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04/11/2011

Piano casa, ampliamenti anche in centro storico e sconti sugli oneri di costruzione per il settore produttivo: la delibera è pronta per essere approvata dal consiglio comunale

Ampliamenti fino al 45% del volume esistente anche in centro storico, demolizioni anche solo parziali, forti sconti sugli oneri di costruzione per il settore produttivo, possibilità di cambiare la destinazione d’uso dove lo consente la normativa e proroga della presentazione delle domande al 30 novembre 2013. Sono le principali novità del nuovo “Piano casa” contenute nella delibera definita ieri dalla giunta e che dovrà essere approvata dal consiglio comunale entro il 30 novembre, dopo il passaggio in commissione territorio. Il documento confezionato dall’amministrazione comunale per la città di Vicenza recepisce infatti la nuova legge regionale approvata lo scorso luglio, che ha modificato il piano casa del 2009.

“La novità più importante – dichiara l’assessore all’edilizia privata, Pierangelo Cangini - è che stavolta può ampliare casa anche chi abita in centro storico. Ci auguriamo quindi che venga colta l’occasione per mettere un po’ d’ordine all’esistente e per riqualificare soprattutto quelli che chiamo ‘buchi neri’, cioè baracche in lamiera condonate all’interno dei cortili o negozi chiusi trasformati in garage: sono angoli che tolgono luce e vita al centro storico”.

Ad esclusione dei palazzi tutelati per grande valore storico ed artistico, per i quali non è applicabile il piano casa, gli uffici dell’edilizia privata comunale hanno contato in centro storico 1.254 edifici accatastati sui quali possono essere fatti ampliamenti. L’aumento volumetrico consentito resta del 20%, cui si aggiunge un ulteriore 10% se la riqualificazione prevede anche fonti di energia rinnovabile con potenza non inferiore a 3 Kw. Ma il nuovo piano casa consente un ulteriore ampliamento del 15% - portando quindi la percentuale massima al 45% complessivo del volume esistente – se l’edificio viene riqualificato dal punto di vista energetico passando in classe B.

Per le zone agricole, invece, sono previsti limiti nelle cubature: gli ampliamenti del 20-10-15% validi per il centro storico, infatti, si ripetono ma solo fino ad aumenti volumetrici, rispettivamente, di 160-80-120 metri cubi.

Se con il primo piano casa il settore residenziale ha presentato 37 pratiche nel 2009, 227 nel 2010 e 191 fino al 31 ottobre di quest’anno, il settore produttivo ha approfittato della piano solo in 12 casi nel 2010 e in 23 nel 2011. Così, anche per dare una spinta al settore edilizio, la nuova delibera prevede forti sconti sugli oneri di costruzione per il settore produttivo: la riduzione sarà del 30% nel primo anno (dal 9 luglio 2011 al 9 luglio 2012) e del 20% dal 10 luglio 2012 fino al 30 novembre 2013.

“Per bilanciare le minori entrate per ciascuna pratica – sottolinea Cangini -, confidiamo nell’arrivo di molte più domande rispetto al 2010. Gli oneri di costruzione che entrano nelle casse del Comune, del resto, sono in forte sofferenza. Basti pensare che solo qualche anno fa entravano 4 milioni di euro dall’Ici e 3-4 milioni dagli oneri per un totale di 7-8 milioni di euro. Oggi invece, senza l’Ici sulla prima casa e coi cantieri in calo, arriviamo al massimo a 2,5 milioni di euro. Ciononostante abbiamo avuto coraggio e abbiamo deciso di dare una spinta al settore con forti riduzioni sui contributi di costruzione”.

L’assessore Cangini evidenzia inoltre che il nuovo piano casa offre la possibilità di cambiare la destinazione d’uso degli edifici ampliati, ma solo dove la normativa di zona lo consente e che la delibera chiarisce i concetti di “prima casa”, specificando che la residenza va mantenuta per almeno 24 mesi dal rilascio del certificato di agibilità, e di “casa a schiera”, nel cui caso tutti i proprietari devono essere concordi ad ampliare la propria abitazione con le stesse modalità.

Infine, il provvedimento incentiva l’uso della Dia anziché il permesso di costruire, in modo da accelerare i tempi, dato che con la Dia il Comune può intervenire solo entro 30 giorni: sono così stati alzati da 260 a 500 euro i diritti di segreteria per i permessi di costruire.

 

 

 

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