Nella pagina: Contenuto, Navigazione contestuale, Mappa del sito

Città di Vicenza

Città patrimonio UNESCO

Motore di ricerca

 

Navigazione

ViviVicenza

Tempo libero, cultura e turismo

Sei in: > ViviVicenza > Previsioni meteo e inquinamento atmosferico > Inquinamento atmosferico > Livelli PM10 e PM2.5 > Particelle sospese PM10 ed effetti sulla salute

Navigazione di: Livelli PM10 e PM2.5

Caratteristiche della frazione respirabile delle particelle sospese PM10 e degli idrocarburi aromatici: effetti sulla salute

Relazione descrittiva allegata ai risultati della campagna di rilevazione del PM10 svolta in Borgo Scroffa dal 1 dicembre 1998 al 31 maggio 1999

Cosa sono le polveri o particolato sospeso

Le polveri (particelle sospese o particolato) sono prodotte dai processi di combustione, in particolare dei prodotti derivati del petrolio (trasporti, industria, riscaldamento), di orgine naturale (erosioni) o provenienti da attività estrattive, edilizie, ecc. Le polveri sono particelle solide che restano sospese in atmosfera con la possibilità, quindi, di essere inalate. Il particolato non è quindi la misura di un’unica sostanza; la misura complessiva del particolato sospeso (pur senza la specificazione delle varie componenti) si dimostra un utile indicatore della qualità dell’aria cui far riferimento anche per la tutela della salute. Le polveri vengono suddivise a seconda delle loro dimensioni e alla capacità di raggiungere i vari livelli dell’apparato respiratorio (la cosiddetta frazione respirabile): grossolane quando il diametro è superiore a 100 µm ; fini con diametro inferiore a 100 µm (1 µm = un millesimo di millimetro). Nel particolato fine sono inoltre presenti inquinanti come gli idrocarburi policiclici aromatici (benzene, benzo(a)pirene, ecc.), metalli (cromo, nichel, cadmio) e minerali (silice, asbesto) che, facilmente, vengono trasportati nell’aria. Secondo recenti elaborazioni dell’ENEA, per conto del Ministero dell’Ambiente, le particelle sospese totali risultano esse in forte aumento (nel 1989 + 22% rispetto al 1985) e il settore dei trasporti risulta essere la principale fonte di emissione di questo inquinante. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 1996, non a caso ha lanciato un vero e proprio allarme nei riguardi delle concentrazioni delle polveri per i gravi rischi sanitari che episodi acuti di inquinamento possono provocare.

Effetti sulla salute

L’inquinamento da polveri ha importanti conseguenze sul piano della salute pubblica, anche per valori inferiori alle soglie di attenzione (150 µg/m³). Le particelle liquide o sospese (polveri) agiscono sull’apparato respiratorio secondo il peso e le dimensioni: quelle con un diametro maggiore di 30 m producono danni prevalentemente ambientali (materiali e vegetazione), mentre quelle con diametro inferiore possono raggiungere l’apparato respiratorio. Le particelle dal diametro sino a 3 µm si fermano al primo tratto delle vie respiratorie (trachea e bronchi) e vengono eliminate con l’espettorato (sputo); le particelle dal diametro ancora più ridotto (tra 3 e 0,3 µm ) sono in grado di raggiungere gli alveoli polmonari e lì trattenute, in particolare le particelle dal diametro attorno ad 1 µm . Con riferimento alle città densamente popolate e fortemente industrializzate (Milano per l’Italia) ricerche epidemiologiche hanno associato il numero dei decessi giornalieri e dei ricoveri ospedalieri con i livelli di concentrazione degli inquinanti, in particolare l’anidride solforosa (SO₂) e le polveri, con attenzione alla parte di frazione respirabile di quest’ultime. Tali studidimostrano che non esiste una soglia minima (anche rispetto a quella stabilita come standard di qualità dell’aria) di concentrazione degli inquinanti inferiore alla quale non si registrano effetti, in particolare per quella parte di popolazione cosiddetta "a rischio" per cui determinate concentrazioni degli inquinanti favoriscono, in persone dallo stato di salute gravemente compromesso, un anticipo del momento del decesso: è importante rilevare che le osservazioni scientifiche documentano come l’aumento degli effetti negativi sulla salute è proporzionale e costante con le variazioni dei valori di particolato sospeso, senza evidenziare un livello di sicurezza. Gli effetti delle polveri sulla salute umana riguardano l’aggravarsi delle malattie respiratorie (asma bronchiale, infezioni dell’apparato respiratorio, diminuzione della funzione polmonare) e cardiovascolari in soggetti già affetti da disturbi respiratori e cardiocircolatori, negli anziani e nei bambini. "Con l’applicazione delle stime di rischio, per una città come Roma, evitare un incremento di 30 µg/m³ (PM10) nella concentrazione delle polveri per una settimana (aumento frequente nei periodi invernali) comporterebbe, nella stessa città e per quella stessa settimana, 12 decessi in meno e un risparmio dei sintomi e della terapia per 2700 asmatici." "È disponibile una vasta letteratura epidemiologica che indica effetti sanitari di tipo acuto del particolato areodisperso anche a livelli più bassi di quelli correntemente permessi. L’inquinamento da polveri è in grado di aumentare la mortalità giornaliera (specie per cause respiratorie), i ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie, aggravare l’asma bronchiale, aumentare la frequenza di infezioni dell’apparato respiratorio, diminuire la funzione polmonare nei soggetti esposti. Negli studi recenti non è stato possibile individuare un livello di soglia al di sotto del quale non si osserva un effetto sanitario.

Caratteristiche degli idrocarburi aromatici misurati (B-T-X) benzene (C₆H₆)

Con la progressiva riduzione del piombo nelle benzine è andata aumentando la presenza del benzene (e degli altri idrocarburi aromatici totali) usato come additivo nelle benzine normali e come antidetonante nella cosiddetta "benzina verde" (il benzene originariamente era usato come solvente, anche a livello domestico). Le concentrazioni di benzene sono caratterizzate da una marcata variabilità, dovuta in primo luogo dalle condizioni meteorologiche; i valori più elevati sono riscontrabili durante il periodo invernale; le stime più attendibili indicano che il benzene presente nell’aria urbana sia dovuto principalmente alle emissioni prodotte dal traffico. L’esposizione a determinate concentrazioni di benzene (soglia di esposizione) aumenta il rischio dell’insorgenza di leucemie e di forme tumorali: il benzene è infatti classificabile come un inquinante agente cancerogeno. Gli effetti sanitari sono maggiormente preoccupanti per i lavoratori addetti alla distribuzione di carburante. L’assorbimento di questo inquinante avviene attraverso inalazione, la cute o l’apparato digestivo, inoltre è da ricordare che concentrazioni di benzene sono presenti (pur se in proporzioni ridotte) anche negli ambienti chiusi (indoor). "In altre parole, per ogni 1000 casi di leucemia riscontrabili in Italia, sarebbero attribuibili all’esposizione a benzene da emissioni autoveicolari da un minimo di 3 ad un massimo di 50 casi (...) I casi di leucemia evitabili tra quelli attribuibili al benzene sono del 40% qualora si diminuisca nelle benzine la percentuale in peso degli idrocarburi aromatici totali ai livelli assunti (30% aromatici totali e 1,2% benzene)."

Toluene e xileni

Rispetto al benzene, il toluene e gli xileni sono presenti in quantità elevata nelle benzine (particolarmente in quelle ad alto numero di ottani) in quanto considerati meno tossici. Questi due idrocarburi aromatici sono sospetti agenti cancerogeni, in particolare il toluene. "Come il benzene, essi svolgono azione depressiva sul sistema nervoso centrale, con effetti di tipo inebriante-anestetico. È stato dimostrato che il toluene provoca malformazioni teratogeniche, dovute ad una esposizione a questa sostanza durante il periodo di gravidanza."

Bibliografia

  • Igiene dell’ambiente e del territorio, di G. Gilli. Edizioni Medico-Scientifiche Torino, 1989
  • Inquinamento ambientale e rischi per la salute, di Massimo Crepet e Bruno Saia. Editoriale Programma, Padova, 1991
  • Capire l’ambiente, di Cristina Rapisarda Sassoon. Il Sole 24 Ore Libri, Milano, 1994
  • Benzene, IPA e PM10 in aree urbane, di Paolo Mazzali. Cyanus, Marzo 1995
  • Determinazione di particelle totali sospese (PTS) e della frazione PM10, di Daniele Grechi. La gestione tecnica amministrativa del D.M. 25/11/1994, Bologna 9 marzo 1995.
  • Le benzine nuove come problema ambientale di sanità pubblica, di Cesare Maltoni e Morando Soffritti, Fondazione di oncologia e scienze ambientali "B. Ramazzini", Bologna 1993

Come valuti questa pagina?

Mappa del sito

Realizzazione tecnica e management a cura della Direzione Sistemi Informatici Telematici S.I.T. e Statistica del Comune di Vicenza,
Comune di Vicenza - Corso A. Palladio 98 - tel. 0444 221111 - Supporto Tecnico a cura di Forma Srl: siti web, internet a Vicenza