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09/03/2008

Cia Salviati Pigatti, un'artista romantica e una donna moderna

Chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino (Contrà S. Ambrogio, 23)

mostra di pittura
orario 10.30 - 13 / 15 - 19
lunedì chiuso - ingresso libero
info: Assessorato alle Attività Culturali - tel. 0444 222114 uffmostre@comune.vicenza.it

"Cia Salviati Pigatti, un'artista romantica e una donna moderna" è il titolo della mostra che si inaugura sabato 8 marzo, alle 18.30, alla Chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino di Vicenza. La rassegna è  organizzata dall'Assessorato alle Attività Culturali in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche per le pari opportunità, con il sostegno della Regione Veneto e il contributo di Aim.

La retrospettiva su Cia Salviati Pigatti (1876-1977), curata da Stefania Portinari con testo in catalogo di Renato Cevese e ricordi biografici del nipote Guido Briganti, intende valorizzare questa coraggiosa figura di donna e di artista, vissuta in un tempo in cui la pratica dell'arte era per il sesso femminile significativamente subordinata al ruolo sociale e familiare.

La vita movimentata e romanzesca della Salviati attraversa tutto il Novecento: figlia di Antonio Salviati, sindaco di Arzignano e valente pittore, Cia dimostra ben presto la sua dinamica intraprendenza e l'indomito carattere. Orfana di madre, tra 1895 e il 1896 compie un viaggio a Napoli, visitando Firenze e Roma.   Sposatasi con   Ottavio Pigatti, compositore e direttore d'orchestra, soggiorna più volte sulle Dolomiti, da cui riporta paesaggi pieni di poesia. Si dimostra anche accorta imprenditrice, facendo costruire tra 1909 e 1912 Villa Igea al Lido di Venezia e un villino liberty sul lungotevere di Roma. Crocerossina durante la grande guerra, conosce D'Annunzio a Fiume; frequenta i salotti delle capitali, si reca a Parigi e a Londra; parla correntemente tre lingue. Nel 1939 visita Tripoli, dove abita sua figlia col marito Alberto Briganti, comandante dell'Aeronautica della Libia, e viaggia fino a Il Cairo. Durante la seconda guerra mondiale si rifugia nella villa di Casale, vicina a Vicenza, continuando a dipingere con uno stile che vira da accordi più realistici e accademici a un impressionismo tonale e romantico. Ritratti, fiori e vedute sono i temi che le sono cari, in particolare la sua amata Venezia, per la cui salvaguardia si batte strenuamente, tenendo corrispondenza con le maggiori personalità dell'arte e del giornalismo.

La mostra vicentina presenta una trentina di dipinti di vari periodi, dalla fine dell'Ottocento agli anni Cinquanta: i primi paesaggi di montagna; i ritratti di giovani napoletane e scugnizzi, eseguiti in occasione del suo soggiorno al sud; i ritratti di personaggi del bel mondo da lei frequentato; le composizioni di nature morte con fiori e vedute di Venezia.

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