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01/08/2012

Sale gioco, il Tar accoglie la richiesta di sospensiva dell’attività di corso S. Felice

Dura la posizione del sindaco Variati contro lo Stato

Il Tar del Veneto ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dalla società Sicur Game contro la revoca dell’agibilità disposta dal Comune lo scorso 18 giugno per la nuova sala giochi e scommesse aperta in corso Santi Felice e Fortunato 265-267. Lo hanno reso noto questa mattina il sindaco Achille Variati e l’assessore agli affari legali Massimo Pecori.

“La questione verrà affrontata nella sostanza nell’udienza fissata per l’11 settembre – spiega Variati -, ma intanto il giudice amministrativo ha accolto la richiesta perché ritiene che il Comune, nell’emettere l’ordinanza di revoca e sospensione dell’attività, non ha tenuto conto del fatto che la questura, nel frattempo, aveva rilasciato ai titolari la licenza. Ne prendiamo atto, ma ci dispiace – ha aggiunto il sindaco –, perché non siamo affatto d’accordo che la licenza questorile sia l’atto conclusivo di un procedimento. Nella fattispecie, la licenza avrebbe di fatto reso agibili locali che non rispettano le norme urbanistiche comunali. Significa allora che il potere di programmazione del territorio di un consiglio comunale non ha alcun peso rispetto ad un’autorizzazione dello Stato? È dunque una questione molto seria, perché riguarda il potere di autonomia costituzionale degli enti locali: lo Stato da solo non fa la Repubblica, che è invece costituita anche da Regioni, Province e Comuni”.

“Ricordo peraltro – ha aggiunto Pecori – che il Comune, dal canto suo, ha recentemente impugnato le licenze rilasciate dalla questura per l’apertura di nuove sale gioco nel territorio comunale perché violano le norme urbanistiche adottate dal consiglio comunale e il regolamento per l’apertura e la gestione delle sale gioco. Noi sosteniamo quindi la tesi inversa al Tar e cioè che è semmai la questura, nel rilasciare le autorizzazioni, a non aver tenuto conto delle regole del Comune”.

Infine l’affondo del sindaco: “Trovo scandaloso che lo Stato non si faccia alcuno scrupolo pur di incassare soldi sulla pelle dei cittadini e che ignori le sofferenze della famiglie alle prese sempre più spesso con problemi legati alla ludomania e alla ludopatia, con beffa finale di spese per le cure sanitarie di queste persone malate. Addirittura si racconta di disposizioni coperte che invitano i questori a rilasciare licenze per sale gioco proprio perché lo Stato ha bisogno di soldi. Basti pensare che mentre i negozi e i supermercati chiudono, in una città di 115 mila abitanti come Vicenza ci sono attualmente già 24 sale gioco e altre sono in arrivo: è evidente che la situazione induce la gente a consegnare alla fortuna quel poco che gli rimane. Quello dello Stato è un gioco pericoloso che non capisco e a cui non sto”.

 

 

 

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