piazza dei Signori, all’ingresso della Loggia del Capitaniato.

I pannelli commemorativi ricordano il ruolo di Vicenza durante la Grande guerra, perché la città fu “trincea” e punto di incontro per due milioni di soldati giunti da tutta Italia per difendere la patria, dal Pasubio a Vittorio Veneto, e contribuire alla liberazione di Trento e Trieste. Lo stesso Palazzo Trissino, sede del municipio, durante la Prima guerra mondiale è stata sede del generale Guglielmo Pecori Giraldi, comandante della Prima armata incaricata di difendere il confine dallo Stelvio al Pasubio e ad Asiago. L’allestimento richiama inoltre il centenario del Sacrario del Pasubio, realizzato nel 1926, rinnovando il legame tra la città e la memoria dei caduti della Prima guerra mondiale.

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Ultimo aggiornamento: 04/11/2026 15:34

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