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17/11/2011

Autostrada Serenissima, confermata con la firma del contratto preliminare la vendita delle azioni del Comune di Vicenza

Il Comune di Vicenza incasserà gli annunciati 31 milioni di euro dalla vendita delle azioni che detiene nella società Autrostrada Brescia-Padova. Oggi pomeriggio alle 15 è stato infatti firmato il contratto preliminare di vendita al fondo F2i di cui è amministratore delegato Vito Gamberale. F2i, dunque, ha deciso di concludere comunque l’operazione con i Comuni di Vicenza e di Padova, benché la Provincia di Padova si sia sfilata dalla cordata all’ultimo momento.

Per Vicenza le condizioni della vendita restano inalterate: al prezzo di 503 euro l’una il Comune cede ad F2i azioni pari al 3,574%, mantenendo per sé lo 0,276% delle quote, condizione che gli consentirà di restare nell’assemblea della società.

La firma di oggi ha sancito anche il trasferimento immediato al Comune di un anticipo pari a circa 2,9 milioni di euro di cui 1,9 milioni di euro serviranno per sottoscrivere, domani, l’annunciato aumento di capitale.

Il Comune di Padova venderà alla stessa cifra di 503 euro ad azione, che corrisponde all’ultima base d’asta andata deserta, il suo intero pacchetto azionario, pari al 3,85% delle quote.

“L’atteggiamento della Provincia di Padova si è dimostrato scorretto perché è venuta meno alla parola data – dichiara il sindaco Achille Variati -. Non ci aveva nemmeno sfiorato il pensiero che ci potesse tradire. Si era detto che avremmo venduto insieme e tra l’altro la Provincia ricopriva il ruolo di capofila, essendo detentrice di una quota maggiore di azioni.”

Nel pomeriggio, quindi, è avvenuta a Palazzo Trissino la firma del contratto per la cessione delle azioni dei Comuni di Vicenza e Padova a F2i alla presenza di Fabio Albano, procuratore speciale di F2i, Maurizio Tirapelle direttore del Settore servizi legali, contratti e patrimonio del Comune di Vicenza, e Giampaolo Negrin dirigente del settore patrimoni del Comune di Padova.

“Oggi abbiamo firmato il contratto per la vendita delle azioni detenute dal Comune di Vicenza secondo quanto avevamo stabilito, per una somma di 31 milioni di euro – prosegue Variati -. F2i ha già versato un acconto di 2,9 milioni di euro che ci permetterà domani mattina di esercitare il diritto di aumento di capitale per 1,9 milioni di euro. Siamo riusciti a portare a termine la procedura di vendita alle condizioni approvate dal consiglio comunale, le stesse della base d’asta andata deserta. Una serie di contatti nei giorni scorsi ha permesso oggi di concludere questa iniziativa a Palazzo Trissino, con la firma per la cessione delle azioni del Comune di Vicenza, che detiene ancora una piccola quota per sedere nell’assemblea della società, e del Comune di Padova che, invece, ha venduto tutte le quote. Questo ci consente di pensare ad un bilancio straordinario 2012 per una serie di opere strategiche di cui diremo nei prossimi giorni, e che ci permetterà anche di dare un contributo alle imprese e quindi impulso allo sviluppo locale, correggendo a rialzo il bilancio triennale, dove avevamo investimenti presentati con accesso zero a mutui e basati semplicemente sulle alienazioni".

Variati prosegue spiegando nel dettaglio le vicende legate allo sgancio della provincia di Padova dalla cordata.

“Dopo aver ricevuto la telefonata della presidente della provincia di Padova Degani che annunciava lo sgancio per aver ricevuto una proposta migliorativa valevole solo per la Provincia, abbiamo  minacciato con una lettera il passaggio alle vie legali: esistono, infatti, delle responsabilità contrattuali per chi si sottrae all’accordo. Ho poi potuto avere un documento della società Mantovani indirizzato alla Provincia di Padova – spiega nel dettaglio il sindaco - che riporta la data del 27 settembre 2010 e con il quale si annunciava l’intenzione dell’acquisto delle quote della Provincia dopo aver visto che l’asta era andata deserta. La data è significativa perchè in quelle settimane la Provincia stava con tutta evidenza da un lato conducendo le trattative per la cessione unitaria del pacchetto azionario anche dei due Comuni, dall'altro trattava in segreto e senza darcene notizia con un altro potenziale acquirente e solo per le proprie quote.

La presidente Degani, quindi, il 9 novembre ha invitato Mantovani a mettere nero su bianco la proposta. Il 10, giorno fissato per la firma della cessione, Degani ha comunicato  che la giunta  provinciale, dove si sarebbe dovuta approvare la cessione, non si sarebbe potuta riunire e per questo chiedeva di rinviare l’incontro. Sembrava quindi che il rinvio dipendesse da questioni tecniche dovute alla traslazione del termine per l’aumento di capitatale dal 14 al 18 novembre. Evidentemente Degani ha usato l’asta comune per specularci sopra. E’ una slealtà istituzionale molto grave. Che spero non abbia a che fare, perchè sarebbe particolarmente insopportabile, con questioni politiche tra Provincia e Comune di Padova, cioè con un tentativo di sgambetto - alla fine per fortuna fallito - da parte di un'amministrazione di centrodestra contro due amministrazioni di centrosinistra.”

 

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