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24/11/2009

Mostra "Osservatorio" - Mario Soggiu e Filippo La Vaccara

Vetrine sottoportico Basilica Palladiana fino al 17 gennaio 2010

Il piemontese Mauro Soggiu e il siciliano Filippo La Vaccara saranno i protagonisti della quarta e ultima esposizione di "Osservatorio", il progetto a cura di Alberto Zanchetta che, in attesa della riapertura della Basilica Palladiana, intende dare un segnale di "lavori in corso" direttamente dall'interno dello stesso edificio. Da sabato 28 novembre, quindi, nel loggiato della Basilica, saranno allestite una decina di vetrine come se fossero le bacheche di un piccolo museo sotto vetro: si tratta di una sorta di mostra en petit che prevede una sezione dedicata alla pittura con i dipinti di Soggiu ("Osservatorio#1") e una dedicata alla scultura e all'installazione con le opere di La Vaccara ("Osservatorio#2"). L'iniziativa, inserita nella programmazione della rassegna "Epide®mie", fa parte dell'ambito di "Sistemi di Contemporaneo", il progetto culturale dedicato all'arte contemporanea promosso dall'assessorato alla cultura del Comune di Vicenza. L'originale esposizione sarà visibile al pubblico fino al 17 gennaio. Informazioni allo 0444 222122, uffmostre@comune.vicenza.it.

La ricognizione sulla pittura di "Osservatorio#1" presenta alcuni dipinti su tela e su carta di Mauro Soggiu, realizzati durante i suoi soggiorni newyorkesi. Da alcuni anni Soggiu vive regolarmente negli Stati Uniti, humus culturale che l’ha portato a riflettere sulla società d’oltreoceano e sullo sfrenato consumismo che la caratterizza, di cui mette a nudo le nevrosi (le pillole o gli alimenti che ricorrono spesso nei quadri alludono all’ossessione alimentare e all’abuso di farmaci da parte degli americani). Soggiu si è inoltre interrogato sul realismo dell’oggetto-immagine che ambisce alla tautologia, immagine che vuole cioè significare se stessa attraverso il significante; proprio per questo motivo l’artista decide di dipingere una Coca-cola con il timbro della Coca-Cola, il Crysler con il timbro del Crysler, ecc, fomentando quell’ambiguità che è anche attualità dell’identità pittorica. Ogni immagine vive nata da se stessa, per consistenza, per stratificazione. Tutt’intorno degli arcobaleni concentrici, un “colore ovale” dalle tinte vivaci e nitide che sembra voler ipnotizzare lo spettatore, risucchiandolo all’interno del quadro. Le opere di Mauro Soggiu attingono al revival degli anni Ottanta, al ritorno dell’ars picta che trita – come in un frullatore – immagini, stili, tecniche.

"Osservatorio#2" propone la personale di Filippo La Vaccara dal titolo “Magic Windows”. Magico, immaginifico, fantastico, fiabesco sono aggettivi che ben si attagliano a descrivere la poetica dell’artista, le cui opere sono vere e proprie epifanie: apparizioni che prendono forma di animali o di persone, in un’atmosfera ovattata e assurda. In mostra alcune recenti sculture in cartapesta che sono metafora della condizione umana; si tratta di sculture leggere, quasi inconsistenti, che mettono in evidenza il proprio aspetto artigianale, quel “fatto a mano” che esprime una naïveté sempre, profondamente, intellettualizzata. Il senso di sospensione di questi lavori risponde alla necessità di materializzare un’idea nella forma più semplice e immediata. «Questa semplificazione estrema – precisa l’artista – è una distillazione dell’immagine che avviene in maniera naturale. Un dipinto, così come una scultura, è un modo per riordinare le idee del mondo». A fianco delle sculture imbevute di colore, un grande quadro di due metri per due poggia a parete, puntellandosi su delle zeppe in legno. Il carattere installativo del dipinto, il cui soggetto sembra una scultura a due dimensioni, dialoga perfettamente con le cartapeste dipinte, che all’interno hanno un fil di ferro (la cosiddetta “anima”) che non è altro che un disegno tridimensionale. Questo scambio interdisciplinare è una costante della ricerca artistica di La Vaccara, il quale pare ricordare come "tutto sia transitorio”.

Biografie

Nato a Fossano (CN) nel 1975, Mauro Soggiu vive e lavora tra New York e Milano. Tra le principali esposizioni personali si ricordano: "Luna park", Galleria Obraz, Milano (2004); "Open Studio March Art", Brooklyn, New York (2005); "Il serafico succedaneo", Galleria Carini, San Giovanni Valdarno, Arezzo (2005); "Arte è Pensiero", Palazzo Tè, Mantova (2006); "Armi e Bagagli", Galleria il Torchio Costantini, Milano (2007); "Trip Royale", Galleria delle Battaglie, Brescia (2007); "The Fab 11", Galleria delle Battaglie (2008); "Instant Book, Italian Artists in New York", ISCP Brooklyn, New York (2009).

Filippo La Vaccara è nato a Catania nel 1972; da anni vive e lavora a Milano. Tra le sue principali esposizioni personali: "Filippo La Vaccara", Galleria Salvatore+Caroline Ala, Milano (2001); "Laboratorio", Ex Granaio, Fondazione Orestiadi, Gibellina (2002); "Il corso delle cose", The Flat Massimo Carasi, Milano (2004); "Travel", Centro per l’Arte Contemporanea Bannata, Enna (2009); "La trama invisibile", Galleria Claudia Gian Ferrari e The Flat Massimo Carasi, Milano (2009). La Vaccara ha esposto i suoi lavori anche in collettive come: "Per amore", Montevergini, Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Siracusa (2004); "Getting on mother's nerves. Psycological drama and contemporary drawing", Mother's Tankstation, Dublino (2006); "Allarmi", Caserma De Cristoforis, Como (2006); "Arrivi e partenze", Mole Vanvitelliana, Ancona (2008); "Flower Power", Villa Giulia, Verbania (2009); "New Italian Epic", Brown, Milano (2009).

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