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14/11/2012

Strade, da domani nuove regole per chi effettua scavi a Vicenza

Nuovo corso da domani per chi esegue lavori sulle strade del territorio comunale. La giunta ha infatti approvato questa mattina l'annunciato disciplinare che manda in soffitta le vecchie regole ritenute dall'amministrazione troppo larghe di manica nei confronti di chi effettua scavi e ripristini per interventi nei sottoservizi (gas, telefono, acqua, banda larga). “Dato che le strade non sono figlie di nessuno, ma sono nostre e ci spendiamo sopra diversi soldi – aveva evidenziato il sindaco Achille Variati quest'estate durante un sopralluogo a un cantiere -, è giusto che quando devono essere fatti degli scavi, i ripristini vengano poi eseguiti a regola d’arte”.

Di qui l'elaborazione del nuovo disciplinare che interessa non solo strade, piazze e marciapiedi, ma anche piste ciclabili e ciclopedonali, aree verdi e aiuole di proprietà comunale o a uso pubblico. “Finalmente abbiamo uno strumento aggiornato – ha dichiarato stamane l'assessore ai lavori pubblici e alle infrastrutture stradali Ennio Tosetto, presentando il nuovo documento -, che mette l'amministrazione al riparo da spese impreviste per manutenzioni ordinarie e straordinarie a causa degli interventi riparatori per cedimenti o rotture in genere”.

Privati, enti, aziende e società concessionarie di pubblici servizi dovranno dunque attenersi alle nuove regole, che vanno dalla richiesta dell'autorizzazione al ripristino del manto stradale, passando per l'esecuzione dei lavori.

La novità più importante è il valore del deposito cauzionale a garanzia dell'esatta e tempestiva esecuzione degli interventi. Mentre fino ad oggi, oltre al pagamento dell'occupazione del suolo pubblico, si dovevano depositare 130 euro al metro lineare per i passi carrai, 78 euro per gli smussi dei marciapiedi e 16 euro per i sottoservizi, da domani la musica cambierà radicalmente. La ditta che che si aggiudicherà i lavori, infatti, dovrà versare – per ogni metro quadrato - 60 euro in caso di strade asfaltate, 100 euro in caso di marciapiedi, 150 euro se l'area è in materiale lapideo (porfido, ciottoli, trachite...) e 20 euro se si tratta di superficie a prato; nel caso di interventi specifici, poi, vanno depositati 250 euro per ogni albero ad alto fusto e 60 euro per arbusto e per metro lineare di siepe. Importo minimo della garanzia: 1.000 euro.

Inoltre – ha precisato Tosetto – la fidejussione bancaria dovrà coprire il 30% in più del deposito cauzionale”. Nel caso infatti sia costretto a ripristinare le parti non regolarmente eseguite per inadempienza del privato o della ditta, il Comune si tratterrà le spese sostenute (calcolate in base ai prezzi stabiliti dalla Camera di Commercio maggiorati del 30%), oltre ad una penale di 1.000 euro per ogni singolo inadempimento delle prescrizioni tecnico-amministrative; e ad una penalità di 100 euro per ogni giorno di ritardo se i lavori si protrarranno oltre il termine previsto. La delibera infine precisa che gli importi delle cauzioni e delle penali potranno essere rivalutati periodicamente.

Sarà lo stesso Comune (o Aim in regime di global service dal 2009) a verificare l'osservanza delle norme durante e dopo i lavori, in quanto, come stabilisce il disciplinare, i tratti di strada o di marciapiedi oggetto di intervento rimarranno in manutenzione a chi ha eseguito lo scavo per tre anni a partire dal completamento dell'intervento, anche se il deposito cauzionale verrà svincolato non prima che siano trascorsi sei mesi dall'ultimazione dell'intervento e dalla verifica da parte del Comune (o di Aim) della regolare esecuzione.

Il disciplinare comunque stabilisce anche che le concessionarie di pubblici servizi consegnino al Comune entro gennaio di ogni anno i programmi annuali degli interventi che interesseranno il sottosuolo stradale di Vicenza (allacciamenti a singole utenze private escluse), affinchè venga esaminato dal settore Infrastrutture del Comune, il cui dirigente convocherà entro febbraio una conferenza di servizi con le concessionarie per coordinare al meglio gli scavi e i ripristini.

Oltre a dettare regole sulla segnaletica stradale, il documento approvato questa mattina contiene prescrizioni anche in materia di segnaletica e barriere stradali, le modalità da seguire per i lavori urgenti per la tutela della sicurezza pubblica e per i ripristini definitivi, indicazioni per la pubblicità degli interventi che comportano particolari disagi alla circolazione e ai residenti.

Nessun margine di interpretazione, in particolare, è lasciato dal disciplinare sulla tipologia dei ripristini da effettuare nelle strade asfaltate, posto che solo eccezionalmente saranno autorizzati scavi obliqui. Una tabella riporta infatti quello che dovrà essere lo stato finale dell'intervento in base al tipo di scavo. Trasversale, parallelo, obliquo, parallelo o obliquo a cavallo delle corsie, il ripristino dovrà includere un margine di 1,5 metri e coprire tutta la larghezza della corsia o delle corsie interessate. E qualora si tratti di più scavi ad una distanza inferiore a 10 metri l'uno dall'altro, il ripristino dovrà essere unico.

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