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30/11/2008

Messe in opera. Per Palladio

concorso di opere scultoree e interventi installativi per giovani artisti

Nell’ambito del progetto complementare alle celebrazioni palladiane, promosso dal Comune di Vicenza con il sostegno della Fondazione Cariverona, la Chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino (contrà Sant'Ambrogio, 23 - Vicenza) ospita la seconda sezione della mostra “Messe in opera. Per Palladio”.

La rassegna rimarrà aperta, a ingresso libero, dal 30 novembre 2008 all’11 gennaio 2009 (giovedì e venerdì dalle 15 alle 19; sabato e domenica 10-12/15-19; chiuso il 25 e 26 dicembre 2008 e il 1° gennaio 2009). Informazioni all’Assessorato alla Cultura (tel. 0444 222114 – 321354; e-mail uffmostre@comune.vicenza.it.

Nella prima sezione della mostra, svoltasi a settembre, sono state esposte opere scultoree e installazioni di artisti internazionali (Lee Babel, Mats Bergquist, Driscoll Peter Devins, Neil Ferber e Matthew Simmonds), dedicate al grande architetto per testimoniare l’internazionalità del mito del palladianesimo. Questa seconda sezione darà invece spazio agli otto giovani artisti italianiche hanno vinto il concorso, indetto la scorsa estate dal Comune di Vicenza, sul tema “Un omaggio a Palladio nel segno della contemporaneità”, per incoraggiare e sostenere i creativi del Veneto dediti a una ricerca specificamente complessa e poco valorizzata in Italia qual è l’indagine sulla conformazione tridimensionale dei medium.

Gli artisti finalisti, che espongono in mostra, sono: Alessandro Bedin, Chiara Boniardi, Marco Corona, Damiano Fasso, Marco Rodolfo Fin, Resi Girardello, Lidia Meneghini e Valentina Vanzo.

Alessandro Bedin, vicentino, ha effettuato uno studio sulla proporzione e il problema della forma, mentre Chiara Boniardi, veronese, ha realizzato un’opera tubolare di ferro composta da cinque pezzi saldati, che si distende nello spazio studiando le misurazioni degli spazi architettonici palladiani. Marco Corona, vicentino, presenta una light-box, un quadro luminoso simile a una grande lampada al neon con cinquecento ritratti recuperati da un’antica stampa, ispirato ad Andy Warhol. Damiano Fasso, trevigiano, espone tre sagome in plexiglass bianco, come gli intonaci del Palladio, una riflessione sull’arte nella società e sulla sua utilità. Marco Rodolfo Fin, di Valdagno, ha creato una installazione di cui uno degli aspetti peculiari è la riflessione, il rimando dell’immagine al suo doppio, il rispecchiarsi e quindi il comporre la metà mancante. Come Palladio, Fin cerca la stereometria degli edifici; così l’idea di un modellino suggerisce la relazione tra realtà e spazio concettuale. Resi Girardello, vicentina, ha realizzato un castello con due torri in filo d’acciaio intrecciato, parte di una ricerca iniziata lo scorso anno all’importante esposizione Open al Lido di Venezia. Lidia Meneghini, di Fontaniva, e Valentina Vanzo, di San Giorgio in Bosco, presentano insieme un divertissement di cartone, un paravento architettonico che ricorda l’idea di una scultura piegabile da viaggio.

La mostra (catalogo con testi di Agostino Gallio, Giovanna Grossato e Stefania Portinari) esprime la volontà dell’Assessorato alla Cultura di dare spazio a giovani artisti, aprire momenti di verifica e scambio, nonché mostrare la creatività del territorio, che si esprime con i linguaggi più aggiornati del contemporaneo.

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