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23/01/2012

Giornata della memoria, venerdì 27 gennaio al Quadri “Vitamia, parla”

Uno spettacolo teatrale contro il razzismo e per la coesione sociale

Nell’ambito delle commemorazioni per la Giornata della Memoria in ricordo delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell’Olocausto, e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati, si terrà uno spettacolo teatrale dal titolo “Vitamia, parla”, venerdì 27 gennaio dalle 17 alle 19 nell’aula magna del Liceo Scientifico Quadri di via Carducci 17. Lo spettacolo è per tutti i Rom, Sinti e Jenische, per tutte le ebree e gli ebrei, per gli uccisi di ieri e quelli di domani.
L’evento è stato organizzato dall’assessorato alla famiglia e alla pace del Comune e dall’Ufficio scolastico territoriale di Vicenza in collaborazione con le scuole della Rete senza confini di Padova e la Caritas diocesana vicentina.
“L’iniziativa – dichiara l’assessore Giovanni Giuliari - si inserisce nel percorso che l’amministrazione comunale ha voluto iniziare per informare la cittadinanza in merito alle discriminazioni e sofferenze subite dalle popolazioni Rom e Sinte nel corso dei secoli. Un percorso che ha visto in questi anni il coinvolgimento prezioso delle associazioni di volontariato, le stesse comunità nomadi, l’Ufficio scolastico provinciale, gli istituti comprensivi, molte maestre, parrocchie e singole famiglie vicentine, le forze dell’ordine. Ora vogliamo coinvolgere gli istituti delle scuole superiori per sensibilizzarle alla lotta contro il razzismo e per rafforzare la coesione sociale che richiede anche la valorizzazione dei diritti e della cultura dei Rom e dei Sinti che vivono nel nostro territorio”.
Lo spettacolo mira a promuovere la conoscenza di eventi storici che hanno segnato tragicamente anche la storia e la cultura dei popoli Rom e Sinti. L’obiettivo è di informare e sensibilizzare la cittadinanza e, in particolare, gli studenti delle scuole superiori sulla persecuzione subita dalle popolazioni Rom e Sinte durante il periodo nazifascista, quando, come gli ebrei, furono oggetto della “soluzione finale”, che vide nel periodo 1940-45 la morte nei lager di più di 500.000 cosiddetti “zingari”, spesso utilizzati come cavie in esperimenti scientifici. L’evento, tuttavia, vuole oltrepassare il rituale commemorativo e si propone di favorire la conoscenza della storia e della cultura dei popoli Rom e Sinti come una risorsa per tutti, grazie anche alla partecipazione delle scuole ed al coinvolgimento attivo degli studenti.
Il programma prevede uno spettacolo teatrale sulla vita di Mariella Mehr, scrittrice Jenische, interpretata dall’attrice rom Dijana Pavlovic, e un reading di poesie di Paula Bloom, poetessa sinta.
La manifestazione, organizzata con il coinvolgimento di insegnanti e studenti delle scuole superiori, ma aperta a tutta la cittadinanza, è a ingresso libero e si colloca tra le attività che l’assessorato alla famiglia e alla pace organizza a favore dello sviluppo di una cultura della pace e dei diritti umani in sinergia con il territorio, le istituzioni e le associazioni che promuovono l’incontro e la solidarietà tra le culture.

Dijana Pavlovic, laureata in arti drammatiche all’Università di Belgrado, vive e lavora a Milano, è attrice professionista e da tempo promuove la cultura e la letteratura rom e svolge anche il ruolo di mediatrice culturale nelle scuole. A Vicenza racconterà ed interpreterà la vita della poetessa Mariella Mehr, nata nel 1947 in Svizzera, allontanata dalla madre, affidata a famiglie stanziali. Da bambina, subendo violenze di ogni tipo, viene spostata tra 16 orfanatrofi e tre riformatori, ricoverata in clinica psichiatrica e ospite per 18 mesi di una prigione femminile. Si “salva” grazie all’attività politica e giornalistica e più tardi a quella letteraria.

Paula Bloom, nata in Alto Adige, dove vive tuttora, “Mendicante dei sogni”, come è il titolo di uno dei suoi libri, continua a mendicare il grande sogno di dare voce all'immenso patrimonio di umanità e di cultura del popolo nomade, ai suoi valori umani, spirituali, artistici. Dare voce a chi voce non l'ha mai avuta ed ora rischia di perderla del tutto di fronte all'imbarbarimento dei tempi, ad una società sempre più incapace di accoglienza, da una parte, ed una necessaria integrazione, dall'altra, che spesso si traduce in adeguamento passivo. Più volte premiata al concorso artistico internazionale “Amico rom” di Lanciano (Chieti), nell'ambito del quale ha conseguito nel 2011, prima tra i Sinti, il primo premio alla carriera.

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