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05/12/2011

Istruzione: l’assessore Moretti questa mattina a Padova con i colleghi veneti per affrontare il problema del blocco delle assunzioni nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali

Questa mattina a Padova, nelle sede del Comune, a palazzo Moroni, si sono riuniti gli assessori dei Comuni capoluogo del Veneto insieme al presidente della commissione istruzione dell'Anci, Riccardo Roman, per confrontarsi sulla critica situazione che si verrebbe a creare con l'applicazione della legge di stabilità 183 del 2011 che prevede il divieto per i Comuni di assumere personale nei nidi e nelle scuole dell'infanzia comunali.

L’incontro segue la decisione assunta dall’Anci la scorsa settimana a Roma - dove si erano riuniti gli assessori all'istruzione delle città capoluogo d'Italia - di scrivere al nuovo Ministro dell'istruzione Francesco Profumo, per denunciare il rischio che corrono le famiglie italiane coinvolte, circa 35 mila solo in Veneto.

“Riteniamo – dichiara l’assessore all’istruzione del Comune di Vicenza, Alessandra Moretti, questa mattina all’incontro di Padova – che la riduzione della spesa richiesta dal Governo non sia compatibile con l’esigenza di erogare servizi fondamentali alla collettività, tra cui i servizi educativi, nell’ambito dei quali, per la particolare struttura dei cicli scolastici, l’utilizzo del personale con rapporto di lavoro flessibile è molto diffuso. Senza contare che impedire l'autonomia gestionale dei Comuni in tale ambito appare assolutamente contrario a qualsiasi principio federalista, visto che, di fatto, i Comuni sostituiscono lo Stato nell'erogazione di servizi essenziali come questi”.

La disposizione che gli enti locali contestano si applica inoltre solo alle scuole comunali escludendo quelle statali: “È una discriminazione evidentemente anticostituzionale – sottolinea l’assessore Moretti -. In questo contesto di crisi economico-sociale che tocca da vicino le famiglie, compromettere il servizio significa davvero compromettere i principi di equità e sviluppo che lo stesso premier Monti ha citato più volte. Infatti, proprio il lavoro femminile, già pesantemente colpito dalla crisi e necessario per garantire alla famiglia una vita dignitosa, rischia di subire un tracollo a causa di una simile decisione: per le mamme lavoratrici le scuole dell'infanzia e i nidi sono un punto di riferimento educativo fondamentale da cui non si può prescindere”.

“A Vicenza – evidenzia Moretti - ci sono 16 scuole dell'infanzia comunali fondate prima del 1880, anno in cui cominciarono a venire istituite quelle statali: accolgono in tutto circa 1.200 bambini, ai quali si aggiungono gli oltre 600 bambini da 0 a 3 anni ospitati negli 11 nidi comunali. Si tratta di servizi di qualità che in questi anni hanno visto crescere la professionalità e la competenza del personale educatore: smantellarli sarebbe un altro schiaffo al sistema educativo vicentino e italiano in generale”.

 

 

 

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