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06/12/2011

Stefano Bollani incontra Buster Keaton, biglietti ancora disponibili per il concerto di sabato 10 dicembre al Teatro Comunale

Sono ancora disponibili le ultime file di posti per lo spettacolo che, il prossimo sabato 10 dicembre alle 20.45, al Teatro Comunale, vedrà protagonista il pianoforte di Stefano Bollani, ovvero uno dei musicisti italiani da diversi anni più noti sul panorama internazionale. Stefano Bollani, reduce dal successo del programma televisivo "Sostiene Bollani", eseguirà dal vivo la colonna sonora di "Come vinsi la guerra" di Buster Keaton, film muto del 1927 che ha segnato la storia della cinematografia nascente; a prologo, spiegherà al pubblico come è nato questo progetto e, nel suo personalissimo caso di musicista compositore-esecutore-improvvisatore, come nasce una musica per film.
L'organizzazione è curata dall'assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, in collaborazione con l'associazione Ida Onlus alla quale - grazie alla sensibilità dell'artista - sarà devoluto tutto l'incasso che servirà per sostenere il “Progetto Cambogia” , a favore di una scuola-laboratorio e di una casa famiglia per ragazzi e bambini di strada.
Per questo concerto - sostenuto anche da Unicredit oltre che, come Vicenza Jazz, da Trivellato Mercedes Benz e Aim, e in collaborazione con l'associazione I-Jazz - si possono ancora acquistare i biglietti in prevendita (intero: 25 euro più diritti di prevendita; ridotto, under 25 e over 65: 20 euro più diritti di prevendita), mentre l’ingresso è gratuito per i bambini fino ai 12 anni. La prevendita è attiva alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (0444324442, biglietteria@tcvi.it) dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30; martedì e giovedì anche dalle 10.30 alle 13; on line al sito www.tcvi.it e agli Sportelli della Banca Popolare di Vicenza.
Informazioni: Ufficio Festival Jazz, Assessorato alla Cultura, 0444 221541, infocultura@comune.vicenza.it, www.comune.vicenza.it

Stefano Bollani
Fra i molteplici elementi che connotano la personalità musicale di Stefano Bollani, c’è una particolare predilezione per la rivisitazione - in modo ovviamente personale, oltre che attuale - di epoche e atmosfere del passato. Con Stefano Bollani meets Buster Keaton si ha la possibilità di godere di un suggestivo tuffo nel passato: riprendendo la consuetudine d’inizio del secolo di accompagnare in sala la proiezione dei film muti, la musica del pianoforte di Stefano Bollani sarà la colonna sonora dal vivo delle immagini di Come vinsi la guerra (The General) di Buster Keaton, raro caso di film comico che si rivela anche un trascinante racconto d’avventura, in cui la commedia convive con il sentimento.
In Come vinsi la guerra si capisce subito che due sono le cose importanti nella vita di Johnny Gray (interpretato dallo stesso Buster Keaton): la locomotiva (The General) e la fidanzata (Annabelle). I guai cominciano con l'arrivo della guerra di Secessione, sia perché Johnny non riesce ad arruolarsi nel suo esercito (quello sudista), provocando così lo sdegno della famiglia di Annabelle, sia perché l'esercito nordista decide di rubare "Il Generale", ovvero la sua locomotiva (fra l'altro con Annabelle a bordo), per sferrare l'attacco decisivo. A Johnny non resta altro che cercare di sottrarla dalle mani nemiche, anche a costo di lottare da solo.
I fatti raccontati in Come vinsi la Guerra sono realmente accaduti durante la guerra civile americana, narrando le vicende di un meccanico sudista (Andrews) che già avevano ispirato un romanzo di William Pettenger; sicuramente, si tratta del film che Buster Keaton amava di più tra quelli che portano la sua firma: una delle commedie più belle del cinema muto, qui impreziosita dalla ricchezza musicale della colonna pensata e realizzata da Stefano Bollani. Fra i suoi mirabili lungometraggi, Come vinsi la guerra è l'ultimo film di Keaton come regista, per alcuni forse il suo più bello. La fusione tra l'uomo e la locomotiva unitamente alla ricchezza delle invenzioni e al viaggio del treno nei grandi spazi americani hanno consegnato questo film alla leggenda, malgrado le difficoltà incontrate all'epoca della sua uscita. E' proprio grazie a film come questo che "il comico che non ride mai" (per contratto non poteva sorridere) va considerato fra i maestri insuperati dell'epoca del muto.   
Da tempo fra i personaggi internazionali del jazz, sicuramente il più noto e popolare fra quelli usciti nell'ultimo decennio sul panorama italiano, Stefano Bollani è un musicista a suo modo unico: pianista dotato sotto il profilo sia tecnico che creativo, è anche uno showman naturale, senza che ciò abbia a indebolire le sue indubbie e riconosciute capacità artistiche.
"Scoperto" e inizialmente valorizzato da Enrico Rava (all'Olimpico di Vicenza lo ricordiamo molto giovane, già nel '98, ancor prima di esser nominato nuovo talento dalla rivista "Musica Jazz"), ha poi avuto l'opportunità di mostrare il meglio di sé anche al fianco di musicisti di valore assoluto, da Richard Galliano a Phil Woods, Lee Konitz, Miroslav Vitous, Han Bennink, Aldo Romano, Michel Portal, Gato Barbieri, Pat Metheny, Chick Corea, Bobby McFerrin, Franco D' Andrea, Martial Solal, Uri Caine, John Abercrombie, Kenny Wheeler, Greg Osby, sui palchi più prestigiosi del mondo, sia di tradizione jazzistica che classica.
Fra le tappe della sua carriera, fondamentale è la collaborazione iniziata nel 1996 - e da allora mai interrotta - con il suo mentore Enrico Rava, al fianco del quale tiene centinaia di concerti e incide ben tredici dischi. I più recenti: Tati (ECM 2005), in trio con Paul Motian alla batteria, (disco dell'anno per l'Academie du jazz francese), The third man (ECM 2007 - miglior disco dell' anno per la rivista americana Allaboutjazz e per l' italiana Musica jazz) e New York days (ECM 2008), in quintetto con Mark Turner, Larry Grenadier e Paul Motian (disco dell'anno per Musica jazz).
Negli anni ha quindi collaborato con colleghi di estrazione diversa: dal pop all'avanguardia, dal mondo dei cantautori a quello del teatro, dalla musica sudamericana alla classica: recente la sua incisione della Rapsodia in Blu e del Concerto in Fa di Gershwin, con la direzione di Riccardo Chailly.   
Per l'etichetta francese Label Bleu realizza quattro cd: un omaggio allo scrittore Raymond Queneau, registrato in trio con Scott Colley e Clarence Penn (Les fleures bleues, 2002), un disco in completa solitudine (Smat smat, 2003, segnalato dalla rivista inglese “Mojo” come uno dei migliori dieci dischi jazz dell’anno), un disco per trio jazz e orchestra sinfonica con Paolo Silvestri ad arrangiare e dirigere l'Orchestra Regionale Toscana (Concertone, 2004), un doppio album (I visionari, 2006) col suo nuovo quintetto più Mark Feldman, Paolo Fresu e Petra Magoni come ospiti.
Nel 2006 l'editore Baldini e Castoldi Dalai ha dato alle stampe il suo romanzo La sindrome di Brontolo. Bollani è apparso come personaggio, col nome di Paperefano Bolletta, in due storie a fumetti del settimanale Topolino, rivista di cui e' stato ufficialmente nominato Ambasciatore. Negli ultimi anni il suo nome si è spesso legato alla Rai, prima per Radio Tre (Dottor Djembé) e ora su Rai Tre ("Sostiene Bollani"). E' spesso citato dai referendum specialistici delle riviste internazionali nei primi posti assoluti, accanto ai mostri sacri del jazz ma sono innumerevoli i premi che ha ricevuto, non solo nel campo del jazz e della musica ma, in generale, della cultura.

"Progetto Cambogia", sostenuto dall'associazione Ida Onlus
La missione di Ida Onlus è quella di operare nel sociale in Cambogia per migliorare le condizioni di vita e di lavoro della popolazione locale.
Punta soprattutto a fornire una formazione tecnico-professionale che consenta alle persone di avere un futuro autonomo. Questo perché in Cambogia oltre il quaranta per cento della popolazione vive sotto la soglia di povertà e perciò molte famiglie sono costrette a far lavorare i figli, impedendo loro di seguire una formazione scolastica di base.
L’impegno e la motivazione dell’associazione traggono origine prima di tutto da una esperienza “familiare” che alcuni soci di Ida Onlus hanno vissuto in prima persona: l’adozione di un bambino nato in Cambogia.
Igino Brian di Vicenza, fondatore dell’associazione Ida Onlus, opera in Cambogia dal 2004 come operatore umanitario, con la moglie Lucia. A Phnom Pehn hanno creato una casa famiglia con una scuola laboratorio dove accolgono giovani e ragazze madri con i loro bambini. In laboratorio vengono insegnate ai ragazzi le tecniche artigiane per lavorare seta, argento e soprattutto l’ottone ricavato dalle mine antiuomo. La prima fonte di sostentamento della scuola deriva proprio dalla vendita dei monili in eventi e manifestazioni. Ma tutto il senso di questo lavoro educativo sarà raccontato personalmente da Igino Brian, orafo fondatore dell’associazione Ida Onlus, giovedì 15 dicembre alle 18.30 a Viart in contrà del Monte 13. Proprio a Viart, fino a gennaio, saranno in esposizione e vendita i gioielli artigianali protagonisti del Progetto Cambogia. Oltre all’acquisto dei gioielli e del biglietto per la serata Stefano Bollani meets Buster Keaton, si può sostenere Ida Onlus versando una quota minima di associazione o facendo una semplice donazione.
Maggiori informazioni sulla storia, la mission e l’operato del "Progetto Cambogia" sono disponibili al sito www.idaonlus.org, info@idaonlus.org.

 

 

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