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22/09/2005

Sette contro Tebe di Eschilo

Teatro Olimpico di Vicenza - 22,23,24 e 25 settembre 2005 - ore 21

Traduzione di Monica Centanni
Regia, Jean-Pierre Vincent

Personaggi e Interpreti
Eteocle, Massimo Popolizio
Messaggero, Carlo Valli
Araldo, Daniele Salvo
Antigone, Rossana Giordano
Ismene, Lucia Cammalleri
Corifea, Annalisa Insardà
Produzione Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico - onlus
in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto

Prevendite: botteghino dell'Olimpico, aperto dalle 9 alle 16.45 dal martedì alla domenica, e al call center (tel. 199 112 112), in funzione dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì e dalle 8 alle 15 del sabato.

PROVE APERTE AL PUBBLICO sono programmate al Teatro Olimpico il 16,17,18 e 20 settembre, dalle 15,30 alle 17, e per accedervi è necessario prenotarsi telefonicamente allo 0444-222122, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.

Sette a Tebe si ricollega al mito di Edipo, marito di Giocasta, sua madre, dalla quale ha quattro figli: Eteocle e Polinice, Antigone e Ismene. Passano alcuni anni; Tebe è devastata da pestilenza: perché, dice l'oracolo, accoglie in sé un parricida, il quale bisogna cercare e scacciare. Lo stesso re, Edipo, dà ordini per la ricerca. E si viene a scoprire che Edipo è il parricida e lo sposo di sua madre. A tale rivelazione Giocasta si uccide; Edipo si trafigge gli occhi e va, errabondo e cieco, in esilio. E siamo ai Sette, alla terza generazione. Nel frattempo Edipo è morto. Re di Tebe è Eteocle, nemico mortale del fratello Polinice. Grava sui due una terribile maledizione paterna. Polinice, alleatosi col re di Argo, Adrasto, muove contro Tebe.
La tragedia comincia che l'esercito argivo è alle porte della città. Sei guerrieri, e Polinice settimo, sono alle porte. Viene un nunzio dal campo e dice i nomi e le armi dei sette guerrieri. Risponde Eteocle, e stabilisce quali guerrieri tebani opporrà a ciascuno dei sei guerrieri argivi: contro il settimo, Polinice, se stesso. Col ferro e con la morte Eteocle e Polinice si spartiranno l'eredità paterna. Eteocle si precipita alla battaglia
Poco dopo rientra in scena il nunzio che narra la morte dei due fratelli, l'uno ucciso dall'altro. Ora c'è il contrasto per la sepoltura, perché i magistrati di Tebe vogliono che Polinice sia gettato fuori dalla cerchia tebana, preda ai cani e agli uccelli. A questo ordine Antigone si ribella; e mentre Ismene segue nel trasporto il cadavere di Eteocle, Antigone segue il cadavere di Polinice.
I sette sono il dramma di Eteocle. Che è veramente la più bella espressione di guerriero-eroe di tutto il teatro greco. Unicamente guerriero. Perfino il senso religioso lo sommette al senso della guerra. Preghino le donne, obbligo suo è combattere. Resistere ai nemici, questo è il vino di cui Are si nutre. Egli conosce quali Erinni ha il suo capo, quale maledizione: il suo cuore supera anche questo, perché il suo cuore è solo combattere, qualunque sia del combattere la fortuna anche la morte.

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