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06/07/2012

Moria di pesci nel Retrone, Dalla Pozza: "Vietare la pesca non sarebbe servito a nulla"

"La causa è la scarsa ossigenazione"

"La moria di pesci nel Retrone è stata causata dalla mancanza di ossigeno che ha portato all’asfissia degli animali; un’ordinanza per vietare la pesca sarebbe stata perfettamente inutile".

L’assessore all’ambiente, Antonio Marco Dalla Pozza, fa chiarezza sulle cause della recente moria di pesci nel fiume riscontrata a partire dal 3 luglio, smentendo le ipotesi riguardanti la possibilità di legare la morte ad agenti inquinanti e rispondendo a chi ha parlato della necessità di ordinare il divieto di pesca.

"La relazione dell’Arpav di ieri – spiega Dalla Pozza - imputa la causa della moria di pesci alla scarsità di ossigeno presente nell'acqua, inferiore a 2 mg per litro, unita all’alta temperatura dell’acqua stessa che ha superato i 20 gradi. La combinazione di questi due fattori, la scarsità di ossigeno e l’alta temperatura, è incompatibile con la vita delle specie ittiche presenti che, infatti, sono morte per asfissia".

"Purtroppo il Retrone è storicamente scarso di acqua in estate poiché attinge da un limitato bacino idrografico – continua l’assessore – e la situazione è resa più difficile anche dal cantiere del Genio Civile della Regione Veneto che all’altezza del ponte di via Maganza sta sistemano il fiume dragando il fondo, aumentando così la presenza di sostanza organica che "consuma" l’ossigeno. Inoltre, l’acquazzone ha portato all’attivazione di alcuni sfioratori della pubblica fognatura e al trascinamento nel fiume di acqua calda e polveri provenienti da strade e piazzali dilavati".

"Lo ripeto – conclude Dalla Pozza – con la moria di pesci l’inquinamento non c’entra nulla. A dirlo non è il Comune di Vicenza, ma l’Arpav, l’agenzia regionale per l’ambiente che è la massima autorità in materia. Il divieto di pesca sarebbe stato perfettamente inutile, come dimostra anche il fatto che l’ufficio Pesca della Provincia di Vicenza non ha chiesto l’adozione di nessun provvedimento particolare oltre a quelli che abbiamo portato avanti".

"In ogni caso – conclude Dalla Pozza – abbiamo concordato con il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta di aumentare la quantità d’acqua fresca nel Retrone, attingendola dal canale Cordano che si trova a nord di Ponte del Quarelo con l’obiettivo di aumentare l’ossigenazione del fiume e ridurre la temperatura dell’acqua. Per l’inizio della settimana prossima, inoltre, ho fissato un incontro con Provincia di Vicenza, Genio Civile, Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, Associazione Pescatori, Arpav e Acque Vicentine per fare il punto della situazione e discutere di eventuali altre rimedi contro i problemi di ossigenazione".

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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