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03/11/2009

Mostra "Aleksandar Duravcevic"

Ad AB23 (chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino) fino al 6 dicembre

Dopo gli apprezzati vicentini Lucca e Monarca, lo spazio espositivo AB23 (contrà Sant'Ambrogio, 23) espone un importante artista internazionale: Aleksandar Duravcevic. La mostra, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza, presenterà alcuni recenti lavori del giovane montenegrino come i grandi disegni su carta che raffigurano ambienti faunistici e le nature morte con lampadari e oggetti di potere. Alle opere bidimensionali si aggiungeranno due speciali installazioni: la particolare "vasca" con piume di pavone e il site specific composto da specchi - elemento ricorrente nel linguaggio dell'artista - che, ingabbiati, creano un imprevedibile e misterioso gioco di riflessi infiniti. L'esposizione - che dispone di un catalogo con i testi della curatrice Stefania Portinari e di Francesca Comisso, docente al Politecnico di Torino, oltre che il racconto Il sonno dell'Unicorno di Massimiliano Carturan - resterà aperta al pubblico dall'8 novembre al 6 dicembre ai seguenti orari: giovedì e venerdì dalle 15 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. L'ingresso è libero.

L’arte di Aleksandar Duravcevic è pervasa da poesia e da un misticismo pieno di attesa e di bellezza. La lucida visione dell'artista montenegrino è macabra ed elegante allo stesso tempo. Con una disinvolta irriverenza da corsaro nero, Duravcevic assomma elementi imprevisti di assoluta contemporaneità alla memoria della storia dell’arte europea con fascino incondizionato e seduttivo. Le sue composizioni sono rendering di natura morta con qualcosa di bloccato e fisso; sono composizioni studiate e messe in posa con rappresentazioni di animali e insetti come in un antico trattato di scienza. Il suo interesse per la struttura degli esseri viventi fa sì che talvolta essi vengano raffigurati come animali-trofeo, quasi fossero bucrani sui muri delle architetture, oppure abbina visioni più delicate che comunicano la sorpresa data dall’osservazione di un piccolo passero.

Sulle sue opere aleggia un senso di decadenza ma anche di stupore per il fascino corrotto del decesso, del potere e dell’opulenza: le piume di pavone presenti ad AB23 non solo richiamano all'immortalità come vuole la simbologia paleocristiana, ma sono anche segni di bellezza e meraviglia. Sfondi scuri, o al contrario di un bianco abbagliante, caratterizzano le opere di Duravcevic, il quale cerca nella dualità buio/luce dei latenti richiami alle visioni barocche di caravaggesca memoria, e mostra inoltre il suo passato da incisore. Altri referenti delle sue creazioni sono il cinema – con l’effetto del moltiplicarsi dei piani sequenza o il procedimento del freeze-frame (l’arresto-blocco e la successiva ripresa di scena spostata) - e lo specchio, con il quale l’artista misura l’ambiente e lo replica, suggerendo una realtà parallela.

L’immaginario di Duravcevic, come scrive Stefania Portinari, è «irrealistico e tragico od oggettivo e scopritore di naturalia, è una somma di rapimenti estatici, un archivio di immagini e di relazioni nomadi e forti, derivate dalla sua storia personale, come tableaux vivant dove giacciono il tempo e la fissità».

Nato in Montenegro nel 1970, Aleksander Duravcevic vive a Brooklyn, New York, dove ha  insegnato al famoso istituto Pratt. Prestigiose sedi hanno esposto i suoi lavori come il Museo di Brooklyn, il PS1 di New York, il Metropolitan Museum di New York, il Museo di Podgorica in Montenegro, il Museo Marino Marini di Firenze. Alcune sue opere sono presenti alla Bibliteca del Congresso di Washington, al Museum of Fine Art di Boston, alla Columbia University, all’Iowa Uneversity, al Museo di Springfield e all’Università di Harvard. L’artista attualmente lavora con la galleria Roepke di Colonia.

Informazioni all’Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza:

Tel. 0444 222122 – 326547

uffmostre@comune.vicenza.it

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