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12/06/2010

Mostra "Food design" dal 12 giugno al 18 luglio 2010

A Casa Cogollo arriva il design del cibo e per il cibo

"Food design", ossia design del cibo e per il cibo. È questa la prossima proposta dell'assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza che, ormai più da più un anno, indaga costantemente sui vari settori e sui materiali del design con le mostre di Casa Cogollo detta del Palladio. Proprio nella sede espositiva di corso Palladio 165, venerdì 11 giugno, alle 18, sarà inaugurata la mostra che offrirà un prezioso "assaggio" di questa tendenza artistica che mette in vetrina, o metaforicamente parlando, in tavola, piccole opere e installazioni che si riferiscono in diversi modi al tema del cibo e della cucina: oggetti, quindi, che sperimentano il risultato dato dalle arti visive e dal design quando si incontrano con interessi polisensoriali. Aldo Cibic, Cleto Munari, Antonio Riello, Barbara Uderzo, Martha Giaretta, Massimo Lunardon, Barbara Marsiletti e Manuel Baldini sono solo alcuni dei designer coinvolti nel progetto e che saranno presenti alla vernice: l'appuntamento sarà inoltre animato da un attacco di guerilla gardening, ossia una forma di azione non violenta che intende "seminare" del verde e portare la natura in luoghi solitamente abbandonati e trascurati. L'ingresso all’inaugurazione è libero.

A Casa Cogollo vi saranno esposte anche opere di Arabeschi di Latte, Mariko Isozaki, Veronica Organo, lo zucchero da collezionisti della Penin Pero & C., solo per citarne alcuni. Come scrive la curatrice Stefania Portinari, si tratta di «merende d’autore, uccellini che non cantano, anelli dotati di teiere, topi-contenitori che amano il tè, zucchero artistico, piattini d’autore e tazze-serpente per un pranzo di gala molto speciale e talora pericoloso dove non mancano né feroci dinosauri né gentili roditori». Il "menù", inoltre, prevede «posate principesche e accessori estrosi, spicchi di tortine e panini morbidi solo nei colori, meduse sotto vetro e ostriche rosa che nuotano nel vuoto, un’aragosta con gli occhiali da portare al dito e tigri malesi sedute su cupole di vetro, nature morte preoccupantemente contemporanee».

La mostra, realizzata con il sostegno di Regione Veneto, Aim e Gemmo Spa, resterà aperta al pubblico fino al 18 luglio, dal martedì alla domenica, dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 19. Informazioni allo 0444 222122, uffmostre@comune.vicenza.it

 

Per "Food design" il collettivo fiorentino Arabeschi di Latte - che si occupa di performances artistiche e di banqueting per eventi come sfilate di moda da Tokyo a Berlino, ai maggiori appuntamenti dei saloni del design europeo - presenta posate artistiche e alzatine in pezzi unici, formate da piattini di ceramica recuperati da servizi da tè e caffè incompleti, uniti con piccoli rametti d'albero. Aldo Cibic, negli anni '80 parte del milanese gruppo Memphis e ora attivo tra gli studi di Vicenza e Milano per progetti di architettura e i grandi interni, porta invece coppette portafrutta a forma di dinosauri, vaschette a goccia e caffettiere a forma di topino.

La ditta piemontese Figli di Pinin Pero & C. S.p.A. lavora, trasforma e confeziona zuccheri di alta qualità, connotandosi per la sua preziosa attività di produzione di bustine per collezionisti e per l’istituzione del Museo dello Zucchero a Nizza Monferrato: per l’occasione ha prestato una selezionata parte delle sue “bustille” con temi di dinosauri e cibi singolari.

La mostra vicentina espone anche l’edizione limitata delle posate d’argento disegnato da Carlo Scarpa per Cleto Munari, il quale negli anni ha prodotto oggetti di altissima qualità che ora fanno parte delle collezioni permanenti dei più importanti musei del mondo, quali il Metropolitan Museum of Art e il Museum of Modern Art di New York.

Barbara Uderzo, che per prima ha inaugurato la serie della mostra di Casa Cogollo, torna ora con alcuni anelli molto particolari, su cui svettano petite dejeuners, aragoste, dinosauri ma anche le collane di praline colorate, gelatine e marshmellows che l’hanno resa delle maggiori interpreti delle mostre di Food Design. Altri gioielli in mostra sono quelli ceramici della padovana Claudia Malvestio: sono pezzi presi da una ideale colazione, raffinati ma sorprendenti, dipinti al modo della tradizione ma assolutamente contemporanei nelle forme. La piccola scultura in ceramica gialla dell'artista giapponese Mariko Isozaki richiama invece le forme in boccio di un fiore o un seme singolare, trovando ospitalità nella vetrina dedicata al bosco e ai suoi abitanti.

 

Gli altri artisti in mostra: Martha Giaretta, che realizza ceramiche secondo uno stile improntato alla purezza delle forme; Massimo Lunardon, designer del vetro, che presenta alcuni pezzi delle sue ultime collezioni dedicate all’acqua, con caraffe abitate da molluschi e pesci, decanter a medusa, caraffe dotate di pesciolini; “mb”, il collettivo formato dai vicentini Barbara Marsiletti e Manuel Baldini, con le nuove cupole di vetro accompagnate da statuine antiche a forma di teneri animali; l’artista Veronica Organo, che pratica una poetica pop ma declina le sue creazioni con sapiente humor e tenerezza, e ha ideato per l’occasione una collezione di piccoli dinosauri “modificati” a mortadella, fragola, melanzana, che impersonano persino la mitica Carmen Miranda. E ancora: Antonio Riello, celebre per la consueta ironica malvagità delle sue creazioni, presenta piatti pieni di mosche e assassinii, un vassoio indiavolato e un servizio da tè che la famiglia Addams adorerebbe; lo Studio Fludd, composto da Matteo Baratto, Caterina Gabelli, Clara Giaquinto, Sara Maragotto e Valeria Sanguin, che ha composto per l’occasione il concept visuale degli sfondi delle vetrine e realizzato pezzi a tema; la graphic designer Milena Zanotelli che ha composto ad hoc delle nature morte ammiccanti e apparentemente rassicuranti dove invece, negli angoli e negli interstizi, appaiono elementi preoccupanti, come è d’uso in questo genere artistico fin dall’antica tradizione fiamminga.  

 

Infine saranno presenti una quindicina di uccellini tassidermizzati, gentilmente in prestito dal Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza. Il gruppo della Santa Alleanza dei Guerriglieri Verdi, autori del guerrilla gardening della vernice, lasceranno in mostra alcuni segni del loro "attacco verde".

 

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