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21/12/2011

Vicenza è tra i 30 Comuni che sperimenteranno, per primi, la nuova contabilità, Variati: "Una vera rivoluzione agganciare le spese direttamente alla cassa"

E sul bilancio 2012: “Nuove tasse solo se non riusciremo a mantenere i servizi essenziali”

Il Comune di Vicenza è tra i 30 enti italiani che sperimenteranno, per primi, la nuova contabilità di cassa. "E’ una vera e propria rivoluzione – ha commentato il sindaco Achille Variati – che investe il modo di fare bilancio e contabilità in Comune. Una complicazione virtuosa, alla quale ho voluto aderire sia perché fra due anni diventerà un obbligo per tutti i Comuni, sia perché, con i tempi che corrono, preferisco che le nostre spese siano direttamente agganciate alla cassa".

Accanto al bilancio tradizionale, organizzato "per competenza", Vicenza e gli altri 29 Comuni della sperimentazione nazionale, già nel 2012 introdurranno dunque la nuova contabilità, detta "per cassa", tipica del mondo dell’impresa. "Anche la contabilità per competenza – ha spiegato Variati - , quella cioè che consente di dare il via ai lavori anche se i soldi in cassa non ci sono ancora, ha di fatto contribuito ad aumentare il debito pubblico del Paese. Tutto diventa più chiaro, benché più difficile, se per poter partire con un lavoro, i quattrini ci devono essere davvero, o grazie ad un mutuo già acceso, o per la vendita di un immobile. Tale modalità diventerà una regola nel 2014. Mi è sembrato interessante che Vicenza si attrezzasse fin da subito a questa rivoluzione e pertanto l’ho candidata in sede di ANCI nazionale".

I Comuni che parteciperanno proficuamente all’operazione saranno peraltro premiati con la possibilità di aumentare il patto di stabilità per complessivi 20 milioni di euro, di cui Vicenza spera di aggiudicarsi almeno 1 milione di euro.

L’annuncio dell’adesione alla sperimentazione contabile è stato, per il sindaco, anche l’occasione per fare il punto sul prossimo bilancio di previsione: "Da qui a fine anno – ha spiegato Variati – i tecnici della ragioneria imposteranno un modello che tenga conto delle recenti decisioni del governo, tra cui l’ulteriore riduzione di 1 miliardo e mezzo nei trasferimenti ai Comuni, l’introduzione dell’IMU sulla prima casa, ma soltanto come partita di giro e la possibilità di introdurre un’aliquota sulla seconda casa di cui solo metà resterebbe al Comune, a conferma che questa nuova tassa non è certo un’operazione di federalismo fiscale, ma una tassa che lo Stato ha consegnato per la riscossione ai Comuni e che si giustifica solo con la gravità della situazione economica del Paese".

Costruito il modello tecnico del bilancio ordinario sulla base delle nuove regole, nelle prime settimane del 2012 scaturiranno le decisioni politiche in merito all’eventuale introduzione di nuove aliquote, scelte di cui il sindaco ha già annunciato i principi ispiratori: "Nostro obiettivo principale – ha affermato il sindaco - è mantenere i servizi essenziali per l’assistenza e di sicurezza sociale e i servizi rivolti ai bambini. Se per questo motivo dovremo aumentare le entrate, lo faremo con la mano più morbida possibile, ben consci che ogni nuova imposizione va a gravare sulle già pesanti situazioni delle famiglie e delle imprese. Salvaguarderemo, inoltre, il principio di equità, tutelando i redditi più bassi. Non siamo affamati di entrate, ma abbiamo l’obbligo di mantenere i servizi essenziali".

La preoccupazione è dunque tanta: "Non escludo – ha precisato Variati – che una parte dei ricavi derivanti dalla vendita delle azioni dell’autostrada vengano impiegati per migliorare la situazione debitoria del Comune e quindi alleggerire gli oneri da pagare per le rate dei mutui".

Malgrado le difficoltà, tuttavia, Variati stigmatizza l’azione di protesta dei sindaci leghisti contro l’IMU: "Ricordo che quando l’ANCI aveva protestato contro i tagli ai Comuni, molti di loro si erano dissociati. Ora invece non esitano a protestare in modo chiaramente strumentale, di parte. Non lo accetto da chi, quando era al Governo, è stato corresponsabile della degenerazione finanziaria ed economica dell’Italia. Ciò non toglie che io sia molto preoccupato per i sacrifici chiesti ai cittadini e soprattutto per la reintroduzione della tassa sulla casa, da sempre percepita come iniqua perché va a colpire proprietà acquistate con risparmi già tassati. Penso però che la situazione in cui versava il Paese abbia portato il Governo a chiedere anche questo sacrificio con l’obiettivo che economia e lavoro tengano e non si distruggano i risparmi degli italiani. Mi auguro che il sacrificio sia davvero orientato allo sviluppo".

 

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