Dal 06/07/2007 al 30/10/2007
udrai parlar di lui continuamente nella vita - mostra
Museo del Risorgimento e della Resistenza Villa Guiccioli
orario 9 - 13 / 14,15 - 18
lunedì chiuso - ingresso libero
informazioni tel. 0444 322998
Così Vicenza, che Garibaldi visitò nella primavera del 1867 in occasione delle elezioni politiche per la nuova legislatura, aderisce alle celebrazioni nazionali per il bicentenario della nascita delleroe dei due mondi, in programma questanno e lanno prossimo.
La mostra, intitolata udrai parlar di lui continuamente nella vita, è organizzata dai Musei Civici di Vicenza ed è riconosciuta dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, sotto lAlto Patronato del Presidente della Repubblica, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e inserita nella programmazione del Comitato Provinciale per la valorizzazione della cultura e della Repubblica nel contesto dellunità europea. Hanno collaborato gli Istituti per la Storia del Risorgimento Italiano di Vicenza, Padova, Venezia e Treviso
Tra gli oggetti esposti ci sono la camicia da notte che Garibaldi indossava in punto di morte, i pantaloni da lavoro indossati nellisola di Caprera, il bastone utilizzato dopo la ferita dellAspromone, un orologio personale da taschino, un manoscritto originale del romanzo I Mille.
Di Giuseppe Garibaldi, assurto a mito già nel corso della sua avventurosa vita, il Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza possiede numerose testimonianze conservate nella ricca Raccolta: Domenico Cariolato, uno dei Mille. Attraverso lanalisi di questi documenti si capisce come la costruzione di quel mito cominciò dallo stesso Garibaldi e fu successivamente continuata dalla sua discendenza. Si trattava di unoperazione che rientrava nelle manifestazioni di ritualizzazione del Risorgimento e nellesigenza diffusa nel tempo di attribuire solennità ad un personaggio che entrava in quel momento a far parte della storia come patrimonio civile ed etico delle coscienze di tutti.
Proprio con i cimeli garibaldini il carattere feticistico e quasi religioso raggiungeva livelli da idolatria, integrandosi con una leggenda consolidata, di cui lo stesso Garibaldi era stato regista abile, nonché attento cultore delle tecniche di trasmissione della memoria.
La piccola ma significativa esposizione di testimonianze, presentata dal Museo di Villa Guiccioli, ha il pregio di mostrare oggetti appartenuti allo stesso Garibaldi e da questi, o dai suoi figli, trasformati in documenti di venerazione reliquiaria, cogliendo lintento di esporre cose, probabilmente di pochissimo valore storico-documentario, ma di straordinaria potenza suggestiva.