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21/06/2008

Negli occhi e nella mente del Palladio. Mura, porte e ponti di Vicenza vecchia

Negli occhi e nella mente del Palladio. Mura, porte e ponti di Vicenza vecchia ” è il titolo della mostra di fotografie di Claudio Rinaldi  alla Casa Cogollo detta del Palladio (Corso Palladio, 165 – Vicenza), organizzata dall’Assessorato alle Attività Culturali con la collaborazione dell’AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi) e il sostegno della Banca del Centroveneto, rimarrà aperta fino al 13 luglio (orario: da martedì a domenica 10.30-13/15-19, ingresso libero).

Le schede descrittive delle opere sono curate dal dott. Luca Trevisan (Università di Verona – Dipartimento di discipline storiche, artistiche, archeologiche e geografiche).

Informazioni allo 0444 222114; e-mail uffmostre@comune.vicenza.it

Claudio Rinaldi nasce a Vicenza dove esercita la professione di fotografo da una ventina di anni. Dopo aver completato gli studi tecnici, inizia un’esperienza di progettazione e dimensionamento di illuminazione di interni civili ed industriali acquisendo una notevole esperienza sull’uso della luce come strumento di lavoro. Nel frattempo aumenta la passione per la fotografia, in particolar modo per i ritratti, e sviluppa la tecnica del ritocco fotografico con l’aerografo realizzando particolari immagini in bianco e nero, seppiato anticato e dipinto a mano.

Per la mostra “ Negli occhi e nella mente del Palladio. Mura, porte e ponti di Vicenza vecchia ”, spiega così la scelta delle foto e la tecnica usata: “La passione per la fotografia ed il fascino provato fin da bambino per le mura che cingevano la città di Vicenza così piena di arte e di storia, mi hanno spinto a realizzare particolari immagini, frutto di studi e appostamenti per valutare la luce migliore.

Ho usato la tecnica di ripresa del bianco e nero, particolare per questo tipo di monumenti. Ho elaborato le immagini con il computer per togliere i segnali stradali, i cavi elettrici tutti i mezzi di trasporto e le persone. Ho voluto dare spazio alla mente di ogni osservatore per pensare all’importanza che poteva avere quelle mura, quella porta, quel ponte per le persone che abitavano in quel periodo.

Le foto sono state stampate su una tela particolare e disposte su un telaio che permette la visione anche di lato.

Per evidenziare la parte antica ho colorato manualmente alcuni particolari usando varie tecniche di pittura servendomi anche di pennelli e carboncini”.

Claudio Rinaldi ha voluto dedicare la mostra a Renato, giovane papà scomparso tragicamente, di cui la famiglia ha deciso di donare gli organi

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