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13/04/2012

Coppie di fatto, consegnate in Comune 3000 firme raccolte da Dir.Vi.

Il sindaco Variati: “Firmerò un’ordinanza per il rilascio dell’attestazione di famiglia anagrafica: estendiamo i diritti senza minare l’istituto della famiglia basata sul matrimonio”

Oggi il Comitato Dir.Vi. ha consegnato in Comune, e formalmente al sindaco, le 3000 firme raccolte a sostegno della petizione per le coppie di fatto.
Al sindaco, in particolare, con la petizione si chiede di autorizzare, attraverso la firma di un’ordinanza, il rilascio di un’attestazione di famiglia anagrafica basata sui “vincoli di natura affettiva”.
“La legge 1228 del 1954 e il successivo regolamento di attuazione dpr 223 del 1989 sostengono che la famiglia anagrafica è la formazione costituita da persone che coabitano e sono legate da vincoli di matrimonio o di parentela o di affinità o di adozione o tutela o anche solo da vincoli affettivi – spiega il sindaco Achille Variati -. La legge non precisa se questi vincoli affettivi siano tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso e quindi le coinvolge entrambe e non prevede l’istituzione di un registro o di un elenco per la famiglia anagrafica che è diversa rispetto alla famiglia nucleare basata invece sul contratto matrimoniale.
Quindi l’esistenza del solo vincolo affettivo è sufficiente per creare una famiglia anagrafica che si basa unicamente sulla dichiarazione degli interessati all’atto della certificazione anagrafica. E demanda al sindaco con propria ordinanza all’ufficiale anagrafico di accogliere le dichiarazioni dei vincoli affettivi.
Prendo atto del fatto che ben 3000 cittadini in tempi molto brevi hanno firmato questa petizione, il che dimostra come in questa società esistano le cosiddette coppie di fatto – sottolinea il sindaco -. La famiglia resta il cuore e il cardine della società, basata sul vincolo duraturo del matrimonio. La Chiesa giustamente sostiene la famiglia fondata sul matrimonio che per i credenti è un vincolo non solo giuridico, da cui derivano diritti e doveri, ma anche un vincolo sacro.
Non si tratta affatto di minare l’istituto della famiglia basata sul matrimonio, ma di garantire un’estensione dei diritti e dare tutele in più a quei cittadini, che sono molti anche nella nostra città, e che scelgono una convivenza duratura.
Credo sia ingiusto mettere sullo stesso piano i diritti della coppia legata da un vincolo matrimoniale con i diritti di una coppia non legata da un vincolo duraturo, altrimenti si andrebbe a minare il vincolo matrimoniale che comporta precisi diritti e doveri tra i coniugi. Non si discute invece sui diritti e doveri verso i figli nati da una coppia legata da vincolo matrimoniale o convivente, diritti che sono uguali in entrambi i casi.”
Il sindaco descrive il provvedimento che verrà emanato in tempi brevi.
“La maggiore tutela di coloro che decidono di vivere una loro vita nella convivenza si concretizzerà con una ordinanza sindacale che consentirà allo sportello anagrafico di effettuare una dichiarazione che la coppia è legata da un duraturo vincolo d’affetto o che confermi il vincolo d’affetto esistente da tanti anni; condizione indispensabile è la coabitazione stabile, nel nostro caso nel Comune di Vicenza – precisa Variati - .
Questa autodichiarazione fatta da entrambi comporterà che su richiesta, anche di uno solo della coppia venga rilasciato un attestato di famiglia anagrafica. E perché questo avvenga intendo attivarmi in tempi brevi. Il contenuto della petizione è molto più ampio, ma senza questo passo fondamentale anche le altre richieste rimarranno bloccate.
Su queste questioni ritengo ci si debba muovere con cautela. Al riconoscimento di attivazione della legge, attraverso la firma dell’ordinanza, dovrà passare un congruo tempo per capire se questo fenomeno supportato da migliaia di firme si tradurrà in volontà espresse all’ufficio anagrafe del Comune.
Molto più complesse saranno le questioni regolamentari ai vari livelli – conclude il sindaco -. Non sono infatti d’accordo in forme di semplice equiparazione. Questo è un passaggio civile, culturale, profondamente laico anche se fatto da un sindaco cattolico che attiva dei meccanismi di tutela che ritengo importanti e di cui di recente ho discusso anche con il direttore generale dell’Ulss6: il sistema sanitario infatti, di fronte alla privacy, considera i partner come due estranei.”
“In questi due mesi abbiamo avuto il riconoscimento e il sostengo di migliaia di cittadini – interviene Matteo Stella presidente del Comitato Dir.vi che ha consegnato le firme stamattina in Comune insieme ad Arianna Bildiroglou -. Molte sono state anche le coppie sposate che hanno firmato la petizione, sintomo che il tema è sentito da molti e trasversale. Siamo certi che questo è uno strumento, un primo passo. Abbiamo trovato da subito disponibilità di dialogo da parte di Variati. Nelle prossime settimane lavoreremo affinché l’attestazione anagrafica venga rilasciata anche nei Comuni della provincia con cui avremo un incontro ai primi di maggio.
Vorrei ricordare che Vicenza è una delle prime città in cui si è affrontato questo tema. Al momento è uguagliata da Padova, Bologna e Ravenna e da pochi altri comuni. In questi giorni sono sorti comitati analoghi al nostro anche a Roma e a Milano.”

 

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